L’Ue è sempre divisa sui migranti, ma Juncker appoggia l’Italia

  • Condividi questo articolo

Il presidente della Commissione europea disponibile ad aiutare il governo e le autorità del Belpaese sulle politiche immigrative e sulle banche

15 Dicembre 2016 | di | Attualità - Europa - in evidenza - Politica

I Ventotto restano ancora una volta divisi sulla revisione dell’accordo di Dublino, ma il presidente dell’esecutivo Ue Jean Claude Juncker ribadisce la vicinanza all’Italia, che «non va lasciata sola nell’ambito della crisi migratoria». Nel pieno dell’ultimo summit europeo 2016 di Bruxelles, dunque, Juncker insiste sull’importanza di restare al fianco di Roma e di escludere «i fondi che l’Italia mette a disposizione dal patto di stabilità». Parole che per l’Agenzia Ansa danno anche la cifra della disponibilità verso il nuovo premier Paolo Gentiloni, ieri al debutto al tavolo dei leader dell’Unione europea.

Paolo GENTILONIDai partner europei è stata molto apprezzata la rapidità con cui l’Italia ha risolto la crisi di governo. Oltretutto Gentiloni era già conosciuto e apprezzato nel vecchio ruolo di ministro degli Esteri. E così c’è fiducia sui dibattiti e i dossier in agenda, in primis lo spinoso capitolo sulla migrazione, ma anche i contatti che il nuovo premier avrà con i vertici delle istituzioni (è presente anche Mario Draghi ad una parte dei lavori), anche per discutere della complicata situazione delle banche. Che porta a dire Juncker come i problemi degli istituti di credito del Belpaese «non devono essere visti come irrisolvibili».

In tutto questo continua a rimanere la riserva italiana sulla revisione del bilancio Ue. Proprio mentre l’elezione del nuovo presidente del Parlamento europeo si giocherà tra candidati della terra di Dante, soprattutto tra Gianni Pittella (Gruppo S&D) e Antonio Tajani (Gruppo Ppe). Chissà che non ne esca una nuova intesa tra le due principali formazion politiche per l’eterna riedizione della “Grossa coalizione” sempre vincente in Germania.PITTELLA, Gianni (S&D, IT); TAJANI, Antonio (EPP, IT) Con il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk che vede traballare la propria poltrona. In queste ore è, poi (a volte ritornano), tornato a fare capolino anche il dossier Grecia. Ieri l’Eurogruppo ha ritirato le misure di alleggerimento del debito, dopo le ultime decisioni del governo Tsipras sul bilancio, tra cui l’una tantum ai pensionati poveri.

Una discussione sul rinnovo delle sanzioni alla Russia per la vicenda ucraina è stata chiesta e ottenuta dall’Italia, ma non ci saranno grossi colpi di scena, vista la continua unanimità nella scelta. Ma è sui migranti che c’è la vera tensione. I leader europei ribadiranno l’intenzione di salvaguardare l’accordo Ue-Turchia, lasciando uno spiraglio aperto sulla liberalizzazione dei visti, richiesti espressamente da Erdogan, che al momento resta comunque remota. E infine c’è la preparazione del negoziato sulla Brexit con i britannici. Tanti i temi per l’ultimo Consiglio europeo di fine anno, ma che risolveranno – probabilmente – poco e niente.

 

Sophia Ballarin

Foto © European Union

 

 

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *