Matera Capitale europea della Cultura svela il presepe al Quirinale

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La Luce della Natività anticipa il grande evento del prossimo anno grazie al quale la Regione del Mezzogiorno d’Italia vivrà un’esperienza di centralità e protagonismo

12 Dicembre 2018 | di | Costume - Religione

La Sala D’Ercole sita al secondo piano del Palazzo del Quirinale la “Casa degli Italiani”, ospiterà fino al 5 gennaio 2019 il monumentale e prestigioso Presepe della Basilicata ideato dal maestro presepista Franco Artese. L’allestimento è stato reso possibile grazie all’intervento organizzativo dell’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata. Il presepe lucano racconta insieme al mistero della Nascita, la storia, la cultura e il paesaggio di una terra ricca di grande spiritualità.

L’opera di quest’anno occupa un’area di quaranta metri quadrati e una altezza di circa sei metri ed è realizzata in pietra, legno e ferro con  centoventi personaggi in terracotta. Il presepe si compone di una serie di quadri che rappresentano la vita quotidiana, in un ambiente semplice e laborioso con riti e tradizioni tipiche della civiltà rurale lucana.  La statuetta raffigurante la Madonna con Gesù Bambino tra le braccia è proteso in segno di benedizione. Lo sguardo della Vergine è dolce e deciso al tempo stesso mentre il Bambino, stretto tra le mani, è offerto al mondo.

Sulla sinistra del presepe c’è un carro agghindato che porta in trionfo la Madonna e ricorda una leggenda della Madonna della Bruna. Una nobildonna sconosciuta apparve a un contadino e al suo bambino mentre erano in cammino verso la città di Matera. La donna chiese di essere condotta nel centro abitato è giunta in quello che è oggi il quartiere Picciarello davanti ai notabili della città si rivelò mostrando tutta la magnificenza di Maria e chiedendo al contadino di portare un messaggio al Vescovo, nel quale diceva di essere la Madre di Cristo.

Una folgorazione investì i presenti e da quel momento viene ricordata l’apparizione della Madonna, la statua viene portata in trionfo su un carro che viene assaltato e distrutto dai materani il 2 luglio. Il manufatto ogni anno viene poi ricostruito con grande dedizione per le consuete celebrazioni. Le scene riprodotte nel Presepe rivelano una grande singolarità musicale che da sempre interessa le aree agricole e i centri urbani della Basilicata: le matinate a Matera,il ballo delle cente a Viggiano, la Taranta a Tricarico.  Cospicua la presenza di musici che suonano la ciaramella, l’organetto, il tamburello, l’arpa di Viggiano.

L’allestimento del presepe nel Palazzo del Quirinale quest’anno ha ispirato la rievocazione di una scena, posta al centro del Presepe, dal forte valore simbolico che richiama il legame tra la comunità lucana e lo Stato. Si tratta del ricordo di un importante evento avvenuto nel settembre del 1902 quando il presidente del Consiglio dell’epoca Giuseppe Zanardelli, su sollecitazione dell’amico Giustino Fortunato e di altri parlamentari lucani si recò in Basilicata. Il presidente non esitò a sopportare i disagi di un viaggio che egli definì avventuroso, per rendersi conto di persona della tragica realtà di una remota regione del Mezzogiorno d’Italia.

Il frammento di storia che il presepe racconta è quello in cui Zanardelli accarezza una bambina che gli dona un piccolo mazzo di fiori mentre intorno assistono la madre e altre donne con il volto incredulo per l’incontro con un personaggio di così alto rango. Fu a seguito di questa “esplorazione “ che maturò la Legge speciale per la Basilicata emanata da lì a poco. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha reso possibile la location, ha visitato e ammirato questo presepe (come si evince nella foto di apertura) nel quale la Basilicata intera si riconosce nei volti, nei gesti delle donne, degli uomini e dei bambini che animano la platea davanti alla grotta della Natività.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giancarlo Cocco

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