La Rotta di Enea alle origini della civiltà europea

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Progetti e prospettive nel contesto della candidatura del nuovo itinerario culturale del Consiglio d’Europa in 21 tappe tra archeologia, cultura e natura

18 Aprile 2019 | di | Cultura - Europa - Eventi

L’itinerario si articola tra Turchia, Grecia, Albania, Tunisia, Italia tra bellezze archeologiche, culturali e paesaggistiche. Cinque Paesi mediterranei continuano il cammino sulle tracce di Enea in un itinerario turistico-culturale tra le ricchezze storiche e archeologiche dei luoghi del Mediterraneo citati nell’Eneide. La Rotta di Enea, il nuovo itinerario europeo che segue il viaggio dell’eroe troiano alla ricerca di una nuova patria, si snoda appunto in cinque Paesi con 21 tappe toccando i luoghi più suggestivi della civiltà mediterranea, tra bellezze naturali e paesaggistiche. Il nuovo percorso è stato presentato il 12 aprile nelle sale del prestigioso Palazzo Patrizi Clementi nel corso del Meeting internazionale: “La Rotta di Enea, alle origini della civiltà europea”, organizzato dall’associazione Rotta di Enea, su iniziativa della Fondazione Lavinium e del comune di Edremit, primi sostenitori del progetto, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, per promuoverne la candidatura quale nuovo itinerario Culturale del Consiglio d’Europa.

Il tavolo dei relatori al Meeting

«Si tratta» – ha dichiarato Giovanni Cafiero, presidente dell’Associazione Rotta di Enea – «di una nuova rotta di viaggio, dialogo e conoscenza tra le ricchezze culturali, storiche e archeologiche dei luoghi del Mediterraneo citati nell’Eneide. Per Virgilio, Enea è l’eroe dell’empatia, dell’incontro e della mescolanza. Scegliendo un padre straniero, un esule, i Romani creano un paradigma nuovo, quello della mescolanza, che si completa con le virtù latine di devozione alla famiglia e alla propria città».

Tra le autorità intervenute Rosanna Binacchi, segretariato generale Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Margherita Eichberg, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, Serra Aytun Roncaglia, direttrice Ufficio Cultura e Informazioni Ambasciata di Turchia – Roma, Luisella Pavan-Woolfe direttrice dell’Ufficio di Venezia del Consiglio d’Europa e Barbara Toce, vice presiedente del Congresso degli Enti Locali del Consiglio d’Europa.

Butrinto

È il primo Itinerario turistico-archeologico-marittimo che parte dalla Turchia e arriva in Europa e la mappa del percorso è tracciata proprio l’Eneide di Virgilio. Ha una precisa connotazione geografica di tutte le tappe fino all’arrivo nell’area metropolitana di Roma e coinvolge Turchia, Grecia, Albania, Tunisia e Italia con un percorso di ventuno tappe che toccano ben sei Siti Unesco Troia, Delo, Butrinto, Monte Etna, Cartagine, Parco del Cilento e Vallo di Diano, tre Parchi nazionali Monte Ida in Turchia, Parco nazionale di Butrinto in Albania e Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano in Italia sulla costa tirrenica, per arrivare nell’area metropolitana di Roma, città simbolo (Trattati di Roma) dell’Unione europea. I principali siti che costituiscono l’itinerario turistico-archeologico-culturale di Enea: sono Antandros e il Parco nazionale del Monte Ida, Ainos-Enez e Troia in Turchia, Delos, Creta e Lefkada in Grecia, Butrinto in Albania, Castro in Italia, Drepanon-Trapani in Italia, Cartagine in Tunisia, Cuma-Pozzuoli, Gaeta, Lavinium e Roma in Italia (Enea risale il Tevere fino al Palatino per incontrare il Re Evandro, alleato nello scontro dei Troiani contro Turno).

Troia – il cavallo all’ingresso degli scavi

Nella storia del mito Enea fugge da Troia in fiamme e, costruite le sue navi ai piedi del Monte Ida, caro agli Dei, salpa da Antandros sulle coste dell’attuale Turchia alla ricerca del luogo dove fondare la nuova Troia. La meta sarà raggiunta, dopo lunghe peregrinazioni attraverso il Mediterraneo e incontri ricchi di pathos e umana solidarietà. A Butrinto, nell’attuale Albania incontrerà Andromaca, a Cartagine sarà soccorso da Didone, per citare alcuni dei più noti e con l’arrivo sulle coste del Lazio Enea, orfano del padre Anchise morto durante la lunga peregrinazione a Drepanon presso l’attuale Trapani, fonderà Lavinium. La nuova Troia diviene così luogo simbolo delle origini di Roma ed Enea sarà venerato come il pater dei Romani. Lavinium è ancora oggi un sito tutto dedicato alla figura di Enea. Il culto di Enea diviene culto ufficiale con il riconoscimento e la monumentalizzazione nel IV secolo a.C. di una tomba principesca nel sito Lavinium, in località Pratica di Mare, presso l’attuale Pomezia.

