La mobilità dei giovani in Europa sinonimo di occupabilità

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Le finalità del programma Erasmus + contribuiscono al successo del processo d’integrazione comunitaria. Da ampliare, se si pensa che ha riguardato il 4% dei ragazzi

23 Aprile 2019 | di | Giovani

Un numero sempre maggiore di ricerche dimostra che la mobilità per l’apprendimento produce effetti positivi sullo sviluppo personale, sull’occupabilità, sulla creazione di un sentimento di cittadinanza europea e sulla tolleranza verso la diversità. Contribuisce, inoltre e in modo significativo, ad ampliare gli orizzonti di un individuo, stimolare la creatività e sviluppare le competenze necessarie per l’interazione in una società multiculturale. In definitiva, una mobilità di qualità è una risorsa tanto per i singoli individui, quanto per la società e l’economia.

Per quale motivo, dunque, non tutti beneficiano di un’esperienza di mobilità? Qual è il motivo per cui i fondi destinati al programma Erasmus + sono così limitati rispetto l’elevato ritorno sugli investimenti che esso rappresenta? Tutti condividiamo il punto di vista secondo cui la mobilità dovrebbe essere la regola e non l’eccezione, soprattutto al fine di migliorare le prospettive di vita dei giovani e in particolare di coloro che provengono dai contesti più svantaggiati.

Per accompagnare i giovani nel loro percorso nella maniera più efficace non possiamo fare affidamento solo sulla tecnologia, ma è fondamentale valorizzare soprattutto risorse umane specializzate. Questa è la ragione per si afferma che l’Unione europea e gli Stati membri dovrebbero investire in maniera più significativa in servizi di informazione per i giovani gratuiti e di qualità, in modo da fornire loro supporto prima, durante e dopo l’esperienza di mobilità.

Al fine di stimolare i giovani a utilizzare esperienze di mobilità è altresì importante sviluppare metodi innovativi e tarati sul loro mondo relazionale. Questo è il motivo per cui è necessario che la mobilità giovanile venga riconosciuta come uno dei pilastri chiave della rinnovata strategia europea per i giovani. Ciò potrà incoraggiare in modo decisivo tutti gli Stati membri a integrare la mobilità giovanile nelle politiche giovanili, e dunque, a sviluppare programmi e opportunità che daranno modo a tutti i giovani di accedere a esperienze di mobilità di apprendimento, di volontariato e di lavoro.

Un esempio su tutti: l’ampliamento e l’ulteriore valorizzazione del Programma Erasmus +, uno dei più grandi successi del processo d’integrazione europea e in grado di offrire un enorme contributo nella costruzione di una società più tollerante e resiliente.

L’obiettivo fissato da Erasmus+ di offrire una concreta occasione di fare esperienza all’estero al 4% dei giovani europei nel settennato 2014-2020 rappresenta un raddoppio negli obiettivi numerici di partecipazione rispetto al trend dei 30 anni passati dal 1987 a oggi; tuttavia non può essere definito un programma utilizzabile da tutti coloro che ne sono interessati, visto che riesce a finanziare esperienze in un Paese diverso da quello di residenza e appena lo 0,6% di giovani europei all’anno!

Quanto sia importante per i giovani partecipare ad esperienze di mobilità transnazionale per l’apprendimento è cosa oggi universalmente conosciuta, soprattutto in funzione della concreta possibilità di migliorare le proprie capacità per una migliore occupabilità e per poter realizzare, prima e meglio, le proprie aspettative di vita e professionali.

 

Francesca Sirignani

Foto © Erasmus +

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