Sids: morte in culla tra false notizie e verità scientifiche

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L’impiego del succhiotto durante il sonno può ridurre il rischio nel primo anno di vita del bambino. Diverse le raccomandazioni e le campagne informative

12 aprile 2018 | di | Attualità - Costume

La Sindrome della morte in culla – Sids (dall’acronimo inglese sudden infant death syndrome) –  colpisce i bambini tra un mese e un anno di età. È un decesso improvviso del lattante, che rimane inspiegabile dopo approfondite indagini, comprensiva di un dettagliato esame delle circostanze e del luogo dove è avvenuta la morte. In Italia la Sids colpisce 300 neonati l’anno. Pur non essendovi dati sulla incidenza del fenomeno, possiamo dire che oggi l’Italia è tra i Paesi europei insieme a Francia e Svezia ove la mortalità infantile ha i valori più bassi.

Si è parlato della Sids nel corso del convegno svoltosi a Roma a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, grazie al premuroso interessamento dell’ambasciatore Pietro Sebastiani che nel lontano 1991 è stato il fondatore dell’associazione “Semi per la Sids”, quando si sapeva ben poco di questa sindrome. Sono intervenuti come relatori Stefano Vella, presidente AIFA e direttore del Centro Nazionale per la Salute Globale, monsignor Bruno Marie Duffè, segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede, Allegra Bonomi e Valeria Covini dell’associazione Semi per la Sids, Raffaele Piumelli, responsabile del Centro Disturbi Respiratori del Sonno – AOU Meyer. Moderatore dell’incontro Frediano Finucci, responsabile della redazione economia- esteri Tg La 7

La Sids o morte in culla rimane la prima causa di morte dei bambini nati sani. Il picco viene raggiunto tra i due e i 4 mesi di età soprattutto nel periodo invernale, come ha spiegato il Prof. Vella. È un fenomeno che non trova ancora una spiegazione certa presso la comunità scientifica per cui risulta difficile spiegarne le cause. Secondo il parere di molti Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie, americani, le cause di queste “morti improvvise” potrebbero  risiedere in anomalie nella zona cerebrale che controlla i ritmi del sonno e della veglia. Ci sono però combinazioni di fattori che aumenterebbero il rischio di morte in culla del lattante causati da comportamenti e abitudini sbagliate dei genitori come far dormire il bambino a pancia in giù, far dormire il bimbo nel lettone dei genitori, esporre il neonato al fumo. Peraltro l’esposizione al fumo nel corso della gravidanza, triplica il rischio di Sids e quella di fumo passivo nei primi mesi di vita raddoppia il rischio. Va esclusa qualsiasi correlazione tra  Sids e vaccini.

L’impegno prioritario messo in atto dall’associazione  “Semi per la Sids” è quello di sostenere le famiglie colpite dalla morte improvvisa e inattesa del bimbo, ascoltandole e condividendone il dolore. Altro impegno dell’Associazione è quello di dialogare con medici, collaborando per stimolare e indirizzare la ricerca. Molti studi recenti condotti in diversi Paesi (Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Stati Uniti e Australia) hanno dimostrato una diminuzione importante delle morti per Sids da quando si sono diffuse raccomandazioni per la Riduzione del Rischio. Il Ministero della Salute ha invitato le Regioni a dare vita a Campagne informative rivolte ai neo genitori e messe in atto nei punti nascita. Nel suo intervento l’ambasciatore Sebastiani ha dichiarato che: «solo le campagne di prevenzione negli Stati Uniti ma anche in Europa e in Italia hanno portato un dimezzamento delle morti». Tra i consigli dati dai relatori quello di non utilizzare cuscini soffici per il bambino o altri materiali che lo possano soffocare durante il sonno, far dormire il bimbo in un ambiente né eccessivamente caldo né troppo freddo e con ricambio di ossigeno, limitare la co-presenza del bambino nel letto con altre persone durante il sonno.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giancarlo Cocco

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