Bielorussia: libero il dissidente Byalyatski, l’Unione europea plaude

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Amnistiato uno dei principali oppositori del presidente Lukashenko. L’Ue: ora libertà per altri prigionieri politici

24 Giugno 2014 | di | Politica

Importante gesto di distensione nei confronti della comunità internazionale da parte della Bielorussia: lo scorso 21 giugno il regime di Aleksandr Lukashenko ha concesso un’amnistia nei confronti di Ales Byalyatski, dissidente ed attivista democratico, detenuto dal 2011 nel carcere di Babrjusk per evasione fiscale. È stato lo stesso Byalyatski, 51enne fondatore e leader del movimento per i diritti umani Viasna, a confermare di essere stato – con sua stessa sorpresa – amnistiato: «Non sono stato affatto un detenuto-modello, se dovevano concedere l’amnistia a qualcuno, quello non ero certamente io», ha dichiarato al suo arrivo a Minsk, sottolineando anche come il sostegno europeo alla sua causa abbia agevolato la scarcerazione, circa un anno e mezzo prima del termine della pena detentiva di quattro anni e mezzo a cui era stato condannato.

Plauso alla decisione è arrivato dall’Unione Europea: «Dopo quasi tre anni di detenzione per motivi esclusivamente politici, Ales Byalyatski può finalmente riabbracciare la sua famiglia», si legge in una dichiarazione emessa da Bruxelles.

«La scarcerazione di Byalyatski – continua la nota – rappresenta un passo importante da parte delle autorità bielorusse, che dovrebbe essere seguito dall‘immediato rilascio di tutti i prigionieri politici ancora in carcere, nei confronti dei quali deve essere ripristinata la totalità dei diritti civili e politici. Solo così si può contribuire a migliorare le relazioni tra la Bielorussia e l’Ue».

Alessandro Ronga

Foto © European Community, 2014

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