I campi di accoglienza in Grecia divenuti carceri. Msf e UNHCR: «non saremo complici»

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L’accordo dei giorni scorsi fra Turchia e Ue avrà un prezzo altissimo per i migranti. Intanto la situazione peggiora nei campi di accoglienza

24 Marzo 2016 | di | Attualità - Europa - in evidenza - Mondo - Politica

Medici senza frontiere e l’UNHCR hanno deciso di ritirare il proprio personale dall’isola di Lesbo e dalle altre isole greche. La ragione sono le sistematiche violazioni dei diritti umani compiute dalle autorità in seguito all’accordo tra Turchia e Ue.

Cosa prevede l’accordo

L’intesa fra Ankara e Bruxelles vuole che chiunque entri in Europa e nella fattispecie in Grecia, in modo illegale, venga rispedito in Turchia. Il modo illegale permane per altro l’unico modo per i profughi, non esistendo di fatto una via “legale”. Lo scambio prevede che dalla Turchia saranno invece prelevati un totale di 72.000 siriani da collocare nel territorio europeo. Lo scambio sarà fatto “uno contro uno”, ma il ricollocamento avverrà alla fine dei 72.000 respingimenti. Il numero è di per sé irrisorio: soltanto dall’inizio del 2016 sono entrati in Europa circa 143 mila profughi. Per la realizzazione di questo progetto l’Unione europea verserà alla Turchia 6 miliardi di euro più lo sblocco dei negoziati per l’adesione della Turchia quale membro dell’Ue.

Chissà quale altra strategia a lungo termine si poteva fare impiegando questo danaro in modo differente.

Via da Lesbo

In una nota ufficiale, UNHCR ha dichiarato: «L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha finora supportato le autorità nei cosiddetti “hot spots” nelle isole greche, in cui rifugiati e migranti sono stati accolti, assistiti e registrati. Secondo le nuove disposizioni, questi centri sono diventati strutture di detenzione. Di conseguenza, e in linea con la politica dell’UNHCR, che si oppone alla detenzione obbligatoria, l’Agenzia ha sospeso alcune delle sue attività nei centri chiusi sulle isole. L’UNHCR teme che l’accordo Ue-Turchia sia implementato prima che in Grecia ci siano le garanzie necessarie. Allo stato attuale, infatti, la Grecia non ha la capacità sufficiente sulle isole per valutare le richieste di asilo, né le condizioni adeguate ad accogliere in dignità e sicurezza le persone in attesa che la loro richiesta sia esaminata».

download-16Mentre nelle parole di Michele Telaro, coordinatore Msf sull’isola: «Non saremo complici di questa crudeltà. Dietro queste reti metalliche non c’è chiarezza né legalità» – denuncia – «E’ una scelta difficile, ma noi oggi smettiamo di operare qui dentro e cancelleremo pure il servizio di bus che trasportava i migranti sbarcati nella parte nord dell’isola».

Nessuna trasparenza dunque sui campi si accoglienza divenuti campi di detenzione, quello di Moria è stato sigillato e nessuno vi ha accesso. Pullman della polizia impediscono a chiunque di avvicinarsi. Oltre la situazione definita “catastrofica” da parte di Medici senza frontiere, per la mancanza di cure, igiene, condizioni di vita dignitose rimane la paura dei migranti, completamente tagliati fuori da ogni comunicazione. Sanno che è stato raggiunto un accordo e che a breve succederà qualcosa ma non sanno cosa. A nessuno è stata impartita alcuna informazione, le richieste di asilo non vengono considerate, nessuno spiega i propri diritti ai migranti.

All’esterno dei centri di detenzione, continuerà l’attività dell’Agenzia ONU e di Msf. Monitoraggio della situazione in termini di diritti umani, consulenza ai migranti sul diritto di asilo e di ricongiungimento, supporto alle persone con bisogni specifici, trasferimento negli ospedali e cure.

Ilenia Maria Calafiore

Foto © Medici Senza frontiere, Newnotizie

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