Tonfo di Wall Street: la peggior vigilia di Natale della storia

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Fra le cause lo shutdown del governo federale, la guerra aperta tra Donald Trump e la Federal Reserve, il calo dei prezzi del petrolio. Le borse europee non sono da meno

24 Dicembre 2018 | di | Attualità - Economia - Mondo

Vigilia di Natale nera, in assoluto la peggiore della storia quella di oggi per Wall Street, che ha chiuso in forte calo. I listini statunitensi pagano le tensioni su diversi fronti: il problema dello shutdown del governo federale, la guerra aperta tra Donald Trump e Jerome Powell della Federal Reserve, il calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones ha perso il 2,91% chiudendo a 21.792,20 punti, il suo livello più basso da settembre del 2017, bruciando oltre 600 punti; il Nasdaq ha ceduto il 2,21% chiudendo a 6.192,92 punti; e l’indice Standard & Poor’s 500 ha perso il 2,71% chiudendo a 2,351.11 punti.

Domani, martedì 25 dicembre, i mercati resteranno chiusi. «L’unico problema della nostra economia è la Fed. Non sentono il mercato, non capiscono le guerre commerciali necessarie o il dollaro forte, né gli shutdown dei democratici per i confini», ha attaccato su Twitter il presidente Usa, Donald Trump. «La Fed è come un potente golfista che non può mandare in buca perché non ha tocco», ha rincarato il presidente Usa, da settimane in guerra con la banca centrale.

«È la vigilia di Natale e il presidente Trump trascina il Paese nel caos», hanno accusato Nancy Pelosi e Chuck Schumer, i leader dei democratici alla Camera e al Senato. «Il mercato azionario precipita perché il presidente sta conducendo una guerra personale contro la Federal Reserve, subito dopo aver licenziato il suo ministro della Difesa», hanno dichiarato i due.

Crollano anche i prezzi del petrolio, che avevano già subito forti perdite la scorsa settimana, e sono tornati a scendere con decisione nelle ultime ore, ai minimi da 17 mesi. Gli investitori rimangono scettici sulle rassicurazioni dell’Opec in merito alla stabilità del mercato e temono le turbolenze economiche. A New York il barile di Wti (West Texas Intermediate, anche noto come Texas Light Sweet, è un tipo di petrolio prodotto in Texas e utilizzato come benchmark) con consegna a febbraio ha perso 3,06 dollari, il 6,7%, per chiudere a 42,53 dollari, il livello più basso da giugno 2017.

Chiusura anticipata per le poche borse europee aperte, comunque anch’esse in territorio negativo. Parigi ha lasciato sul campo l’1,45% a 4.626 punti, Londra lo 0,52% a 6.685 punti e Madrid lo 0,89% a 8.480 punti. Chiuse Milano, Francoforte e Zurigo insieme alla gran parte dei listini continentali.

 

Eachna O’Byrne

Foto © Investor’s Business Daily, Yahoo Finance, Free America Network

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