Nuovi limiti all’esposizione ad agenti cancerogeni

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Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva regole comunitarie più severe per proteggere meglio i lavoratori dalle sostanze nocive o mutogene

25 ottobre 2017 | di | Attualità - Europa - in evidenza - Lavoro

Ogni anno, il 53% dei decessi professionali nell’Unione europea è attribuito al cancro, contro il 28% per le malattie circolatorie e il 6% per quelle respiratorie. I tipi più comuni di cancro professionale sono il cancro ai polmoni, il mesotelioma (causato dall’esposizione a particelle di amianto) e il cancro della vescica. Le norme esistenti, che limitavano carcinogeni e mutageni sul posto di lavoro, risalivano a più di 10 anni fa. Con l’approvazioni quest’oggi delle nuove regole il Parlamento europeo garantirà una migliore tutela soprattutto per chi lavora nel settore edile, nell’industria chimica, automobilistica, alimentare e tessile, nella lavorazione del legno e dei mobili, nel settore sanitario e negli ospedali.

Le nuove regole aggiungono 11 sostanze cancerogene all’elenco delle sostanze pericolose e rivedono i valori limite per due dei prodotti già inclusi nell’elenco. L’obiettivo è quello di contribuire a salvare fino a 100.000 vite nei prossimi 50 anni. Sono stati fissati limiti di esposizione professionale, vale a dire la quantità massima di sostanze nocive (generalmente espressa in milligrammi per metro cubo d’aria) alla quale i lavoratori possono essere esposti, per dieci agenti chimici: ossido di propilene, butadiene, 2-nitroproprano, acrilammide, bromoetilene, bromuro di vinile, composti del cromo esavalente, ossido di etilene, idrazina e o-toluidina, le fibre ceramiche refrattarie e la polvere di silice cristallina, prodotta dall’estrazione, dal taglio o dalla frantumazione di materiali come calcestruzzo, mattoni o rocce.

La nuova legislazione rivede, inoltre, i limiti di esposizione per due sostanze già incluse nell’elenco: le polveri di legno duro (prodotte dal taglio del legno) e il cloruro di vinile monomero (principalmente utilizzato per produrre PVC). I datori di lavoro avranno l’obbligo di individuare e valutare i rischi per i lavoratori esposti a queste sostanze e adottare misure preventive. Le nuove norme prevedono, inoltre, che l’autorità nazionale responsabile della sorveglianza sanitaria dei lavoratori possa decidere di proseguire la sorveglianza dopo la fine dell’esposizione, per tutto il tempo necessario a salvaguardare la salute dei lavoratori.

La Commissione europea dovrà valutare entro il primo trimestre del 2019 la possibilità di includere nell’elenco delle sostanze pericolose anche quelle tossiche per la riproduzione, vale a dire le sostanze che hanno effetti sulla funzione sessuale e la fertilità. La direttiva è stata approvata con 540 voti in favore, 6 voti contrari e 119 astensioni. Una volta formalmente confermate dal Consiglio europeo, le nuove regole entreranno in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Marita Ulvskog

La relatrice svedese Marita Ulvskog (Gruppo S&D, SV) ha dichiarato di essere «incredibilmente felice che l’Ue abbia finalmente rivisto la direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni. Ci sono voluti oltre dieci anni di pressioni per ottenere un’agenda più ambiziosa. I lavoratori devono sapere che sono tutelati e che le aziende non si fanno concorrenza sulla loro salute. L’Unione europea ha bisogno di un’agenda sociale più forte e questo è un buon inizio. Il cancro è il più grande killer sul posto di lavoro e noi continueremo a combatterlo».

Per maggiori informazioni (in inglese) vedere il video

 

Sophia Ballarin

Foto © European Union

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