L’onda lunga della campagna d’informazione del Parlamento europeo

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Presentata la squadra del presidente incaricato della Commissione Jean-Claude Junker

10 Settembre 2014 | di | Attualità - Europa - Politica

Questa volta è diverso. Ancora, direte? Ebbene si. Dopo il mantra su cui era basata la campagna d’informazione del Parlamento europeo per ricordare ai 500 milioni di cittadini l’eccezionalità su scala europea di quest’appuntamento elettorale, con la candidature dei pretendenti al trono della Commissione europea, l’onda lunga finirà, forse, solo il primo novembre, giorno previsto dell’insediamento della nuova Commissione europea. Ancora 50 giorni dunque di campagna del Parlamento europeo per informare tutti i cittadini sul rinnovato processo decisionale europeo. Il primo novembre dicevamo dovrebbe essere il giorno del vero fischio d’inizio del match dei prossimi cinque anni di legislatura europea. Dovrebbe perché gli imprevisti dietro l’angolo nelle audizioni potrebbero far slittare i tempi se uno o più candidati dovessero inciampare ed essere “rimandati”, con conseguenti nuove audizioni, o addirittura bocciati con relativa sostituzione, conseguente audizione e voto finale dell’intera Assemblea. Oggi il Presidente incaricato Jean-Claude Junker, forte del via libera del Parlamento europeo lo scorso luglio, ha rivelato la sua squadra di 27 titolari “temporanei” in vista del vaglio del Parlamento europeo nelle audizioni fissate con ogni probabilità fra il 29 settembre e il 3 ottobre. Il Parlamento europeo stringe infatti i tempi sperando di non sforare la data del primo novembre, come avvenne già per il debutto della Commissione degli ultimi due mandati, nel 2009 si insediò solo due mesi dopo a gennaio! Tutti i potenziali commissari, inclusa l’italiana Federica Mogherini, che pur con un piede nel Consiglio dell’Ue per il suo ruolo di Alto rappresentante della politica estera dell’Unione resta da scrutinare per l’altro piede in Commissione, quale vicepresidente dell’Esecutivo, dovranno prepararsi approfonditamente se vorranno superare il vaglio democratico del Parlamento europeo. Una prova non certo formale per controllare le competenze a 360 gradi dei 27 nominati dai rispettivi governi, 9 donne e 19 uomini, 14 di centro destra, otto di sinistra, quattro liberali e un conservatore, e che nel passato ha visto illustri vittime, come ad esempio l’italiano Rocco Buttiglione. Un esame di competenze di portafoglio, di strategia, di valori, di capacità e di lingua che verrà messo al setacciato dai 751 eurodeputati divisi nelle rispettive commissioni parlamentarie. Eurodeputati e Parlamento ormai sempre più esperti e consci del proprio ruolo anche a fronte dei primi cinque anni di codecisione con il Consiglio dell’Ue, dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Prima dell’”esame” orale, da sostenere in almeno due lingue comunitarie, tutti i candidati dovranno rispondere a un dettagliato questionario che il Parlamento europeo invierà ai possibili commissari il prossimo 16 settembre costituito da due domande uguali per tutti e da tre specifiche tematiche. Ci immaginiamo tutto sulla crisi economica e finanziaria e le risposte per superarla per il francese Pierre Moscovici, domande su come proseguire nel cambio di passo in tema di energia e lotta al cambiamento climatico per lo spagnolo Miguel Arias Cañete o a snocciolare misure per il rilancio dell’economia reale e del rafforzamento del mercato interno per la polacca Elzbieta Bienkowska. Per chi vuole approfondire il tema nel sito dedicato – dal 29 settembre – la diretta di tutte le audizioni: http://www.elections2014.eu/en/new-commission E per i più media freak possibile vedere gli umori tenedo d’occhio i probabili hashtags #EP2014 e #EC2014.

Andriko Mouapesi

Foto © European Community, 2014

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