Luis De Guindos è il nuovo vice di Draghi alla Bce

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L’Eurogruppo decide per lo spagnolo. Le mire del presidente della Buba Weidmann, che anche secondo Bloomberg è il favorito al posto dell’ex governatore della Banca d’Italia

19 Febbraio 2018 | di | Economia - Europa

La corsa sembrava già vinta in partenza, ma il nome del nuovo vicepresidente della Bce, successore del portoghese Vitor Constancio, si è conosciuto solo lunedì. È stato, infatti, l’Eurogruppo a scegliere tra i due candidati, il ministro spagnolo dell’economia Luis De Guindos, e il governatore della Banca d’Irlanda Philip Lane, con il primo che aveva fin da subito tutto il sostegno necessario, soprattutto quello dell’asse franco-tedesco. Anche perché la nomina del nuovo membro del board ha aperto anche la corsa al post-Draghi, anche se ufficialmente c’è tempo fino alla scadenza del mandato dell’ex governatore di Bankitalia, cioè ottobre 2019. Ma essendo la sua successione legata a tutte le altre “poltrone” europee, i leader Ue hanno cominciato a ragionare sui nuovi equilibri possibili e a far avanzare le proprie pedine.

          I governatori Janet Yellen (Fed)           e           Mario Draghi (Bce)

Alla Germania è sempre interessato il posto di Draghi, e attualmente il “falco” Jens Weidmann, avverso alle misure straordinarie lanciate in questi anni dalla Bce, è dato favorito. L’Eurogruppo di lunedì ha trovato un consenso sul nome del vicepresidente Bce, per non arrivare ad un vero e proprio voto che si sarebbe tenuto il giorno successivo. Doveva esserci una maggioranza qualificata rafforzata (14 Paesi dell’Eurozona che rappresentassero almeno il 65% della popolazione) per formulare una raccomandazione che il vertice europeo di marzo dovrà poi appoggiare. De Guindos non sembrava avere rivali, sebbene la commissione economica del Parlamento Ue abbia formulato un’opinione, non vincolante, a favore dell’irlandese – economista molto rispettato in ambito internazionale – perché considerata “più convincente”.

De Guindos ha invece esperienza come politico e banchiere d’affari, ma non di politica monetaria. In ogni caso la Germania gli aveva già garantito il suo appoggio alla Bce in cambio della rinuncia alla corsa per l’Eurogruppo. De Guindos quindi si ritirò favorendo il portoghese Mario Centeno. Durante questo scambio, la Germania potrebbe anche essersi assicurata il sostegno spagnolo su Weidmann. Ma non sarebbe comunque ancora abbastanza: la sua corsa è tutt’altro che scontata, nonostante un sondaggio di Bloomberg su 34 economisti lo pone come favorito, distanziando di molto il francese Villeroy de Galhau (supporter delle politiche di Draghi ma ben visto in Germania) e lo stesso irlandese Philip Lane, economista molto rispettato in ambito internazionale. Forse per questo l’Irlanda lo ha ritirato dalla corsa alla vicepresidenza.

Al governatore Lane sembra sia stato promesso il posto di capo-economista della Bce, che Peter Praet lascerà libero l’anno prossimo. La Spagna, quarta economia della zona euro, non aveva un rappresentante nel board esecutivo della Banca centrale europea dal 2012. Il nuovo vicepresidente comincerà a lavorare dal 1 giungo ma prima dovrà affrontare l’audizione del Parlamento europeo e quella della stessa Bce. La prima non si annuncia facile: la commissione economica, guidata dall’italiano Roberto Gualtieri (Gruppo S&D), già la settimana scorsa aveva invitato per un dialogo informale De Guindos e Lane, e aveva fatto sapere di preferire l’irlandese. Anche per via del conflitto d’interessi del ministro, sottolineato di nuovo dai socialisti europei dopo la decisione dell’Eurogruppo. In ogni caso, l’opinione del Parlamento non è vincolante.

La nomina vera e propria sarà formalizzata dal vertice europeo del 22-23 marzo. Dove si cominceranno a tessere le trame per il rinnovo di tutte le cariche europee in scadenza nel 2019. La sostituzione di Draghi, infatti, è legata soprattutto ai nomi dei prossimi presidenti di Commissione, Consiglio e Parlamento europei. L’Eurogruppo ha poi discusso della riforma dell’Eurozona, trovando un ampio sostegno sul rafforzamento del fondo salva-Stati Esm. Il progetto di trasformarlo in “paracadute” del fondo salva-banche è quindi sulla buona strada e potrebbe essere l’obiettivo più facile da raggiungere. A differenza del completamento dell’Unione bancaria sul quale non ci sono ancora progressi. Prima delle riunioni si sono visti, in formatoristretto“, i ministri dell’economia di Francia, Italia, Germania e Spagna, determinati a trovare una strada comune. Il ministro Pier Carlo Padoan, martedì, avrà anche un incontro con il commissario al bilancio Ue Günther Oettinger, che l’ha invitato ad esprimere la sua opinione sul prossimo quadro finanziario della Ue post 2020.

 

Angie Hughes

Foto © El Independiente

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