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Heinz Beck confermato re degli chef della capitale. Roma e il meglio del Lazio 2019 del Gambero Rosso si presenta sempre più ricca di indirizzi e di valutazioni

21 giugno 2018 | di | Enogastronomia

Dopo Milano, Roma: due città vessillifere della ristorazione italiana. E subito sorge spontanea la domanda: Milano o Roma come avanguardia del mangiar bene?

Milano è «il traino della ripresa. In largo vantaggio nel confronto con Roma, corre più veloce del resto dello Stivale, e continua a raccogliere i frutti di quell’epocale Expo che nel 2015 ha segnato un prima e un dopo» è il giudizio della guida del Gambero Rosso “Milano 2019”, presentata pochi giorni fa, e i ristoranti meritevoli delle Tre Forchette sono stati 5.

Roma che si è avvalsa di una presentazione-monstre sulla terrazza del Rome Cavalieri, in quel di Monte Mario, risponde con 6 ristoranti al top con le Tre Forchette e con lo chef stellato tedesco-italiano Heinz Beck incontrastato Re della capitale della ristorazione.

«In questo momento Milano è una sorta di magnete, una calamita che attira anche i più grandi nomi del mondo e italiani – spiega a Eurocomunicazione Antonio Paolini, collaboratore speciale della guida “Roma 2019” del Gambero Rosso -. Roma è un atto di coraggio, perché il contesto non incoraggerebbe; anzi le sensazioni sono di una città che diventa cheap».

Anche Heinz Beck guarda a Milano come alla città che ha rivoluzionato (e aggiornato) il gusto: «La cucina milanese è un po’ più moderna, quella romana più tradizionale. A Milano ci sono tante aperture, vive un grandissimo fermento. A Roma anche tanti nuovi concept».

La 29° edizione della guida “Roma e il meglio del Lazio 2019” conferma la sua capacità di accogliere e di lasciare spazio a tutti. Sono 6 i locali, fra città e regione, campioni della ristorazione premiati con Tre Forchette: La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri chef Heinz Beck, La Trota di Rivodutri chef Maurizio e Sandro Serva, Imago dell’Hotel Hassler chef Francesco Apreda, le Colline Ciociare chef Salvatore Tassa, Il Pagliaccio chef Antony Genovese, Pascucci al Porticciolo chef Gianfranco Pascucci.

Heinz Beck

Si rischia la noia nel registrare ogni anno la vittoria di Heinz Beck, sempre più solitario sul podio del vincitore. Stupisce che il suo ristorante apprezzato in Italia e nel mondo non sia stato inserito nella lista “World’s 50 Best Restaurant”, manifestazione che si è svolta a Bilbao di recente e che ha visto sul podio del vincitore per la seconda volta Massimo Bottura, chef dell’Osteria Francescana di Modena. Insomma un vero campionato del mondo della ristorazione. E con Bottura altri tre italiani: Enrico Crippa del Piazza Duomo di Alba al 16° posto, i fratelli Massimiliano e Raffaele Alajmo delle Calandre di Padova al 23° posto, e Niko Romito, sempre più in auge, con il Reale di Casadonna al 43° posto. Lo chef abruzzese è stato premiato nelle nuova Guida per la formula multitasking, rivelatosi l’esperimento più originale in tema di bistrot.

Perché il suo ristorante non è stato inserito nella lista, abbiamo chiesto a Heinz Beck? «Non lo so» ha risposto amareggiato.

La nuova guida “Roma 2019” del Gambero Rosso si presenta nella solita veste tipografica (sempre più rossa) con schede approfondite e segnalazioni di oltre 1500 indirizzi per mangiare, comprare e dormire. «In una città che oggi è purtroppo per molti aspetti “fragile”, la cucina rappresenta un elemento di solidità assoluta. E se fosse da qui che la città deve ripartire per trovare nuovo slancio? – scrive Laura Mantovano, direttore della Guida -. Non è forse il cibo uno dei punti cardine del successo dell’Italia nel mondo? Non sarebbe male se Roma ripartisse dal cibo».

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Enzo Di Giacomo

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