Taranto, il futuro ha un cuore antico con il Museo Archeologico Nazionale

  • Condividi questo articolo

Mostra “MitoMania. Storie ritrovate di uomini ed eroi” fino al 10 novembre. Oltre 73mila i visitatori lo scorso anno. Finanziamento della Ue per la digitalizzazione delle opere

12 Aprile 2019 | di | Cultura

Taranto non è soltanto Ilva con tutto il carico di speranze di sviluppo economico e il conseguente problema ambientale; non una città malata, ma una città che sta cercando di uscire da questa definizione per proiettarsi in un futuro ancorato alla storia, all’archeologia, al turismo per rivedere quella luce «che brilla sui due mari come un gigantesco diamante in frantumi. Viverci è come vivere all’interno di una conchiglia, di un’ostrica aperta» ha scritto Pier Paolo Pasolini nel libro reportage “La lunga strada di sabbia”, viaggio lungo le coste italiane in auto nell’estate 1959, da Ventimiglia a Palmi, per risalire la costa orientale da Taranto fino a Trieste.

Motore di questa rinascita è il Museo Archeologico Nazionale, uno dei più importanti d’Europa e punto di riferimento per l’archeologia della Magna Grecia che sta mettendo in campo risorse e programmi per attrarre studiosi, amanti dell’arte sempre più numerosi e turisti che possono ammirare le bellezze di un territorio la cui potenzialità di sviluppo è notevole. Il MArTA come volano di sviluppo culturale, turistico ed economico.

Nell’ultimo anno sono stati oltre 73mila i visitatori, un terzo dei quali provenienti dall’estero (Francia, Germania, Russia, Stati Uniti e Cina).

Insomma, il futuro di Taranto ha un cuore antico.

L’Unione europea è intervenuta con un finanziamento di 2milioni 507mila euro per la digitalizzazione degli oltre 40mila reperti archeologici della città e paesi limitrofi e la piattaforma per sviluppare programmi del Museo, che è in continua espansione per contenuti e programmi grazie al lavoro quotidiano e all’abnegazione del direttore Eva Degl’Innocenti e del suo staff. La storia è storia non solo dei momenti eroici, ma anche della vita quotidiana, e la responsabile del Museo Archeologico di Taranto la sta scrivendo, in dialogo continuo con l’intero tessuto socioeconomico tarantino.

Una parte importante del patrimonio archeologico della Puglia torna a Taranto con la MostraMitoMania. Storie ritrovate di uomini ed eroi” in svolgimento sino al 10 novembre 2019, curata dal direttore Eva Degl’Innocenti insieme agli archeologi Anna Consonni, Luca Di Franco e Lorenzo Mancini. Una delle Mostre più importanti a livello regionale e nazionale che si muove nel solco di una visione universale dell’arte tale da suscitare interesse su un pubblico molto vasto.

     Cratere con agguato di Achille a Troilo. Pittore di Hoppin 380-370 a.C circa

Sono esposti per la prima volta vasi preziosi di produzione locale attribuiti ai maestri della ceramografia della Puglia, che provengono da scavi clandestini nel territorio pugliese e recuperati dal museo J. Paul Getty Museum di Malibu, dal Cleveland Museum of Art, dal Museum of Fine Arts di Boston e da Metropolitan Museum di New York.

Recupero delle opere che si è potuto realizzare per l’impegno costante del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, che opera con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali per contrastare l’esportazione illegale di materiale archeologico fuori dall’Italia, che compie 50 anni, nato il 3 maggio 1969 presso il Ministero della Pubblica Istruzione come reparto speciale per la prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio culturale.

La Mostra si muove su tre sezioni: tematiche le prime due; attività investigative, la terza, per risalire alla provenienza dei reperti e riportarli in Italia, a Taranto.

Il contesto perduto: mito, rito e morte nell’immaginario dei pittori apuli” è il percorso della prima sezione che serve a illustrare il profondo legame fra la ceramica apula e la sfera funeraria, riflesso delle scene figurate che parlano delle credenze nell’aldilà e dei riti che si svolgevano intorno alla tomba.

Mito e teatro nella ceramica apula” è la seconda sezione incentrata su quattro preziosi vasi che raffigurano diversi episodi di due vicende mitiche: Eracle che sta per essere sacrificato dal crudele re dell’Egitto Busiride e la liberazione di Andromeda, vittima designata di un mostro marino, da parte di Perseo.

La terza sezione nel rinnovato e accogliente Museo è dedicata a “L’attività del Comando Carabinieri TPC: cronache e recuperi al MArTA” con l’apporto di documenti fotografici e supporti audiovisivi.

«Una mostra che serve al recupero della storia, che ha una coscienza collettiva» ha concluso Eva Deg’Innocenti.

La Mostra “MitoMania. Storie ritrovate di uomini ed eroi”, il Museo, Taranto, il mondo della Magna Grecia in un susseguirsi di disegni su ceramiche per raccontarci una città, una regione attraversata dalla Storia.

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Enzo Di Giacomo

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *