Tutta la musica e l’energia di Katowice

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La città polacca, moderno e dinamico centro nella regione della Slesia, ha guadagnato in breve tempo grande attrattiva come destinazione turistica

25 ottobre 2018 | di | Cultura - Viaggi

Città dal passato minerario, a torto sottovalutata come destinazione turistica, Katowice merita una visita per la grande quantità di progetti e iniziative culturali che ha saputo mettere in campo negli ultimi anni, per il fermento architettonico che ne ha ridisegnato le prospettive, ampliandole e adattandole all’epoca contemporanea.

L’occasione per scoprire questa destinazione ancora poco conosciuta è stata offerta dall’Ente Nazionale Polacco per il Turismo, in una formula del tutto inedita ma certamente efficace proposta dalla direttrice Małgorzata Furdal, giunta alla fine del suo mandato, la quale nel corso di dieci anni di attività ha saputo promuovere la Polonia con iniziative sempre nuove e accattivanti. Operatori del settore e giornalisti hanno potuto ascoltare Katowice nel racconto appassionato di Paola De Angelis, conduttrice radiofonica di RadioRAI, presso la sede romana dell’Istituto Polacco di Palazzo Blumenstihl. Una narrazione frutto di un viaggio sul posto che avrebbe dovuto trovare realizzazione nel corso del programma File Urbani, purtroppo improvvisamente sospeso dal servizio pubblico per mutamenti nel palinsesto (ma le puntate in oggetto verranno comunque rese disponibili in podcast sul sito dedicato).

Partendo da affascinati scatti in bianco e nero vediamo la Katowice del passato, nata e cresciuta in seguito alla scoperta di importanti bacini carboniferi. Una vocazione sotterranea che i moderni architetti hanno saputo valorizzare ad esempio nel progetto del Museo della Slesia, una costruzione che si armonizza perfettamente con il territorio, sviluppandosi specialmente in profondità.

E proprio il territorio circostante, punteggiato da innumerevoli castelli, costituisce il valore aggiunto ad un soggiorno a Katowice. Una regione dalle interessanti specificità, tanto linguistiche quanto culturali e gastronomiche (ai partecipanti alla serata è stata offerta la possibilità di gustare squisiti prodotti locali), che costituisce una vera sorpresa per il viaggiatore curioso e attento.

Nella periferia urbana si apprezza poi la peculiare architettura in mattoni rossi del quartiere dei minatori Nikiszowiec, realizzato proprio per raccogliere la comunità dei lavoratori vicino al luogo deputato alla loro attività quotidiana. Un progetto funzionale e dalla spiccata originalità, con i complessi abitativi collegati da passaggi ad arco e dalle caratteristiche vie acciottolate, e i servizi facilmente raggiungibili (di particolare interesse il palazzo della Posta e la Chiesa). Un quartiere caduto nel degrado dopo il crollo del comunismo, e ora pienamente recuperato alla fruizione dei residenti e dei turisti.

Cifra dei viaggi di Paola De Angelis è la musica, intesa come atmosfera concreta in grado di trasportare lontano gli ascoltatori radiofonici. Scopriamo allora che Katowice è appunto Città della Musica UNESCO, ricchissima di variegati fermenti sonori. Gli appassionati trovano qui una varietà tale di offerte da incontrare i gusti più disparati. Citiamo ad esempio la presenza dell’Orchesta Sinfonica della Radio Polacca, o ancora il celebre Rawa Blues Festival che si svolge ogni anno a settembre dall’ormai lontano 1981, i cui orizzonti sono stati progressivamente ampliati dalla personalità forte di Irek Dudek. Come non citare poi l’Off Festival, una delle più accreditate rassegne di musica alternativa dell’intera Europa.

La città vanta inoltre un luogo simbolo per i concerti, il cosidetto Spodek, all’interno del quale si sono esibiti gruppi come i Pearl Jam o i Depeche Mode. Una sorta di palazzetto dello sport a forma di avveniristico disco volante, recentemente restaurato e reso adatto alle nuove esigenze. Forse il brano architettonico più riconoscibile della città.

Perchè la Polonia, anche durante la dominazione sovietica, ha saputo infrangere i veti e le censure di regime. Leggendario il concerto che gli Animals di Eric Burdon tennero nel lontano 1965 proprio a Katowice, alla presenza di 50.000 fans entusiasti. Uno strappo agli usuali protocolli che venne ripetuto nel 1967 dai Rolling Stones, protagonisti di una altrettanto mitica performance in quel di Varsavia. Questo per sottolineare come la Polonia, anche in anni difficili, sia riuscita sempre a distinguersi nella cura delle arti e nel mantenimento di una sotterranea corrente di ribellione, simbolo di una mai sopita aspirazione libertaria.

Troppo spesso i viaggiatori atterrano a Katowice esclusivamente per la presenza di comodi voli low cost, per raggiungere la più nota e celebrata Cracovia. È ora il momento di dedicare del tempo a questa città ingiustamente negletta, giovane nello spirito e nella capacità di innescare innumerevoli dinamiche culturali.

 

Oksana Tumanova

per info: www.polonia.travel.it

Foto fornite dall’Ente Nazionale Polacco per il Turismo

eccetto l’immagine in alto della presentazione di © Riccardo Cenci

 

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