Perpetual: a Roma un nuovo progetto per una “ristorazione differente”

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Cezar Predescu, chef rumeno da 20 anni in Italia, è alla guida del raffinato ristorante di piazza Iside. Accanto a lui, una squadra di giovani cuochi con esperienze internazionali

11 Gennaio 2018 | di | Enogastronomia

Ha aperto da poche settimane a Roma, nel cuore del rione Monti, un ambizioso progetto gastronomico che punta su un’idea di cucina molto particolare: raffinata, contemporanea, salutare. Perpetual, così si chiama il ristorante capitolino, e già il nome lascia intuire le grandi aspirazioni che lo animano e il desiderio, niente affatto celato, di lasciare il segno sulla scena gastronomica romana.

 

La mente, per così dire, è lo chef Cezar Predescu, rumeno di nascita, da 20 anni in Italia, che ha scelto di dare una connotazione internazionale alla sua cucina, con una squadra di giovani cuochi tutti provenienti da importanti esperienze all’estero. Il suo obiettivo è quello di lanciare sulla scena romana una “ristorazione differente” che si propone di elaborare piatti ricercati che riescano ad appagare il gusto, ma con una grande attenzione agli aspetti nutrizionali e al giusto bilanciamento fra tutti i nutrienti.

Obiettivo ambizioso, si diceva, per raggiungere il quale Predescu punta essenzialmente sulla ricerca delle materie prime e sull’attento utilizzo delle tecniche di cottura. Come si traduce tutto questo nel piatto? Le proposte dello chef, si declinano in quattro sezioni: “Divertimento”, “Ricordi”, “Consistenza”, “Dessert” (sezione curata dalla pastry chef Daniela Ruse), cui si aggiunge un menù degustazione con otto portate.

Predescu dimostra di utilizzare con riguardo le materie prime, in particolar modo le verdure, spesso protagoniste dei suoi piatti. Le sue proposte nel complesso risultano ben allineate con l’intero progetto: eleganti, dai sapori ben definiti, talvolta mancano tuttavia di slancio, come in un tavola apparecchiata con la massima cura in cui si sia dimenticato di accendere una candela. Di sicuro, tenere testa a un progetto di così ampio respiro non è un’impresa facile, ma tutto fa pensare che, superato un primo periodo di assestamento, il Perpetual possa imboccare la giusta strada per un percorso ricco di soddisfazioni.

Valentina Ferraro

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