Ollolai, la rinascita viene dall’Unione europea?

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Un piccolo paese della Sardegna avvia il programma “Case a 1 euro” ed è boom di richieste internazionali. Produzione agricola e artigianale più turismo residenziale

9 giugno 2018 | di | Costume

Quanti conoscono Ollolai, piccolo borgo millenario nel centro della Sardegna?

Con i suoi 1.293 abitanti, Ollolai è uno dei Comuni nel cuore della Barbagia con una tradizione storico-linguistica che affonda le radici nei secoli.

Oggi Ollolai si è fatto conoscere in Italia, in Europa e nel mondo per la vendita di case a 1 euro, mossa vincente per arrestare lo spopolamento del paese messa in campo dal giovane sindaco Efisio Arbau, che ha già ricevuto oltre 500 domande da tutto il mondo: due case già ristrutturate, sette assegnate, di cui cinque a coppie olandesi e altre 20 in assegnazione.

     Efisio Arbau

Cosa fare per arrestare lo spopolamento, evitare il declino, ma soprattutto come rivitalizzare il Paese? «Il progetto ha già prodotto risultati importanti. Due case ristrutturate, con importanti lavori edili con maestranze locali e il miglioramento del decoro del centro storico – dichiara a Eurocomunicazione il sindaco Efisio Arbau –. Abbiamo poi assegnato cinque case ad altrettante coppie olandesi che stanno procedendo con la ristrutturazione e altre due case a italiani che a breve inizieranno i lavori. Il programma prevede l’assegnazione di altre venti case a persone da selezionare tra le oltre 500 domande presentate. Dagli ospiti ci aspettiamo che abbiano un progetto di vita ad Ollolai. Abbiamo la possibilità di selezionare le migliori proposte viste le tante domande».

Il sindaco ha recepito una legge regionale del 2015 che prevede “il ricorso a programmi integrati per il riordino urbano finalizzati al recupero e valorizzazione di immobili inutilizzati o sottoutilizzati, devoluti a prezzo simbolico dai proprietari al soggetto attuatore individuato dal programma”. Meglio definito “Case ad un euro”.

Il bando del Comune di Ollolai ha suscitato molto interesse tanto da richiamare l’attenzione dei media nazionali e internazionali con i primi arrivi di coppie olandesi, che fungono da apripista in questo progetto di rinascita. A seguito dell’interesse degli olandesi, in paese si sta girando addirittura un reality olandese, “Un villaggio italiano”, che racconterà come cinque famiglie olandesi riusciranno a ristrutturare le case e a cominciare una nuova attività a Ollolai.

L’arrivo di cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari comporta anche un posizionamento nel tessuto lavorativo: cosa offre Ollolai? «Il progetto ha un valore importante perché ha messo in rilievo le grandi potenzialità della comunità – prosegue Arbau -. Nella produzione agricola e artigianale e nella costruzione di un turismo residenziale ed esperienziale che ha un suo potenziale. I partecipanti al reality olandese lo stanno già facendo».

Del resto lo spopolamento dell’isola, ma soprattutto dei piccoli centri, è un problema già evidenziato da Guido Piovene nel suo indimenticato “Viaggio in Italia”, cominciato nel maggio 1953 e terminato nell’ottobre 1956. Così scriveva Piovene: «La prima condizione per trasformare la Sardegna è di popolarla, essendo la popolazione attuale insufficiente per numero a valorizzare la terra e a intensificare l’attività marinara e quella industriale».

Già 60 anni fa si parlava di ripopolamento, proprio come oggi con le azioni di Efisio Arbau, che sta facendo “scuola”, e il sindaco di Riace Domenico Lucano, divenuto simbolo dell’accoglienza dei migranti in Italia.

Nel censimento del 1951 Ollolai contava una popolazione di 2.087 abitanti: quali le cause del declino demografico in questi 60 anni? «Di tipo europeo e occidentale, banalmente facciamo meno figli e in età adulta, e locali, con una comunità agropastorale che sino agli anni Ottanta del secolo scorso teneva le famiglie in paese con lo spostamento dei soli pastori, mentre successivamente si sono trasferite definitivamente le famiglie dei pastori – spiega Efisio Arbau -. Preciso, infatti, che Ollolai è un paese di pastori ma con un territorio limitato, appena 2.700 ettari di montagna, e un patrimonio zootecnico numeroso, con la necessità di grandi estensioni di terreno pascolabile».

Si può dire che la salvezza viene dall’Europa, almeno stando a questi primi arrivi. «Non la metterei in senso salvifico. La comunità vive se reagisce, lavora e produce. Gli arrivi dei nuovi cittadini ci aiuta a crederci» conclude l’intraprendente sindaco Efisio Arbau.

 

Enzo Di Giacomo

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