L’incubo infinito del terrorismo che ha colpito di nuovo la Francia

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L’assalto alla promenade di Nizza. Un Tir usato come un mezzo d’assalto miete 84 vittime. Il presidente Hollande prolunga di tre mesi lo stato di emergenza

15 Luglio 2016 | di | Politica

Visto il tranquillo svolgimento dei campionati europei di calcio, la Francia si era in parte illusa che l’incubo terroristico le avrebbe lasciato un po’ di tregua. Ecco invece che un nuovo terribile attentato, stavolta nel cuore della Costa Azzurra, mortifica qualsiasi aspirazione a una esistenza normale.  Lo stato di emergenza che forse si voleva revocare viene ora prolungato di altri tre mesi, come ha annunciato il presidente Hollande. Le celebrazioni del 14 luglio erano certo un obiettivo sensibile, ma le modalità dell’attacco hanno comunque creato un effetto sorpresa di devastanti proporzioni. Ancora una volta si è voluto colpire un simbolo della nostra libertà, dei valori fondanti dell’Europa.

imagesStavolta l’obiettivo è Nizza. Un Tir ha travolto la folla radunata per assistere ai fuochi d’artificio, mentre i colpi provenienti dall’abitacolo facevano il resto, trasformando una tranquilla passeggiata in un campo di battaglia. Ancora non riusciamo a renderci conto della gravità dei fatti, ancora la nostra mente rifiuta l’idea che la guerra, che credevamo lontana, si sia trasferita nelle nostre pacifiche città. L’incertezza riguardo il numero degli attentatori, un uomo solo o un gruppo di fuoco ben organizzato, aumenta il nostro sconcerto. E’ ormai possibile morire in strada, in situazioni di normale quotidianità, senza che nessuno riesca a porre un rimedio. L’intelligence mostra, ancora una volta, tutta la propria impotenza.

P031420002602-679070L’attuale situazione è anche frutto di politiche estere dissennate e contraddittorie, di una totale incomprensione dell’universo musulmano. Le potenze occidentali pensavano che il regime di Damasco sarebbe caduto in breve tempo, ed ecco invece che la guerra si protrae ormai da lunghi anni. In questo scenario estremamente confuso il terrorismo ha attecchito in una maniera che non ha precedenti. La destabilizzazione politica di questi Paesi ha generato universi totalmente incontrollabili.

Mentre l’Isis si prepara a perdere Raqqa e Mosul, la ferocia dei suoi miliziani colpisce sul territorio europeo. Una maniera per ribadire come le sconfitte militari non rallenteranno la rete del terrore. L’Isis rappresenta ancora una minaccia tremenda per l’Occidente.

Per questo il segretario di Stato americano John Kerry è al Cremlino, per saldare un asse anti terrorismo che coinvolga anche Mosca, nonostante le differenze di vedute fra le due superpotenze. Ormai i dissapori riguardo la guerra in Ucraina passano in secondo piano, di fronte ad un pericolo che sta assumendo proporzioni gigantesche. Un’intesa fra Putin e Obama è certo essenziale. Bisognerà vedere quanto i reciproci interessi condizioneranno un processo di per sè molto difficile. Come si riuscirà a far convivere sunniti e sciiti è una domanda che attende ancora risposta. Inoltre il futuro delle minoranze, i curdi su tutti ma anche gli yezidi, è  estremamente incerto. Gli orrori del conflitto hanno acuito odi atavici difficili da estirpare.

Il terrorismo di matrice islamica è radicato nei nostri territori, e specialmente in Francia. Prima si è permesso a innumerevoli fanatici di recarsi in Siria per abbattere Assad, poi si è sottovalutato il pericolo che questi rappresentavano, una volta rientrati in patria. Migrazioni incontrollate rischiano infine di aggravare una situazione già ampiamente compromessa.

Il terrorismo è lungi dall’essere battuto, e l’attentato di Nizza ce lo ricorda con crudele evidenza.

Riccardo Cenci

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