Le tematiche di genere nelle Istituzioni europee

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Il 5 Marzo l’Europarlamento renderà omaggio alla donna con una conferenza dal titolo “EmpoweringWomen and GirlsthroughEducation”.

10 Febbraio 2015 | di | Attualità - Europa

Uniti nella diversità”. Uniti in quella diversità non solo culturale e valoriale propria di ogni stato, ma anche in quella diversità dovuta al sesso, quella che contraddistingue la donna dall’uomo. Entrambi devono poter percorrere stesse strade, perseguire medesimi obiettivi e godere degli stessi diritti in senso formale e sostanziale, pur nella loro diversità biologica. L’Unione europea, da sempre, sostiene l’uguaglianza di genere e combatte la discriminazione basata sul sesso, in nome della parità.

 

Il prossimo 5 Marzo 2015, in vista dell’8 Marzo, il Parlamento europeo renderà omaggio alla donna con una conferenza dal titolo “EmpoweringWomen and GirlsthroughEducation”.

Vera JOUROVA - Commissioner in charge of Justice, Consumers and Gender EqualityTIA Formazione Internazionale, intende ribadire il proprio impegno contro la discriminazione di genere, sostenendo fermamente l’importanza del dialogo. Da sempre, infatti, l’associazione è in prima linea nel coinvolgere e nel sensibilizzare la società e le giovani generazioni verso tale tematica. Non solo mediante convegni e seminari di formazione, ma anche attraverso la pubblicazione di materiale didattico-divulgativo, come l’e-book Cultura di genere: scenari e percorsi, a cura di Ines Caloisi, presidente TIA, e Enrica Tedeschi, professore aggregato di Sociologia delle relazioni Interculturali presso l’Università Roma Tre.

 

Il principio della Parità di Genere è sancito dall’Articolo 23 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione europea. Quest’ultima promuove nelle sue azioni la parità di genere (Art. 3 TUE, ART. 8 TFUE) che viene così a costituirsi come uno dei cinque valori fondanti (ART. 2 TUE).

La Comunità europea, oggi Unione europea, ha fatto storia in tematiche di genere.

Iratxe GARCIA PEREZ, BENCHEHIDA, Malin BJORK, HUMMED AL-HAWIRI, HAMDANNel 1979 il Parlamento europeo istituisce una Commissione per i Diritti delle donne che diviene permanente nel 1984; Nel 1991, la Commissione finanzia la prima Lobby Europea delle donne; Nel 2006 il Parlamento europeo e il Consiglio creano l’Istituto europeo per l’ineguaglianza di genere, con sede a Vilnius, in Lituania (EIGE). Il Trattato di Amsterdam (1999) ha avuto il merito di introdurre tra le missioni della comunità europea il principio della parità. I Programmi di Azione contenenti misure atte a incoraggiare cambiamenti sia nel campo del lavoro, della professione che del privato, hanno stimolato gli Stati membri ad adottare legislazioni paritarie nazionali mediante le quali promuovere il cambiamento. Dalla Conferenza di Pechino promossa dalle Nazioni Unite nel 1995, concetti di “Gender Mainstreaming” e “Empowerment” divengono gli obiettivi principali di ogni Programma di Azione. Nel 2007, Anno Europeo delle Pari Opportunità, si è ribadito ancora una volta il concetto “Gender Mainstreaming”, con il quale si indica l’integrazione delle Pari Opportunità all’interno di tutte le politiche generali promosse dalla Comunità. Tra le azioni più recenti intraprese dall’Unione europea vi è la Strategia per la parità tra donne e uomini 2010-2015 che riprende gli obiettivi annoverati nella Carta per le Donne adottata l’8 Marzo 2010. L’impegno contro la discriminazione assume da sempre carattere economico/finanziario/politico e ancora oggi si muove in tale direzione.

L’Unione Europea sostiene l’Indipendenza economica della donna.

 

Donne meditate: il 60% dei laureati europei sono donne ma rappresentano meno del 33% degli scienziati e ingegneri di tutta Europa. Al Contempo rappresentano quasi l’80% del totale della forza lavoro nei settori della Sanità, dell’Istruzione e del Benessere.

 

L’Unione europea a tal proposito ha cercato di incoraggiare l’imprenditorialità femminile e tutti i mestieri non convenzionali. Un livello d’istruzione elevato conseguito da una donna stride con il percorso professionale che viene rallentato o interrotto in favore della famiglia.