I Comuni che già si sono attivati e hanno partecipato alle fasi preliminari del lancio dell’Itinerario o che intendono attivarsi, potranno ora dialogare e condividere esperienze, attività, programmi per rafforzare il percorso di candidatura europea e allargare la rete delle autorità locali che diverranno protagoniste di un progetto di grandissimo valore non solo civile e culturale, ma di sviluppo economico e sociale.

Troia (Ilios) ha festeggiato nel 2017 il ventennale dell’inserimento dell’area nella lista dei Siti Unesco. Si tratta di una meta irrinunciabile per visitare uno dei luoghi archeologici più ricchi di fascino e direttamente legato all’Iliade e alla mitica figura di Omero. Oltre alla complessa stratigrafia della Città, il Sito di Troia si è arricchito dalla fine del 2018 di uno straordinario museo archeologico che custodisce la maggiore collezione scultorea e iconografica al mondo dei luoghi e dei personaggi mitici dell’Iliade.

Meno conosciuto ma di straordinario fascino è il Parco nazionale del Monte Ida, ricco di cascate e di vegetazione lussureggiante.

Il Canyon del Parco Nazionale del Monte Ida

A nord di Edremit è infine il sito archeologico di Antandros. Si tratta di una recente scoperta, sono stati rinvenuti una necropoli e una villa romana di epoca imperiale con splendidi mosaici. Ancora da scoprire è l’area urbana della località da cui secondo Virgilio salpò Enea. L’antica città di Lavinum è stata oggetto di scavi archeologici negli ultimi decenni del secolo scorso, che hanno portato in luce tratti del circuito murario, abitazioni, aree produttive e un grande tempio nel Foro. Sono stati scoperti due santuari: il primo, un santuario dedicato a Minerva, ha restituito straordinari reperti, fra cui un centinaio di statue in terracotta, note come “fanciulle di Lavinium”, raffiguranti la divinità e rappresentazioni simboliche degli offerenti, databili in un arco di tempo compreso fra l’inizio del V e la fine del III sec. a.C.; l’altro con tredici altari allineati eretti fra il VI e il IV sec. a.C.; a quest’ultima area sacra è connesso un tumulo monumentale in cui è stata riconosciuta la tomba di Enea. Si tratta in realtà di un tumulo funerario che conteneva una tomba a inumazione databile alla metà del VII sec. a.C. da attribuire ad un eminente personaggio o forse proprio un re, sepolto con oggetti personali e un ricco corredo.

A questi monumenti si aggiunge il santuario dedicato a Sol Indiges, venuto in luce proprio alla foce del corso d’acqua identificabile con l’antico Numico, corrispondente al punto di approdo dei troiani sulla costa, luogo che Virgilio che indica con il nome di Troia. Lavinium fu considerata anche il luogo delle origini del popolo romano e Romolo, il fondatore di Roma, aveva le sue origini, dopo quattro secoli, dalla medesima stirpe di Enea.

Lion street of Delos Islans

L’area della antica Lavinium è in gran parte di proprietà privata, della famiglia Borghese, mentre le aree archeologiche più importanti, tra i quali i tredici altari e l’heroon di Enea, sono stati acquisiti dallo Stato Italiano e sono affidati alle cure e alla tutela della Soprintendenza. Il Comune di Pomezia ha istituito nel 2007 un Museo civico archeologico, in cui sono esposti i reperti più significativi della città antica e dove è presentato, in modo particolarmente suggestivo, il racconto dell’arrivo di Enea e la fondazione mitica di Lavinium. Presso Lavinium si trova anche un lembo degli antichi boschi di alloro che un tempo caratterizzavano tutto il territorio, un importante patrimonio naturalistico tutelato come sito di importanza comunitaria – Antica Lavinium e rappresenta uno dei pochi lembi ancora intatti della Campagna Romana.

Lavinium Collezione archeologica del Museo Civico

I siti di maggiore interesse lungo la Rotta sono Delos, patria del dio Apollo e della Luce, Butrinto, l’antica città albanese, affacciata sulle acque del mar Ionio, a pochi chilometri dall’isola di Corfù.  Castrum Minervae, l’approdo di Enea in Italia che oggi è una piccola cittadina del Salento, Castro, Cartagine la città collocata sul lato orientale del lago di Tunisi. Cuma che rappresenta la prima colonia greca non solo della Magna Grecia, ma di tutto il Mediterraneo occidentale. Pozzuoli, l’antica Puteoli, fondata nel 528 a.C. nell’ insenatura occidentale del Golfo di Napoli da greci profughi da Samo.

 

Laura Testa

Foto © Laura Testa

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