Garantire pari opportunità nel mondo economico e sociale

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Progetto europeo “Women mean business and economic growth promoting gender balance on company boards” coordinato dal Dipartimento delle Pari Opportunità

27 Ottobre 2015 | di | Costume - Eventi

Una speranza, una sfida per un impegno costante: garantire una presenza equilibrata delle donne e degli uomini nei processi decisionali economici, puntando all’eliminazione di ogni stereotipo o preclusione che impedisce alle donne di fiorire nel mondo del lavoro, della carriera costrette spesso a sacrificare il diritto di realizzarsi anche nel mondo affettivo attraverso la formazione di una famiglia. Sono questi i temi affrontati nell’evento di chiusura del progetto europeo “Women mean business and economic growth promoting gender balance on company boards” coordinato dal Dipartimento delle Pari Opportunità svoltosi nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri lo scorso 23 ottobre. Numerose le autorità che hanno preso parte all’evento a partire dal sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei Ministri (PCM) Claudio De Vincenti che è entrato subito nel vivo della questione, illustrando i progressi compiuti in campo legislativo. 1Considerevole il risalto della legge 120/2011 la cosiddetta legge Golfo-Mosca che stabilisce l’obbligo per le società quotate e quelle a controllo pubblico, di nominare i componenti dei propri collegi sindacali garantendo la presenza del genere femminile di almeno il 33 % in quest’anno. Essa si è rilevata significativa per l’aumento del tasso di occupazione. Poi il sottosegretario con tono battagliero ha sottolineato quanto sia considerevole eliminare la pratica delle “dimissioni in bianco” che spesso è stata causa di perdita del posto di lavoro per molte mamme, mogli quindi donne. Simbolica la conclusione: «Non dobbiamo fermarci». I risultati positivi dell’adozione di tale norma sono stati presi in considerazione anche da Monica Parrella, consigliera PCM, che ha messo in evidenza come il numero di figure femminili nel contesto europeo si sia ampliato ottenendo buoni riscontri insieme alla Francia. foto 2Concisa l’affermazione della vicepresidente del Senato Valeria Fedeli che ha considerato importante l’introduzione della norma antidiscriminatoria per le elezioni delle parlamentari del Parlamento europeo e in aggiunta, riguardo la cultura europea, centrale per il rispetto e l’integrazione del genere femminile ha affermato: «Bisogna passare dal tema della conciliazione a quella della condivisione». Più schematico invece il discorso della deputata socialdemocratica tedesca Ecke Ferner che ha illustrato i risultati della norma della quota del genere femminile, il confronto con le compagnie insieme alla partecipazione federale per puntare alla realizzazione di un felice cambiamento. Ancora più profonde le parole dell’ex deputata (PdL) Lella Golfo la quale si è definita ottimista riguardo il superamento delle aspettative della legge e felice per essere riusciti ad abbattere quel muro che ne ostacolava la realizzazione. foto 1L’europarlamentare Alessia Mosca ha insistito su quanto sia indispensabile riuscire a rendere attiva la direttiva europea anche in quei Paesi dove non è stata accettata. Ciò è fondamentale per rendere sempre più attiva la partecipazione delle donne in ambito professionale. La conclusione è stata affidata alla discussione dei risultati del progetto al quale i membri hanno lavorato per due anni ed evidenti sono stati gli effetti della legge dal 1934 al 2015 portando un maggior numero di donne in posti di spicco come i consigli d’amministrazione. A tal proposito, la giornalista Cinzia Sasso di Repubblica ha sottolineato come in realtà non esiste uno svantaggio tra uomini e donne ma sul peso che viene attribuito dal valutatore che penalizza le donne rispetto agli uomini. Le donne sono svantaggiate in termini di salario offerto e risulta difficile stabilire una relazione di causa-effetto su questi studi. Tuttavia, si è verificato un effetto positivo sulla riduzione dell’indebitamento delle donne, un passo importante ma non ancora terminato. 2Il rispetto dei diritti del genere femminile, può e deve avvenire, sin da loro essere bambine affinché possano crescere in un ambiente libero dove possa svilupparsi e maturare la voglia di realizzarsi in ambito affettivo e professionale. Questo argomento emerge dalle dichiarazioni della direttrice dell’Ufficio di Bruxelles (Unifem) Dogmar Schumacher che accoglie l’importanza della campagna adottata dal primo ministro Renzi “Lui per lei” che è composta da leader e cittadini uomini che dicono di non voler sposare una bambina. La volontà di ampliare le pari opportunità delle donne è marcata dall’amministratore di Una Spa Elena David la quale dopo aver fatto riferimento alla sua esperienza personale in campo lavorativo ha affermato: «Dobbiamo far arrivare un messaggio di normalità alla popolazione femminile italiana. E’ importante che ci sia la consapevolezza che le donne normali possano avere successo nella carriera». 1Il tema del lavoro è stato affrontato anche da Alessandra Perrazzelli che ha dato spazio all’innovazione dello smart working divenuto strumento di cambiamento a causa del processo di digitalizzazione. Questo è fondamentale per dare un’impronta nel mondo del lavoro e offrire un’opportunità di miglioramento in campo economico e sociale. Connesso a quest’ultimo argomento, il problema della bassa natalità sintetizzata dall’espressione della Perrazzelli: «uno stipendio vuol dire una culla vuota». Hanno dato il loro contributo anche J. Ignazio Conde-Diaz dell’università Computense di Madrid, Alberto Irace, Cristina Scocchia e la deputata (Pd) Giovanna Martelli che si è fatta portavoce del desiderio di promuovere una campagna “Cose da uomini” per l’anno 2016 fondata sulla partecipazione e condivisione riguardo le pari opportunità tra uomo e donna. Quindi, un incontro che assegna alla donna il ruolo di protagonista della vita economica e socio culturale che trascende l’atteggiamento discriminatorio di chi la relega ad un livello secondario, nell’auspicio che possa avere la considerazione e il rispetto che merita.

 

Benedicta Felice

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