L’Unione sostiene il Principio di Parità retributiva per uno stesso lavoro e lavoro di pari valore.

 

Donne meditate: le donne guadagnano il 31% in meno ogni anno e il 16% in meno per ogni ora lavorata rispetto a un uomo.

 

Le donne lavorano Part-time per conciliare figli e carriera guadagnando meno.

imageIl principio della Parità di retribuzione sancito nel Trattato di Roma del 1957 dall’Articolo 119, trova attuazione nella Direttiva 2006/54/CE e nella Direttiva 2010/41/CE per lavoratori autonomi. L’Unione a tal proposito ha sostenuto la trasparenza nelle retribuzioni e ha cercato di conciliare sempre di più la sfera familiare con quella lavorativa. La Direttiva 92/85/CEE ha introdotto misure volte a migliorare la sicurezza e la salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti. La Direttiva 2010/18/UE estende il periodo minimo di congedo parentale a 4 mesi, stabilendo che ad uno dei due genitori sia attribuito in forma non trasferibile. La Commissione vigila che le disposizioni della parità salariale siano applicate, passando in rassegna le principali sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione. La riduzione del divario retributivo tra i sessi viene ribadito in diversi testi programmatici: “Quadro d’azione sulla Parità di genere” nel 2005   e il “Patto europeo per la Parità di Genere” adottato nel 2011. L’Unione sostiene Parità nel processo decisionale.

 

Donne meditate: a Ottobre 2014, solo il 20,2 % dei membri del Consiglio delle più grandi società quotate in borsa sono donne. Nel Parlamento europeo 37% sono donne contro un 63 % di uomini. Nella Commissione europea il 32% sono donne contro un 68% di uomini.

 

A tal proposito, la Commissione a Novembre 2012 ha proposto una normativa per raggiungere l’obiettivo del 40% della rappresentazione femminile nelle posizioni decisionali, soprattutto in politica e affari. In più, tale obiettivo è raggiungibile tramite un equo bilanciamento delle responsabilità familiari ottenibile grazie le precedenti direttive prima delineate. Da Maastricht in poi, con il concetto di “Cittadinanza europea”, si delinea sempre più l’esigenza  di agire anche sulla persona a prescindere dall’esercizio di un attività economica. Nella strategia 2010-2015, l’Unione persegue la violenza contro le donne e ogni forma di discriminazione.

 

Donne e uomini meditate: una donna su tre ha subito violenza sessuale fin dall’età di 15 anni. Il 75% delle donne ha subito molestie sul proprio luogo di lavoro e una donna su dieci ha subito molestie sessuali o stalking attraverso le nuove tecnologie.

 

20141105_EP-010876_FWA_022Una donna che ha subito violenza di genere, ha subito una violazione dei propri diritti fondamentali, con il rischio di essere doppiamente vittima, come persona e come lavoratrice, avendo effetti sull’indipendenza economica e quindi sul mantenimento del posto di lavoro. A tal proposito l’Unione rafforza la cooperazione con le forze dell’ordine nazionali per avere dati sempre aggiornati sul numero di violenze commesse per poter combattere il problema in maniera sempre più incisivo.

Il Programma di Azione 2010-2015 ha come obiettivo quello di rimuovere gli ostacoli alla partecipazione delle donne al mondo del lavoro per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva prevista in “Europa 2020”. Fra i suoi obiettivi principali la strategia si prefigge di portare il tasso di occupazione per donne e uomini di età compresa tra i 20 e i 64 anni al 75%. Senza dubbio si riconosce il contributo della componente femminile per l’innalzamento del tasso di occupazione totale, ma al contempo non poche critiche sono state sollevate. Secondo molti,in “Europa 2020” la dimensione di genere è carente : manca un riferimento esplicito alla prospettiva di Gender Mainstreaming nonchè un obiettivo occupazionale disaggregato per sesso da raggiungere entro il 2020. In ogni caso, l’Europa sta compiendo passi da gigante all’insegna di una Democrazia Paritaria contro la consuetudine perché il “Personale è Politico”.

 

 

Per chi è interessato Tiaformazione.org organizza un seminario sulla progettazione e tematiche di genere il 7 marzo a Roma, per info formazioneinternazionale@gmail.com

 

Chiara Paccagnini

Foto © 2015 European Parliament and Giovanni De Negri

 

 

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