Confcommercio incontra i leader politici: “l’Europa che vogliamo”

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Migliorare il processo decisionale comunitario e realizzare un coinvolgimento attivo di tutte le parti sociali. Soprattutto tenendo alta l’attenzione sulla crescita e il credito

8 Maggio 2019 | di | Economia - Europa

Maratona elettorale quest’oggi, mercoledì 8 maggio, per il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli che ha incontrato Emma Bonino e a seguire Giorgia Meloni e il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, in occasione della presentazione del manifesto “Quale Europa vogliamo, per quale Europa lavoriamo”. Il ricordo è partito da Alcide De Gasperi, padre fondatore dell’Europa unita, che commentava: «un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista guarda alla prossima generazione».

   Il presidente di Confcommercio Sangalli

Nel documento presentato da Sangalli ai leader politici per conto di Confcommercio, otto sono sfide politiche generali e sette le politiche trasversali. Di quest’ultime il 1° riguarda il futuro sociale dell’Europa che si costruisce investendo in capitale umano, il 2° promuovere piattaforme digitali europee, 3° contrasto alla pianificazione fiscale aggressiva con una web tax che si avvicini ad una dimensione europea della fiscalità, 4° Progetto europeo per la rigenerazione delle città attraverso interventi di sviluppo urbano sostenibile, partenariato pubblico/privato e ruolo dell’impresa diffusa per la ricucitura dei tessuti urbani, 5° Impulso alla riciclabilità dei prodotti liberando investimenti pubblici nel capo delle tecnologie per l’efficienza energetica al fine di coniugare sostenibilità ed economicità della provvista energetica.

6° Strategia europea per approcciare la “Nuova via della seta” e scelte statali per realizzare uno spazio unico europeo dei trasporti, con contrasto alla concorrenza sleale e dumping. 7° Politica europea del credito per evitare l’inasprimento dei requisiti patrimoniali delle aziende di credito, sostegno agli investimenti delle medie e piccole imprese. Sviluppo di strumenti di debito alternativi al credito bancario per favorire il rafforzamento patrimoniale delle imprese.

               Emma Bonino (+Europa)

La prima ad intervenire è stata l’onorevole Emma Bonino, ex ministro e commissaria europea candidata di +Europa alle elezioni europee del 26 maggio. «Stimatemi di meno, ma votatemi di più» ha detto ironicamente la Bonino ricordando che «solo un altro Paese, oltre l’Italia, si sta condannando all’irrilevanza in Europa ed è la Gran Bretagna, prigioniera come l’Italia delle proprie ossessioni. Da noi è sempre colpa degli altri, ma i problemi» – ha sostenuto l’ex commissaria Ue – «li abbiamo creati noi con le nostre scelte e solo noi possiamo risolverli. Se non ci salviamo da noi non ci salva nessuno.

Bisogna trasformare il bilancio dell’Unione europea da un bilancio di puri sussidi, a un bilancio che possa servire a finanziare i beni pubblici, ma per far questo non possiamo avere un bilancio che sia l’un per cento del Pil». Ha poi criticato la normativa di chiudere i negozi la domenica, giustificata dal fatto di poter stare più in famiglia, e l’ha considerata «una misura retrograda che non favorisce né il commercio, né la famiglia, ma attacca la libertà di impresa». La Bonino ha concluso il suo intervento ricordando l’importanza del voto del 26 maggio: «Votate come volete, ma votate da cittadini, soprattutto andate a votare, non è un dovere ma è certo un responsabilità, il voto conta».

          Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia)

A seguire l’intervento di Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, già ministro per la gioventù nel quarto governo Berlusconi,  che ha dichiarato: «agli italiani interessa più che il governo eviti l’attivazione delle clusole di salvaguardia, l’aumento dell’Iva e l’abolizione delle accise che di quello di cui si parla ininterottamente in questi giorni». La giovane leader ha poi concluso sostenendo di essere «europeista, ma tra stare in ginocchio e uscire da Ue c’è gamma di opzioni intermedie».

Ha chiuso la giornata degli incontri in Confcommercio, Antonio Tajani presidente del Parlamento europeo e vice presidente di Forza Italia e del Partito popolare europeo: «se negli anni della crisi economica non ci fosse stato una forte tessuto economico  imprenditoriale e commerciale» –  ha chiosato Tajani – «avremmo fatto la fine della Grecia». Ha poi parlato della sfida digitale e in proposito ha auspicato: «bisogna mettere le imprese nelle condizioni di affrontare questa sfida con incentivi fiscali e infrastrutture digitali». Ha poi parlato dello sforamento del tetto del 3% «lo sforamento non è un dogma di fede. Può essere sforato a patto che i soldi servano per la crescita e non per aumentare la spesa pubblica. Il debito pubblico è il grande problema del Paese».

Agli incontri hanno partecipato o parteciperanno anche Luigi Di Maio (MoVimento 5 Stelle), Nicola Zingaretti (Pd) e Claudio Durigon (Lega).

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giancarlo Cocco

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