Nuovi finanziamenti all’Italia e altro: le decisioni del Parlamento europeo

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Inondazioni 2018: 277 milioni di euro dall’Ue al Belpaese. Rafforzato il sostegno per Ricerca ed Erasmus e riaffermata posizione sulla Brexit. Via libera a Lagarde nuova presidente BCE

18 Settembre 2019 | di | Europa - Politica

Il Parlamento europeo riunito in sessione plenaria a Strasburgo ha approvato quest’oggi un finanziamento complessivo di quasi 300 milioni di euro, di cui la maggior parte andrà all’Italia. I fondi dovranno essere utilizzati per la ricostruzione delle regioni colpite e non potranno essere utilizzati per altra finalità. Esattamente sono € 293.551.794,00 in aiuti dal Fondo di solidarietà Ue (FSUE), in seguito agli eventi meteorologici estremi del 2018 in Austria, Italia e Romania.

Per il Belpaese questo aiuto fa il seguito con il finanziamento stanziato dalla Commissione europea a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza in Sardegna, di cui Eurocomunicazione si era già occupata. I fondi saranno così ripartiti: 277,2 milioni di euro per l’Italia per le copiose piogge, i forti venti, le inondazioni e le frane avvenute nell’autunno 2018; 8,1 milioni di euro per l’Austria, a seguito degli stessi eventi meteorologici, e 8,2 milioni di euro per la regione nordorientale della Romania, dopo le inondazioni avvenute nell’estate 2018.

Nell’autunno del 2018 quasi tutte le regioni italiane, da nord a sud, sono state colpite da fenomeni meteorologici estremi che hanno causato frane, alluvioni e caduta di alberi, e all’origine di decine di decessi. Fra i danni materiali, si sono registrati gravi interruzioni delle reti stradali e fluviali, allagamenti di edifici pubblici e privati, interruzioni delle reti elettriche e del gas, oltre a perdite significative nei settori del legname e del turismo.

I deputati europei hanno approvato, sempre oggi, un aumento di 100 milioni di euro per due programmi faro dell’Unione europea, Orizzonte 2020 (80 milioni di euro per la ricerca) ed Erasmus+ (20 milioni di euro per la mobilità dei giovani), come da accordo raggiunto dal Parlamento europeo e dal Consiglio sul bilancio Ue 2019 nel dicembre 2018. In un altro voto gli europarlamentari hanno deciso di restituire agli Stati membri 1,8 miliardi di euro dal bilancio del 2018, attraverso una diminuzione dei contributi nazionali al bilancio Ue.

Per quanto riguarda le risoluzioni importante quella sulla Brexit da parte dei deputati a seguito della decisione del Vertice straordinario del Consiglio europeo dello scorso 10 aprile di accettare la richiesta del Regno Unito di prorogare il termine di cui all’articolo 50. In quest’ottica, i parlamentari europei accolgono con favore la pianificazione di misure di preparazione e di emergenza in caso di un recesso senza accordo (no deal), adottate dalle istituzioni e dagli Stati membri.

Nella risoluzione, i deputati confermano di essere pronti a ritornare alla proposta originaria dell’Ue, per un dispositivo di protezione solo per l’Irlanda del Nord. Si dichiarano inoltre disponibili a esaminare “soluzioni alternative” che siano giuridicamente e operativamente credibili e in linea con i principi guida dell’Unione europea. Tuttavia, i parlamentari sottolineano che non daranno il proprio consenso a un accordo di recesso che non preveda alcun meccanismo di salvaguardia.

Infine nella giornata di ieri il Parlamento europeo ha espresso parere favorevole sulla raccomandazione del Consiglio del 9 luglio di nominare Christine Lagarde a presidente della Banca centrale europea (Bce) per un mandato di otto anni, con decorrenza dal 1° novembre 2019. Precedentemente la commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento ha proceduto alla valutazione delle credenziali del candidato, in particolare alla luce dei requisiti di cui all’articolo 283, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea ai sensi dell’articolo 130.

 

Manon De Clercq

Foto © European Union, Vigili del Fuoco, Facebook

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