Nuovi cardinali per la Chiesa di Francesco

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Le scelte del Papa sono un ulteriore passo verso una comunità sempre più cattolica, cioè universale. «Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri»

3 Settembre 2019 | di | Attualità - Religione

All’Angelus di domenica 1° settembre, ricorrenza della “Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato”, Papa Francesco si è voluto scusare per il ritardo con il numeroso pubblico presente in piazza San Pietro perché «sono rimasto chiuso nell’ascensore per 25 minuti! C’è stato un calo di tensione e si è fermato l’ascensore. Grazie a Dio sono venuti i Vigili del Fuoco – li ringrazio tanto – e dopo 25 minuti di lavoro sono riusciti a farlo andare».

Per la Giornata di preghiera, il Papa ha sottolineato che si tratta di «una giornata ecumenica, che anima la presa di coscienza e l’impegno per tutelare la nostra casa comune, a partire da uno stile di vita personale e familiare più sostenibile».

Al termine dell’Angelus, il Papa ha fatto due annunci: il viaggio apostolico in Africa per visitare le popolazioni di Mozambico, Madagascar e Mauritius; il Concistoro del 5 ottobre per la nomina di 13 nuovi cardinali. «La loro provenienza esprime la vocazione missionaria della Chiesa che continua ad annunciare l’amore misericordioso di Dio a tutti gli uomini della Terra» ha spiegato Francesco.

Questo secondo annuncio – forse il più atteso –  si inserisce nel solco del rinnovamento profondo che il Papa ha impresso alla Chiesa in questi 6 anni di pontificato. Con la nomina di 13 nuovi cardinali, la geopolitica pastorale del Papa appare sempre più planetaria, abbracciando tutti i continenti della Terra. Una Chiesa meno romanocentrica.

Il rinnovamento in atto si traduce anche in un Collegio cardinalizio sempre più creato a immagine e somiglianza del Papa. Dal momento della sua elezione a oggi, Papa Francesco ha creato 70 cardinali con una ripartizione geografica molto significativa: 26 europei, 15 latinoamericani, 11 asiatici, 10 africani, 5 nordamericani, 3 dell’Oceania.

In questi primi anni del Pontefice venuto dalla fine del mondo, Papa Bergoglio ha scelto con cura i cardinali (come hanno fatto tutti i Papi del resto), pensando alla Chiesa in uscita, alla nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede, a un più marcato impegno pastorale e sociale dei parroci, dei vescovi, dei cardinali, del Papa stesso. È la Chiesa che Francesco vuole portare avanti nel Terzo Millennio, nonostante le opposizioni registrate all’interno della Chiesa stessa.

«Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri» aveva esordito il Papa nelle sua prima conferenza stampa. E il programma per il rinnovamento prosegue. Come risulta evidente anche dall’ultimo annuncio del Papa che nel Concistoro del 5 ottobre nominerà nuovi 10 cardinali (più 3 oltre gli 80 anni che non avranno diritto al voto per una eventuale nuova elezione del Papa).

L’elenco si apre con Miguel Angel Ayuso Guixot, attuale presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso. Seguono: José Tolentino Calaça Medonça, portoghese, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa. Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo, arcivescovo di Jakarta. Juan de la Caridad García Rodríguez, arcivescovo de San Cristóbal de la Habana.

E ancora Fridolin Ambongo Besungu, acivescovo di Kinshasa. Jean-Claude Höllerich, arcivescovo di Lussemburgo. Alvaro L. Ramazzini Imeri, vescovo di Huehuetenamgo. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna. Cristóbal López Romero, arcivescovo di Rabat. Michael Czerny, sottosegretario della Sezione Migranti – Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

A questi cardinali elettori (con meno di 80 anni), il Papa ha voluto premiare tre personalità della Chiesa che si sono distinte in passato: Michael Louis Fitzgerald, arcivescovo emerito di Nepte. Sigitas Tamkevicius, arcivescovo emerito di Kaunas. Eugenio Dal Corso, vescovo emerito di Benguela.

          Matteo Zuppi

Tra le figure dei nuovi cardinali spicca quella dell’arcivescovo metropolita di Bologna, Matteo Zuppi, nato a Roma l’11 ottobre 1955 da una famiglia molto religiosa (il padre Enrico è stato direttore de “L’Osservatore della Domenica”, supplemento domenicale di «L’Osservatore Romano» dal 1946 al 1979), che ha svolto una intensa attività pastorale come parroco della Chiesa di Santa Maria in Trastevere con la Comunità di Sant’Egidio.

È stato insieme al presidente della Comunità, Andrea Riccardi, l’artefice degli Accordi di pace di Roma (4 ottobre 1992) che posero fine alla guerra in Mozambico. Papa Francesco lo ha nominato arcivescovo di Bologna il 27 ottobre 2015: dopo 4 anni dal suo ingresso nella Basilica di San Petronio è stato nominato cardinale.

«Ringrazio il Papa per la fiducia e la stima. È un riconoscimento per tutta la Chiesa di Bologna, per la Comunità di cui faccio parte da tantissimi anni, ed è anche una grande responsabilità», ha dichiarato commosso “don Matteo” mentre si trovava a Lourdes in pellegrinaggio con oltre 800 persone della Diocesi bolognese.

Il cardinale veste di rosso perché deve testimoniare fino al sangue. Ecco, speriamo di essere buoni testimoni del Vangelo. Anche quello della domenica di oggi è chiarissimo: essere nell’amore al servizio degli altri, degli ultimi. Questa nomina, quindi, è ancora di più una chiamata al servizio che ora, proprio qui a Lourdes, affido alla Madonna».

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Chiesa di Bologna- Vatican News

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