La squadra femminile vaticana contestata a Vienna

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Austria: prima dell’inizio della partita amichevole per festeggiare il decimo anniversario di una realtà locale incidente “quasi diplomatico“

24 Giugno 2019 | di | Costume - Eventi - Religione

Nata solo da qualche mese la rappresentanza femminile di calcio della Città del Vaticano, al suo esordio internazionale, ha subito sabato 22 a Vienna una contestazione che ne ha decretato il suo immediato rientro a Roma. Ne dà notizia la Orf, Radiotelevisione nazionale austriaca. La squadra femminile locale di Vienna FC Mariahilf in occasione del 10° anniversario, aveva invitato la squadra di calcio femminile del Vaticano a giocare una amichevole. Sin dalle prime battute, prima dell’inizio della partita, c’erano state avvisaglie della contestazione contro la squadra del Vaticano. Durante l’esecuzione dell’inno vaticano alcune persone, inclusi alcuni membri della squadra austriaca e dagli spalti, erano partiti fischi e urla mentre venivano srotolati striscioni con le scritte “No all’omofobia”. In quel momento alcune ragazze del team austriaco hanno tirato su le loro t-shirt mostrando scritte sulla schiena “My rule, mybody”.

Si è trattato di una azione pianificata a tavolino in quanto nel frattempo un volantino è stato distribuito ai presenti e ai giornalisti per contestare che la progressista Austria dialogasse con la Santa Sede (pur trattandosi di una partita amichevole) “retrograda su aborto e matrimoni omosessuali”. C’è da dire in proposito che le calciatrici vaticane ignare di tutto, avevano recitato con le colleghe una preghiera comune. La partita è stata annullata nonostante alcuni spettatori chiedessero che si iniziasse. Stupefatto il nunzio apostolico in Austria Pedro Lopez Quintana presente nella tribuna Vip con alcuni sacerdoti, il quale appena informato dell’incredibile contestazione ha lasciato in fretta il campo.

La squadra femminile vaticana è prettamente amatoriale e le giocatrici sono per il 60% donne dipendenti dai vari dicasteri, per un 20% mogli di dipendenti vaticani, per un 20% figlie dei dipendenti. Il capitano della squadra è la giovane camerunense Eugene Tcheugoue. Alcune giocatrici della squadra austriaca che non hanno partecipato alla protesta, non l’hanno presa bene questa “chiassata”, criticando il gesto delle loro colleghe definito dannoso per l’idea che lo sport non può essere terreno di contestazione per le scelte dei governi sulle loro politiche. La squadra femminile del vaticano era più di un mese che si allenava per questa “amichevole” e ha perso solo tempo. Era alla sua prima partita “all’estero”.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Vaaju, El Pais, Giancarlo Cocco

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