Metti una sera cibo e cinema. Il buono dell’Italia

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Serata di premiazione per la migliore produzione audiovisiva enogastronomica “Doc Wine Travel Food”, concorso cinematografico giunto alla terza edizione

24 Gennaio 2019 | di | Cinema - Enogastronomia

Cibo e cinema di qualità per raccontare quanto di buono si produce in Italia, ma soprattutto premiare le produzioni audiovisive con tematiche enogastronomiche. Questo è stato il leit motiv della serata al Chorus Café di Roma dedicata a “Doc Wine Travel Food”, cerimonia conclusiva del concorso cinematografico giunto alla terza edizione e bandito da Fondazione Gambero Rosso e Artribune insieme con i promotori Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, Medicinema Italia Onlus, Fondazione Cinema per Roma, Sky e Vision Distribution.

Sono state cinque le pellicole premiate, “raccontate” ciascuna attraverso un piatto dello chef Igles Corelli, coordinatore del comitato scientifico della Gambero Rosso Academy, come se avesse un sapore e delle consistenze. «Quest’anno la Rassegna audiovisiva DOC Wine Travel Food® è rientrata in un progetto più ampio per la promozione e la valorizzazione degli effetti benefici del food & wine, inserititi in un contesto culturale in cui il cinema ha tracciato i confini – fa sapere Gambero Rosso in un comunicato -. Il Progetto DOC Wine Travel Food® è stato valutato idoneo per l’ottenimento del Marchio dell’Anno europeo 2018 e per l’inserimento nei percorsi culturali d’Europa sul sito del Mibact».

La serata è stata accompagnata da una selezione musicale di Don Pasta, dj e regista de “I villani” e la conduzione di Marco Lombardi, esperto di cinegustologia, cioè “quanto di più lontano dall’oggettività della degustazione di film e cibo”. Il Miglior Documentario “Cesare Cucchi, storia di una pasticceria milanese” di Alessandro Villata è stato premiato per «la lunga intervista a uno dei più celebri pasticceri milanesi scomparso di recente che si trasforma nella rappresentazione – delicatamente poetica – di un modello di uomo e di società che sta scomparendo, basato romanticamente sul lavoro e sui valori».

Per il Miglior Lungometraggio “Petit Paysan” di Hubert Charuel, la giuria ha sottolineato come «Partendo da un fatto di cronaca narrativamente trasfigurato, quello della “mucca pazza”, il film diventa un originalissimo “noir agreste” che riesce a mettere in luce i lati oscuri di un mestiere poco di moda, ritraendo gli animali come uomini e avvicinando il protagonista a un animale il cui comportamento è ispirato soprattutto dall’istinto». Per il Miglior Cortometraggio “Buffet” di Santa de Santis e Alessandro D’Ambrosi la giuria ha motivato la sua decisione: «Narrando un comune “assalto al buffet”, il cortometraggio riesce a fotografare con ironico simbolismo le bulimie materiali della società italiana contemporanea attraverso uno stile paradossalmente trasfigurante che riesce a rinvenire il grottesco presente in purezza nella realtà».

Per la categoria Miglior Serie TV “La nonna e lo Chef” di Aureliano e Luigi Procacci la giuria ha rilevato che «Attraverso un ribaltamento delle gerarchie mediatiche, il format trova una via originale per ironizzare sul tanto abusato tema della tradizione, fotografando in ogni puntata un noto chef sottostare agli insegnamenti di una nonna che sta appunto realizzando un piatto della tradizione». Per la categoria Miglior Soggetto “Bambole e Polenta” di Pier Marini Gean Nicola e Gagliardi David, premiato per la capacità di indagare con leggerezza e innocenza il rapporto dei genitori con la scoperta dell’omosessualità di un figlio. I vincitori hanno ricevuto inoltre un biglietto omaggio Alitalia e un Premio da parte di Alce Nero, che da 40 anni rappresenta agricoltori, apicoltori e trasformatori biologici, impegnati nel produrre cibi buoni, frutto di un’agricoltura che rispetta la terra e la sua fertilità.

 

Enzo Di Giacomo

Foto © F. Perilli/Gambero Rosso

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