Obiettivo 1 Gigabit: la nuova sfida per la Banda Larga

  • Condividi questo articolo

Portare la connettività in tutti i Paesi europei, superando i limiti delle zone rurali ed extra urbane, questo è la prospettiva europea per le nuove generazioni

4 dicembre 2018 | di | Bandi - Europa - Hi-Tech

La rivoluzione di internet, soprattutto negli ultimi 10 anni, ha trasformato profondamente le abitudini dei cittadini europei. Questo dato era già stato rilevato dalla Commissione europea nel rapporto del 2016, all’indomani del discorso sullo stato dell’Unione. Il documento già allora mostrava come il web veniva usato per le faccende quotidiane. Infatti ad oggi più del 65% dei cittadini europei usa internet per: leggere i giornali e i siti d’informazione, gestire i propri rapporti bancari e fare acquisti sul web di beni e servizi. A questo dato si aggiunge un 20% di imprese, che ormai usano il Cloud Computing per svolgere il loro business. Tutto questo ha generato un aumento del traffico dati internet senza precedenti, con previsioni di un aumento di oltre il 160% nei prossimi 5 anni. Per questo motivo l’Unione europea, ha messo a punto una strategia per la Gigabit Society, con l’obiettivo di avere un’infrastruttura all’avanguardia con le necessità del futuro.

Piano europeo per una Gigabit Society

L’obiettivo del piano consiste nella realizzazione della copertura entro il 2025 di tutti servizi amministrativi, delle scuole e delle strutture del trasporto pubblico, con connessioni internet a un Gigabit per secondo. La Commissione europea ha intenzione di sostenere una serie di misure che permetteranno a chiunque nell’Unione europea, di avere la migliore connessione possibile in modo che siano partecipi della Digital economy. Questo non solo nelle aree urbane, ma anche nelle aree rurali ed extra-urbane.

Le 4 Fasi del Piano

Lo sviluppo di una banda larga a livello europeo, che permetterà ai principali fornitori di servizi pubblici e alle imprese a forte digitalizzazione di viaggiare a 1 Gigabit per secondo. Inoltre fornire alle famiglie sia rurali che urbane una connessione minima di 100 Megabit per secondo. Mentre riguardo alle infrastrutture fare in modo che i grandi centri urbani ma anche autostrade e ferrovie siano servite da una copertura di segnale 5G.

Promuovere una leadership europea nell’industria 5G, settore che secondo gli ultimi studi produrrà nel 2025 per gli operatori del settore ricavi per oltre 247 miliardi di dollari. Il piano europeo d’azione per 5G, punta ad intervenire in un’area di sviluppo chiave che permetterà all’Europa di competere nel mercato globale, visto che coinvolge direttamente nuovi ambiti come la trasformazione delle industrie e l’Internet delle cose (Internet of Things).

Wifi4EU, uno schema promosso dalla commissione europea, che stanziato 120 milioni di euro fra il 2018 e il 2020 per un massimo di 8.000 comuni in tutta l’Ue. Il progetto è rivolto a tutti gli enti pubblici che vogliano promuovere reti accessibili che saranno gratuite, senza pubblicità e senza raccolta di dati personali in uffici pubblici, ospedali, parchi o piazze. I fondi sono richiesti tramite una piattaforma digitale e vengono erogati tramite voucher, il cui valore può arrivare ad un massimo di 15mila euro. A causa di guasto tecnico che aveva costretto ad annullare la prima gara a giugno, la Commissione Ue ha riproposto il bando dal 7 al 9 novembre scorso, con l’intenzione di staccare i voucher per i primi 2.800 comuni europei. Nei prossimi due anni saranno pubblicati altri tre bandi WIFI4EU, circa uno ogni sei mesi.

Il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche, la promozione della banda larga non è solo una questione economica, ma necessita anche di regole comuni stabilite per l’intero settore. Un nuovo regolamento per l’accesso a Internet e servizi di comunicazione. Inoltre per la fine anno, saranno pubblicate nella Gazzetta ufficiale Ue, nuove norme per il settore delle comunicazioni elettroniche che prevedono la rapida e ampia diffusione del 5G e di altre tecnologie in tutta Europa, una maggiore tutela dei consumatori e una tariffa massima per le chiamate internazionali nell’Ue. Gli Stati avranno due anni di tempo per allinearsi alla direttiva adottando le disposizioni nazionali necessarie.

Coordinamento

Per raggiungere e coordinare gli obiettivi del Piano europeo per una Gigabit Society, la Commissione ha messo in piedi la European Broadband Competence Offices Network (Bco). La BCO Network si occupa di supportare, il conseguimento della strategia europea 2020 e gli obiettivi della Gigabit Society 2025. Essa svolge il suo operato mettendo in relazione tra loro le istituzioni europee con quelle nazionali e regionali, per supportare a pieno lo sviluppo della banda larga in tutta l’Unione.

Le Risorse

Fondi Strutturali e Fondi europei per gli investimenti strategici

In base agli ultimi dati del 2017, la Commissione Europea ha già stanziato per il periodo 2014/2020 6 miliardi e 940 milioni di euro per gli investimenti in banda larga. Finanziamenti che provengono dai fondi strutturali e d’investimento europei (ESI Funds). Nel dettaglio, la maggior parte oltre 6 miliardi, arrivano dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), mentre 921 milioni provengono dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo Rurale (Feasr). Sempre secondo i dati tra i Paesi che hanno maggiormente beneficiato dei fondi troviamo al primo posto l’Italia con 1 miliardo e 161 milioni di euro, seguita dalla Polonia con 1 miliardo e la Francia 668 milioni.

Al di là dei fondi strutturali ci sono 3,2 miliardi di investimenti strategici meglio noti come “Piano Juncker”. Soldi stanziati per il digitale dove 1 miliardo è messo dall’Ue e i rimanenti 2,2 sono stati ottenuti mobilitando grandi fondi pubblici/privati. I progetti coinvolti possono essere rivenuti sul sito della Banca europea degli investimenti (Bei). Infine altre risorse stanziate attraverso la Connecting Europe Facility (Cef) con circa un miliardo di euro per migliorare le infrastrutture e i servizi digitali nell’Ue, nota soprattutto per supportare il progetto Wifi4EU.

 

James Sekitoleko

Foto © European Union

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *