Rapporto Confcommercio sul Terziario nella Capitale

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A Roma nel 2017 si è registrato un saldo positivo tra nuove iscrizioni e cessazioni nel settore che continua a essere “la locomotiva dell’economia”.

24 maggio 2018 | di | Senza categoria

Presentato martedì 22 presso Confcommercio il report sui  risultati della prima indagine sul clima di fiducia delle imprese del Terziario a Roma, il rapporto è stato elaborato dall’Osservatorio di Confcommercio Roma in collaborazione con Format Research. Come spiega Pierluigi Ascani, presidente di Format, «le imprese del terziario in Italia sono 2.604.064 e di queste ben 208.712 pari all’8% sono su Roma mentre in tutto il Lazio sono il 10,4 per cento. Danno lavoro ad un milionecentomila addetti che costituiscono il 12% del totale degli occupati nel terziario a livello nazionale».

A sinistra il presidente di Format Researc Ascani e vicino il neo assessore al Commercio Cafarotti

Il rapporto indica che in tutto il Belpaese gli addetti delle imprese nel terziario sono ben 9.256.766, un numero imponente di lavoratori, e dal 2009 al 2017 le nuove imprese del terziario nate sono 276.304 mentre quelle cessate sono state 206.553, raffrontandole con altri settori di attività economica nello stesso periodo, le imprese nate in Italia sono 80.571 mentre quelle cessate sono state 104.612. Nella Città Eterna, nell’arco del 2017, si è registrato un saldo positivo tra nuove iscrizioni e cessazioni più 8.709 imprese per il solo settore del terziario. Ciò indica chiaramente che, per numero di addetti e valore aggiunto, il terziario continua ad essere per Roma la “locomotiva dell’economia”.

Il rapporto affronta anche il clima di fiducia del terziario nell’andamento dell’economia italiana e c’è da dire che nei primi tre mesi del 2018, il dato è più basso presso le imprese di Roma rispetto al resto del terziario in Italia. In Italia per il 33% degli intervistati la congiuntura è peggiorata, per il 17% è migliorata per il 50% è rimasta invariata. La stessa domanda posta sulla capitale vede che per il 37,8% il clima di fiducia è peggiorato, per il 48,2% è rimasta invariata mentre per il 14 per cento è migliorata. Riguardo al credito, le imprese che lo hanno chiesto a Roma si registra una leggera flessione.

Al centro il commissario di Confcommercio Renato Borghi

In Italia il 44,5% delle imprese dichiara di averlo ottenuto, nel Lazio il 38,5%, mentre a Roma il dato si abbassa a 40,6, inoltre a livello nazionale il 34% dichiara di averlo ricevuto per una cifra inferiore nel Lazio: il dato è al 35,7 per cento e a Roma è al 36.7. Interessante anche l’indicatore sul ritardo nei pagamenti da parte dei clienti che per Roma Capitale è significativamente peggiorato, infatti a livello Italia il 12% ci fa capire che è peggiorato, a Roma il dato è al 22,1 per cento. Il commissario di Confcommercio Renato Borghi nel suo intervento ha dichiarato che «le nostre imprese pur nelle difficoltà, dimostrano dinamicità nonostante tre fattori che frenano la crescita, la pressione fiscale che in Italia è al 48% contro il 39% della media europea, l’abusivismo, e la burocrazia (…) in proposito chiediamo alla Regione Lazio l’esenzione fiscale per le start-up che sono una linfa nuovo per il tessuto economico e bandi a favore delle microimprese». Il commissario di Confcommercio ha quindi rivolto un invito al neoassessore comunale al Commercio Carlo Cafarotti affinché «insieme con la Regione si aprano tavoli sull’accesso al credito ed eliminiamo la cattiva burocrazia che frena le imprese. È necessario che le istituzioni ascoltino ciò che le imprese hanno da dire specialmente per quanto riguarda l’abusivismo e il decisivo contrasto alla illegalità diffusa».

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giancarlo Cocco

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