Quali gli scenari legati all’ondata di proteste in Algeria

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Alla vigilia delle elezioni presidenziali, il Paese africano si trova in una condizione di forte instabilità, connessa alla voglia di cambiamento della popolazione

6 Marzo 2019 | di | Mondo - Politica

Una mobilitazione popolare di grande respiro sta investendo l’Algeria. Alla base la decisione dell’anziano e gravemente malato Abdelaziz Bouteflika di ricandidarsi dopo un ventennio al potere, contestata in particolare dalle giovani generazioni che vorrebbero una svolta politica nel Paese, accompagnata da riforme e dalla creazione di nuove opportunità lavorative. La gestione del potere, viste le condizioni dell’attuale presidente, il quale fra l’altro risulta ricoverato in una clinica svizzera, è in mano a un’elite che non ha alcuna intenzione di rinunciarvi. Il loro obiettivo è quello di mantenere lo stato attuale delle cose, il più a lungo possibile.

Uno scenario incerto, anche a causa di un’opposizione divisa e frammentata, incapace a trovare un punto d’incontro e un’alternativa credibile.

Al popolo non bastano le promesse del presidente di presentare una riforma costituzionale da sottoporre a referendum per fermare le proteste. Troppo è il desiderio di cambiamento, sovente veicolato tramite il web, grande la volontà da parte della popolazione di voltare definitivamente pagina.

Le principali critiche all’attuale governo vertono sulla disoccupazione, ormai a livelli altissimi, e sulla corruzione, che impedisce il progresso del Paese. Sull’economia algerina pesa la diminuzione del prezzo del petrolio, che ha spinto l’amministrazione ad aumentare la pressione fiscale. In questa maniera si è ridotto sensibilmente il potere di acquisto dei cittadini.

In realtà le elezioni del prossimo 18 aprile mancano di un candidato politico alternativo alla scelta di regime. Una situazione delicata, in quanto il senso di frustrazione dei manifestanti potrebbe sfociare in episodi violenti, peraltro già occorsi, e nella destabilizzazione del Paese.

Non bisogna poi dimenticare come l’Algeria abbia un ruolo fondamentale anche dal punto di vista energetico. L’approvigionamento europeo di gas naturale dipende per una percentuale non irrisoria da questo Paese, e aumenta considerevolmente se parliamo dell’Italia. Eventuali esplosioni conflittuali avrebbero ripercussioni anche in questo senso. Senza dimenticare il terrorismo, che ricaverebbe grandi vantaggi da situazioni caotiche.

Difficile è dire quale sarà la soluzione all’attuale crisi. Certamente tutti si augurano che l’Algeria mantenga una sua stabilità, evitando di precipitare in un baratro simile a quello che, ad esempio, in tempi recenti ha inghiottito la Siria.

 

Riccardo Cenci

Foto (in evidenza) © Official White House Photo by Pete Souza – http://www.whitehouse.gov/blog/2010/06/25/president-obama-g8-photos, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10737815

Immagine all’interno dell’articolo: wikipedia

 

 

 

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