Sviluppo e ricerca richiedono investimenti per restare in corsa

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Il primato mondiale va alla macchina tedesca; l’Italia è seconda in Europa per la crescita degli investimenti in questo campo.

5 Dicembre 2014 | di | Attualità - Economia - Europa - Lavoro - Mondo

Il quadro di valutazione 2014 dell’Ue sugli investimenti nella ricerca e sviluppo industriale viene pubblicato ogni anno dalla Commissione europea (DG Ricerca e innovazione e Centro comune di ricerca – JRC). Il quadro di valutazione 2014 si basa su un campione di 2500 imprese. La ricerca raccoglie i principali indicatori economici e di R&S delle imprese, sulla base degli ultimi conti pubblicati. Viene misurato il valore totale del loro investimento complessivo in R&S finanziato con fondi propri, indipendentemente dal luogo dove tali attività di R&S si svolgono, e comprende le imprese che hanno investito più di 15,5 milioni di euro in R&S nel 2013.

Tali aziende hanno sede nell’Unione europea (633), negli Stati Uniti (804), in Giappone (387) e in altri Paesi (676) come la Cina (199), Taiwan (104), la Corea del Sud (80) e la Svizzera (62). La base dati del quadro di valutazione, che contiene le informazioni sulle principali imprese di R&S dal 2003, permette di analizzare il comportamento e i risultati delle imprese su periodi più lunghi. L’indagine 2014 sulle tendenze negli investimenti in R&S delle imprese Ue si basa su un campione allargato dei 1000 principali investitori in R&S dell’Unione europea.

Carlos Moedas, Commissario per la ricerca, la scienza e l’innovazione, ha dichiarato: «Nonostante il contesto economico difficile, le imprese europee continuano a investire in R&S. È un dato positivo, ma occorre fare di più per stare al passo con la concorrenza. In un periodo in cui le risorse pubbliche sono limitate, è ancora più importante attrarre gli investimenti privati in R&S. Il programma quadro Orizzonte 2020 coinvolge un numero di imprese più elevato che mai, ma adesso siamo pronti a fare un salto di qualità. Il piano di investimenti da 315 miliardi di euro presentato dalla Commissione e dalla Banca europea per gli investimenti contribuirà a fare aumentare gli investimenti privati per i progetti più rischiosi, a beneficio della ricerca e sviluppo in tutta Europa».

E’ però la Volkswagen a guidare la classifica mondiale degli investimenti in R&S per il secondo anno consecutivo, con un totale di 11,7 miliardi di euro (+ 23,4%), seguito da Samsung (Corea del Sud) e Microsoft (Usa). Le politiche vincolanti volute dall’Ue (e inizialmente rifiutate dall’industria automobilistica, con in testa la ex Fiat) fanno bene al settore automobilistico, visto che gli investimenti hanno continuato ad aumentare del 6,2%, rappresentando un quarto del totale degli investimenti in R&S delle imprese presenti nell’Investment Scoreboard Ue.

Antonio Vanzillotta

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