La Via Francigena in Toscana: da Gambassi Terme a San Gimignano

  • Condividi questo articolo

Considerata la prima arteria internazionale del Vecchio Continente, da poco riconosciuta dal Consiglio d’Europa come un Grande Itinerario Culturale. Le Grotte di Maurizio

1 Ottobre 2019 | di | Ambiente - Cultura - Enogastronomia

La Via Francigena è un nome noto, un’esperienza di viaggio conosciuta per chi ama camminare, per gli escursionisti e i pellegrini. Considerata la prima arteria internazionale del Vecchio Continente, da poco riconosciuta dal Consiglio d’Europa come un Grande Itinerario Culturale, la Via Francigena è l’itinerario storico che dal nord dell’Europa portava alla Città Eterna. I pellegrini già prima dell’anno Mille scendevano per la penisola. Venivano dalle isole britanniche, dal Regno dei Franchi, dalle più lontane regioni dell’Impero. Passavano le Alpi al colle del Gran San Bernardo: attraverso il solco della val d’Aosta, si spalancavano per loro le porte del Belpaese con le città cariche di storia e di arte.

Il ricco patrimonio di paesaggi, storia e architettura lungo la Via Francigena interessa particolarmente il territorio della Toscana, regione che più di altre sta investendo nelle potenzialità di questo percorso di terra. In particolare la Tappa 31 – Da Gambassi Terme (Chiesa Cristo Re) a San Gimignano (Piazza della Cisterna), prevede 13.4 km.

La tappa è breve e defaticante ma non per questo meno bella della precedente. Attraversa le campagne toscane e alcune zone boscose che riparano dalla luce del sole. Lungo il tragitto, ci si imbatte nel Santuario di Pancole, dove è presente anche una fontanella oltre ad un punto di ristoro. Si risale quindi verso Collemucioli e la Pieve di Cellole. San Gimignano vale decisamente una giornata di visita, con il suo centro storico dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

Una volta arrivati, la domanda sorgerà spontanea: com’è possibile una tale concentrazione di capolavori in un borgo così piccolo? La risposta è piuttosto curiosa: nel 1282 il governo di San Gimignano emanò una legge che impediva di abbattere le vecchie case se non per costruirne di più belle. La decadenza politica ed economica che seguì questo periodo florido fece sì che non si apportassero ulteriori modifiche al borgo, il quale è dunque giunto pressoché inalterato fino ai nostri giorni, anche se delle 72 torri (una per ogni famiglia benestante) medievali oggi ne restano solo 13.

Diventa così un viaggio entusiasmante ma anche molto profondo quello che ci attende nella Via Francigena, un viaggio che ci conduce nella magica e affascinante Toscana.

La vocazione più congeniale di Gambassi Terme  è senza dubbio quella turistica, non solo in relazione alla Via Francigena  ma anche per le sue acque termali curative, per i boschi cedui e per le pinete che coprono circa il 60% del suo territorio e per il suo ottimo cibo.

Si tratta di notevoli potenzialità ma ancora in evoluzione sul piano ricettivo. Un parco di piante secolari è, anche, la stupenda cornice dello stabilimento termale creato nel 1974 per iniziativa del Comune.

Il territorio di Gambassi Terme offre veramente molto. Se infatti si vuole continuare a stare all’aria aperta si può organizzare un’escursione alle misteriose Grotte di Maurizio. La sua storia parte nel 1918, quando Maurizio Becherini, barbiere e sarto del paese detto l’eremita, si rifugiò nella forra e iniziò a costruire una cappellina sopra una roccia, arricchendo così tutto l’ambiente intorno a lui , con simboli cristiani, immagini fatte in argilla, edicole, e statue di gesso, cemento armato e pietra, collegate tra loro da semplici scalette.

Maurizio ha realizzato tutto attraverso l’uso di piccoli e semplici strumenti, e tutto ciò che rimane è ormai parte integrante di questo luogo incantato. Si dice che la natura abbia adottato tutte le sue opere come “figli”.

Le grotte di Maurizio sono diventate mano a mano, meta di pellegrinaggio da parte degli abitanti di Gambassi Terme e dei luoghi vicini. In poco tempo  infatti la sua fama si allarga a tutta la Valdelsa e molti sono quelli che lo vanno a trovare percorrendo i sentieri di un pellegrinaggio devozionale. Negli ultimi anni questi luoghi sono stati riscoperti e sono meta di trekking e tante escursioni da parte di turisti e abitanti delle zone limitrofe.

Non manca proprio nulla per una vacanza rivolta a chi ama camminare, a chi desidera viaggiare tra borghi, vallate incastonate nei boschi, uliveti e vigneti a perdita d’occhio.

Un percorso che combina trekking e relax, per godersi la natura, tra colline e terme, il buon cibo, degustazioni di vini e di prodotti tipici, arte e grandi capolavori dell’umanità.

 

Francesca Sirignani

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *