Premio Ratzinger 2017. Il Nobel del Vaticano

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«La sua opera e il suo magistero» – dichiara il Papa a proposito di Benedetto XVI – «continuano a essere una eredità viva e preziosa per la Chiesa e per il nostro servizio»

18 novembre 2017 | di | Eventi - Religione

Consegnati quest’oggi da Papa Francesco, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, i premi della Fondazione Ratzinger. Quest’anno i premiati sono tre, come nel 2011, mentre negli anni seguenti erano stati due. Si tratta di due teologi tedeschi, un luterano e un cattolico insieme a un compositore di musica sacra di fede ortodossa. Il Premio Ratzinger giunge alla sua VII edizione. Il primo vincitore dell’edizione 2017 è Theodor Dieter, nato nel 1951. Teologo luterano tedesco, professore dal 1994 e direttore dal 1997 dell’Istituto per la Ricerca Ecumenica di Strasburgo. Fortemente impegnato nel dialogo ecumenico ha svolto un ruolo di grande rilievo nella redazione e approvazione della “Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione”. Nel 2012 è stato relatore sul dialogo cattolico-luterano nel corso dell’incontro svoltosi a Castelgandolfo tra Ratzinger-Schulerkreis alla presenza dell’attuale Papa emerito.

Il 2° vincitore è il sacerdote cattolico e accademico tedesco Karl-Heinz Menke, nato nel 1950, teologo. Professore emerito di dogmatica e propedeutica teologica presso la Facoltà Teologica Cattolica dell’Università di Bonn. È anche membro di commissioni della Conferenza episcopale tedesca e della Commissione teologica internazionale. Menke è conosciuto come profondo “conoscitore” del pensiero di Joseph Ratzinger a cui ha dedicato vari studi.

Arvo Pärt, ortodosso, è il compositore estone di musica sacra che ha vinto il terzo premio. Nato nel 1935 a Paide, Pärt ha ottenuto nel 1980 la cittadinanza austriaca. Ha ricevuto un dottorato “honoris causa” dal Pontificio istituto di musica sacra e ha partecipato alla Mostra “Lo splendore della verità – La bellezza della carità” organizzata nel 2011 in occasione del 60° anniversario di sacerdozio di Benedetto XVI. È membro del Pontificio Consiglio per la cultura dal dicembre 2011. Il 26 settembre, quando Padre Federico Lombardi aveva reso noti ai giornalisti i nomi dei vincitori del Premio di quest’anno, aveva definito quello attribuito ad Arvo Pärt,  come «un allargamento nella attività dei premiati, che vengono a comprendere anche le arti». Il gesuita aveva spiegato che «proprio l’ispirazione altamente religiosa dell’arte musicale di Part hanno determinato l’apprezzamento del Papa emerito, e hanno fatto apparire giustificata l’attribuzione del Premio anche al di fuori dell’ambito strettamente teologico».

Nel suo discorso Papa Francesco ha dichiarato:  «Joseph Ratzinger continua ad essere un maestro, e un interlocutore amico per tutti coloro che esercitano il dono della ragione, per rispondere alla vocazione umana della ricerca della verità. La verità di Cristo – prosegue Bergoglio – non è per solisti ma è sinfonica: richiede collaborazione docile e condivisione armoniosa». Il Pontefice ha poi aggiunto di aver «accolto con gioia l’idea di allargare l’orizzonte del Premio per includervi anche le arti, oltre alla teologia e alle scienze ad essa naturalmente connesse». Padre Federico Lombardi, presidente della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, nel suo intervento ha ricordato l’intensa attività dell’anno trascorso «…anche perché la ricorrenza del 90° compleanno del Papa emerito ha attirato verso di lui l’attenzione di molti, suscitando un fiorire di iniziative che hanno messo in luce la sua eredità culturale e spirituale».        

L’evento si è svolto nella stupenda Sala Clementina situata al secondo piano del Palazzo Apostolico che fu affrescata, nel XVI secolo, dai fratelli Alberti, Cherubino (1553-1615) e Giovanni (1558-1615). Nel corso di un restauro, avvenuto qualche anno fa, alcuni restauratori  dei Musei Vaticani ritrovarono, murato nell’altissima volta della sala, un piccolo rotolo di pergamena legato ad un pennello e ad un carboncino nel quale il pittore Cherubino aveva annotato la commovente testimonianza della morte del più giovane fratello Giovanni.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giancarlo Cocco

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