Sea Handling: Tribunale Ue respinge ricorso per accesso ai documenti

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Sentenza con cui la Corte conferma il diniego deciso dalla Commissione europea nei confronti della società S.p.A. lombarda

25 Marzo 2015 | di | Attualità - Europa

La Sea Handling SpA (Somma Lombardo) esercita attività di assistenza a terra presso gli aeroporti di Milano Malpensa e di Milano Linate. Con la decisione del 19 dicembre 2012, la Commissione ha dichiarato incompatibile con il mercato interno l’aiuto (Aiuto di Stato n. 14/2010, ex NN 25/2010) di 360 milioni di euro concesso dalla Sea SpA alla sua controllata Sea Handling SpA, attraverso aumenti di capitale.

P_69013Nel 2013 la Sea Handling ha chiesto al Tribunale dell’Unione europea di annullare la decisione del 2012. Anche lo Stato italiano e il Comune di Milano hanno chiesto al Tribunale di annullare la decisione. I ricorsi sono pendenti: T-125/13, Italia contro Commissione e T-167/13, Comune di Milano contro Commissione.

Il 27 febbraio 2013 la Sea Handling ha presentato alla Commissione una domanda di accesso ai documenti ai sensi del regolamento n. 1049/2001 sull’accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione. I documenti ai quali la Sea Handling ha chiesto l’accesso riguardano il procedimento amministrativo che ha portato alla decisione del 2012 (la denuncia depositata il 13 luglio 2006, all’origine dell’indagine, un’integrazione di tale denuncia in data 2 luglio 2007 e la corrispondenza tra la denunciante e la Commissione durante la fase d’indagine).

CGECon decisione del 12 giugno 2013, la Commissione ha constatato che questi documenti facevano parte del fascicolo del procedimento di controllo dell’aiuto di Stato concesso alla Sea Handling e che quest’ultima aveva impugnato dinanzi al Tribunale la decisione sull’incompatibilità di tale aiuto con il mercato interno. Pertanto, la Commissione ha ritenuto che la divulgazione dei documenti fosse da escludersi in forza delle eccezioni (relative all’efficacia dei procedimenti di controllo degli aiuti di Stato e alla tutela degli obiettivi delle attività ispettive, di indagine e di revisione contabile) previste dal regolamento n. 1049/2001, ha invocato la presunzione generale di riservatezza di cui godono i documenti relativi ai procedimenti di controllo degli aiuti di Stato e ha negato alla Sea Handling l’accesso.

Con il presente ricorso, introdotto il 21 agosto 2013, la Sea Handling ha chiesto al Tribunale dell’Unione europea di annullare la decisione della Commissione del 12 giugno 2013. Ma con la sua sentenza odierna il Tribunale respinge tutti i motivi dedotti ed il ricorso nella sua interezza. Il Tribunale rileva che Sea Handling non ha identificato alcun interesse pubblico generale che la Commissione avrebbe dovuto bilanciare con gli interessi riguardanti l’efficacia dei procedimenti di controllo degli aiuti di Stato e alla tutela degli obiettivi delle attività ispettive, di indagine e di revisione contabile. Pertanto, la Commissione non è incorsa in alcuna violazione del regolamento, della Carta dei diritti fondamentali o del principio di proporzionalità.

curiaE’ bene precisare che contro la decisione di oggi del Tribunale, entro due mesi a decorrere dalla data della sua notifica, può essere proposta un’impugnazione, limitata alle questioni di diritto, dinanzi alla Corte. Il ricorso di annullamento mira a far annullare atti delle istituzioni dell’Unione europea contrari allo stesso diritto dell’Ue. A determinate condizioni, infatti, gli Stati membri, le istituzioni europee e i privati possono investire la Corte di giustizia o il Tribunale di un ricorso di annullamento. Se il ricorso è fondato, l’atto viene annullato. L’istituzione interessata deve rimediare all’eventuale lacuna giuridica creata dall’annullamento dell’atto.

 

Claudia Lechner

Foto © Corte di Giustizia dell’Unione europea

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