Ucraina: vacilla la tregua decisa negli accordi a Minsk

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Non cessa il fuoco contro la città di Debaltsevo, assediata dai filorussi . Diverse fonti parlano di bombardamenti intensi sulla vicina Vuhlehirsk

16 Febbraio 2015 | di | Politica

Rischia di saltare la tregua conseguente agli accordi di Minsk. Le premesse, come avevamo già sottolineato, non erano delle migliori. Due giorni di combattimenti furiosi prima dello scattare del cessate il fuoco non sono certo il viatico migliore per una pace durevole. Le dichiarazioni dei separatisti, secondo le quali Debaltseve non viene citata nell’accordo e quindi apparirebbe legittimo proseguire i combattimenti nella zona, paiono prive di logica. Lo stesso Vladimir Putin aveva parlato di una tregua da applicare in tutto il territorio senza eccezioni. Come di consueto sembra che alle dichiarazioni non seguano i fatti. Circa 5.000 soldati ucraini sono accerchiati nella sacca di Debaltseve da forze filorusse preponderanti. Agli osservatori Osce non è permesso accedere all’area interessata, in palese violazione degli accordi. E’ chiaro che i filorussi non molleranno la presa finché non prenderanno sotto il loro controllo questo snodo ferroviario strategicamente fondamentale. Diverse fonti parlano di bombardamenti intensi sulla vicina Vuhlehirsk, città ancora controllata dal governo di Kiev.

image (11)Dal canto suo Putin sa che l’Europa non può intervenire militarmente, e che anche la minaccia degli Stati Uniti riguardo la fornitura di armi letali all’Ucraina difficilmente potrà essere attuata. Gioca quindi come il gatto con il topo.

Nonostante la difficile situazione sul campo, si prosegue negli sforzi diplomatici. All’Europa sembra sfuggire un punto fondamentale. Per Vladimir Putin si tratta ormai di una questione di prestigio, di orgoglio nazionale. Anche se l’annessione di un territorio devastato appare economicamente svantaggiosa, il Cremlino proseguirà imperterrito nel perseguimento dei propri obiettivi. Mentre l’Europa agisce tenendo sempre un occhio al portafogli, promuove sanzioni stando attenta a non danneggiare eccessivamente i propri interessi, la Russia va avanti decisa per la sua strada.

L’Ue nel frattempo ha pubblicato una nuova lista di soggetti colpevoli di aver minato l’indipendenza dell’Ucraina, forse sperando esercitare ancora pressioni sul governo di Mosca. Il ministro degli esteri Lavrov ha annunciato che risponderà adeguatamente alle nuove sanzioni. Un braccio di ferro che rischia di far saltare la road map decisa a Minsk. Slitta infatti l’arretramento delle armi pesanti, passo decisivo per una cessazione delle ostilità.

Nel frattempo giunge la notizia dell’ennesimo fermo del blogger Alexei Navalny, principale oppositore di Putin, colpevole di aver pubblicizzato una manifestazione antigovernativa non ancora autorizzata.

Riccardo Cenci

Foto © odnoklassniki.ru

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