Trieste prossima Capitale europea della Scienza?

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Con Leida-L’Aia si contende la candidatura per l’Esof 2020. La città giuliana si presenta in rete con il centro e il sud dei Paesi del Vecchio Continente

6 Maggio 2017 | di | Europa - Eventi - Scienza

Nell’ambito dell’EuroScience Open Forum (Esof) la candidatura di Trieste a Capitale europea della scienza 2020, con Leida-L’Aja (Paesi Bassi) le due ammesse alla scelta finale, punta a rappresentare non soltanto l’Italia – e in particolare il Nordest – ma soprattutto l’area dell’antico retroterra della città, la Mitteleuropa e i Balcani, che con Trieste condivisero e condividono destini storici, sociali, culturali ed economici.

Esof è un evento biennale che l’anno prossimo si svolgerà nella cittadina francese di Tolosa e che nel 2020 potrebbe approdare nell’area del Porto vecchio del capoluogo del Friuli Venezia Giulia. La candidatura giuliana è stata presentata dalla Fit, la Fondazione internazionale Trieste per il Progresso e la Libertà delle Scienze, presieduta dall’ex direttore della Sissa, Stefano Fantoni. A sostenerla ci sono tutte le realtà accademiche triestine, del Friuli Venezia Giulia e italiane, oltre a istituzioni nazionali e internazionali come l’Iniziativa centroeuropea (Ince). Tra gli enti coinvolti anche la Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane.

Dunque sono due le sfidanti. Nelle scorse settimane, infatti, la commissione dell’Esof incaricata di vagliare le domande ha ridotto le contendenti: oltre a Trieste un binomio di università olandesi, Leida e L’Aia. Cinque squadre di esperti stanno lavorando ora all’elaborazione del progetto definitivo dell’Esof triestino, che sarà consegnato entro il 15 giugno. Il 29 dello stesso mese la proposta sarà illustrata alla Commissione europea, a Bruxelles, e subito dopo si scoprirà il vincitore.

Gli organizzatori si stanno muovendo per coinvolgere il più alto numero di istituzioni centro e sud europee: oltre alle realtà del Triveneto italiano sono stati attivati i contatti con Austria, Croazia, Repubblica ceca, Slovenia e Ungheria. Il carattere internazionale della proposta triestina sarà uno dei punti di forza della candidatura. I comitati al lavoro sul progetto sono cinque: il primo è imperniato sul concetto della comunicazione science-to-science, e si occupa quindi della parte dell’evento rivolta al mondo della ricerca. Il secondo è science-to-citizen, dedicato al lato divulgativo e museale dell’evento. Il terzo è “science-to-policy” e il quarto “science-to-business”. Il quinto si occupa di media e relazioni pubbliche. A ogni gruppo lavorano operatori d’alto livello dei settori interessati.

 

Ludovico Stella

Foto ©Euroscience

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