Lanciata la piattaforma Refit per la consultazione pubblica europea

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E’ pienamente operativa l’iniziativa per la trasparenza e il coinvolgimento della cittadinanza nel processo decisionale delle istituzioni Ue

8 Marzo 2016 | di | Europa - Politica

E’ partita da una settimana una consultazione pubblica della durata di tre mesi per la raccolta di pareri sull’operatività Ue. Si tratta di un’iniziativa volta a rafforzare la politica della trasparenza in Commissione, Parlamento e Consiglio, principali istituzioni Ue.

Il primo vicepresidente dell’esecutivo comunitario Frans Timmermans afferma di voler far luce sulle diffidenze di quanti in Europa tendono ad associare le politiche europee con l’intervento di lobbisti. La consultazione viene rimessa a istituzioni e cittadinanza in tutta Europa.

Riunione Ce sul programma Refit
Riunione della Commissione sul programma Refit

Una prima parte della consultazione è rivolta a non specialisti della materia vale a dire cittadini comuni e in essa di affrontano questioni come Bilancio, Affari interni e Comunicazione, Trasporti, Sanità pubblica, Ambiente e così via; mentre la seconda investe quanti nelle istituzioni europee vi lavorano.

Il dispositivo per partecipare al lavoro legislativo Ue è il programma Refit (Regulatory Fitness and Performance programme) insieme al sito Lighten the Load – Have your say, foro dove inviare il proprio feedback sulle legislazione comunitaria.

Tra i più recenti, era stato sollecitato il giudizio della popolazione europea in merito ai negoziati del TTIP, Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti. Dalla chiusura della consultazione pubblica, programmata a fine maggio, si avvierà un’intesa inter-istituzionale che dovrà condurre al superamento del registro di trasparenza attualmente gestito da Commissione e Parlamento ma non dal Consiglio.

La Commissione rappresenta un’eccezione poiché dal 2014 aveva già largamente adottato riforme per la trasparenza.

Per mezzo dei Working Methods l’esecutivo Juncker aveva, infatti, già realizzato importanti riforme del proprio regolamento interno in direzione di una maggiore trasparenza quando, ad esempio, si era deciso che i commissari non avrebbero potuto più incontrare organizzazioni che non fossero state presenti nell’elenco del Registro per la trasparenza. Qualunque incontro intercorso tra commissari e i rappresentanti, inoltre, si sarebbe dovuto rendere pubblico a distanza di due settimane dalla data effettiva dell’evento.

Maroš Šefčovi
Maroš Šefčovič, vice presidente Ce

Lavorare di concerto con i legislatori nel Parlamento europeo e in Consiglio è una modalità fondamentale per garantire ai cittadini una rappresentanza anche nel processo legislativo. Questo era stato un obiettivo di lancio dell’attuale Commissione che ora intende estenderlo a tutte le istituzioni Ue.

Gli esiti della consultazione pubblica andranno a integrazione della proposta che la Commissione presenterà entro la fine del 2016.

Ma in che modo l’opinione pubblica può sentirsi davvero soggetto attivo tramite la consultazione? Di fronte agli esiti della consultazione pubblica i funzionari Ue dovrebbero prendersi una pausa per rivedere le proprie proposte e rimodellarle (nella migliore delle ipotesi) in ragione della tendenza che dalla consultazione emerge. Gli effetti ricadranno sulla tabella di marcia del processo decisionale Ue poiché un assessment al primo step potrebbe voler dire un rallentamento nella tempistica tra il decision making e il policy making.

Elisa Gennaro

Photo © European Commission (nel testo © Jennifer Jacquemart prima e © Thierry Charlier seconda)

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