Obiettivo: zero emissioni nette di gas serra entro il 2050

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Pressing di 10 Paesi sull’Ue, fine inquinamento da qui ai prossimi trent’anni. Tra i primi firmatari per obiettivi più ambiziosi sul clima l’Italia

20 novembre 2018 | di | Ambiente - Attualità - Europa - in evidenza

Fissare un obiettivo di zero emissioni nette di gas serra entro il 2050 e rivedere anche il target a breve termine dell’Ue, quello secondo cui l’Unione europea deve ridurre le emissioni di almeno il 40% nel 2030. Lo chiedono i ministri dell’ambiente di dieci Paesi europei, Italia inclusa, in una lettera inviata alla Commissione, alle prese con la preparazione della strategia a lungo termine per la riduzione delle emissioni, attesa per la prossima settimana, il 28 novembre.

La missiva è firmata dal ministro dell’ambiente Sergio Costa e dai colleghi di Danimarca, Finlandia, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia, invita la Commissione europea a tenere conto del rapporto Ipcc/Onu sull’importanza di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali. Per questo, scrivono i ministri «incoraggiamo la Commissione a indicare una chiara direzione» verso emissioni zero nel 2050 e a riflettere sulla «coerenza dell’attuale obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra in Europa di almeno del 40% nel 2030».

La proposta sulle emissioni al 2050, conclude la lettera, «dovrebbe esaminare le conseguenze della non azione e confrontarle con gli impatti positivi di una transizione ecologica ambiziosa» per l’occupazione, qualità della vita e dell’aria, salute umana e biodiversità. La lettera è un tentativo di spingere l’esecutivo comunitario a considerare i target più ambiziosi tra le tre opzioni su cui si sta ragionando da ottobre: la riduzione dell’80% delle emissioni entro il 2030, zero emissioni nette (equilibrio tra le emissioni antropogeniche e l’assorbimento dei gas a effetto serra) al 2050 e zero emissioni nette entro il 2070.

Per questo i ministri dei Paesi cosiddetti “volenterosi per il clima” cercano di fare pressione sulla Commissione perché adotti il terzo scenario. «La lettera aumenterà la pressione sull’esecutivo Ue per scegliere l’obiettivo di raggiungere le emissioni nette zero entro il 2050, rispetto alle altre due opzioni, terribilmente inadeguate» – commenta Wendel Trio, direttore del Climate Action Network Europa – «per mantenere l’aumento delle temperature globale al di sotto di 1,5 gradi centigradi, l’Ue deve aumentare significativamente anche gli obiettivi a lungo termine e del 2030».

C’è da dire che i target del 2030 sono difficilmente aggiornabili, anche perché sono strettamente legati a un puzzle di regolamenti, dal sistema Ets fino alle emissioni di trasporti e agricoltura, dai target di efficienza energetica a quelli per le rinnovabili, che solo in queste settimane sta raggiungendo una forma definitiva. Certo, la Commissione è cosciente che obiettivi climatici decisi negli anni della crisi economica possono richiedere un aggiornamento. Ma per ora c’è solo la consapevolezza di poter superare il 40%, come dichiarato dal commissario al clima Miguel Arias Cañete già in giugno. Dalla possibilità di farlo a scriverlo nei regolamenti il passo potrebbe essere troppo lungo.

 

Fiasha Van Dijk

Foto © Inside climate news, Center for climate protection

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