Uk Investor Show 2018: strategie innovative per gli investitori

  • Condividi questo articolo

Nigel Wray e molti altri esperti hanno condiviso i loro segreti per fare grandi fortune dagli investimenti anche dopo l’uscita del Regno Unito dall’Ue

14 maggio 2018 | di | Economia - Europa - Eventi

«Quali sono i settori o le aziende che possono farmi diventare ricco? Dove investire i miei soldi? Chi li merita e chi mi può garantire di farmi fare la scelta giusta? Ci sono dei criteri da seguire? Quanto tempo ci vorrà per riavere i miei soldi indietro più il profitto? Che margine di rischio mi posso permettere?» Prima di trasferire i suoi risparmi, l’investitore privato si troverà a valutare e dubitare diverse volte, specialmente se alle prime esperienze. Il rinomato Uk Investor Show vuole essere un importante punto di riferimento per gli investitori, presentando delle strategie top, così come anche delle controverse divergenze tra quelli che hanno provato ad investire in azioni e hanno perso dei soldi. Dietro il successo di quest’anno si possono enumerare le 130 aziende esibite a oltre 3mila investitori, più speakers di grande peso come Nigel Wray, Mark Slater, Vin Murria, Luke Johnson, Nick Leslau, Ed Croft, Paul Scott, Dr. Johnny Hon, Tom Winnifrith e molti altri.

«Ho sempre pensato che l’investitore privato sia purtroppo trascurato ed è quasi impossibile per lui avere accesso o contatti con aziende interessanti», ci ha dichiarato in esclusiva Nigel Wray, uno dei più grandi investitori del Regno Unito, che ha aperto l’evento proprietà di famiglia insieme a Lucy Wray. «L’obiettivo oggi dell’Uk Investor Show è di sviluppare la qualità delle aziende partecipanti e aiutare i migliaia di investitori privati che ci hanno onorato con la loro presenza».

Data la sua vasta esperienza in investimenti proficui, per citare solo uno dei più famosi – Domino Pizza – gli abbiamo chiesto di spiegare ai nostri lettori i suoi criteri rigorosi per fare la scelta vincente. «Le persone che gestiscono l’azienda devono avere un ruolo serio nel gioco. Se non sono disposti a investire pesantemente nella propria azienda, perché dovrei farlo io?» Sicuramente questa è la ricerca più semplice che si possa fare, sennò chiedere direttamente ai fondatori quanti azioni detengono.

Però, un altro criterio importante sono le brave persone, l’essenza di ogni azienda e di tutto il resto. «Se ti circondi di brave persone, ti accadranno solo cose buone. Tuttavia, si sa che il pesce marcisce dalla testa. Se il gestore è il ragazzo sbagliato, tutto andrà male». Secondo Wray, si devono sostenere degli investimenti a lungo termine. «Tutti i grandi successi finanziari sono stati raggiunti da persone che hanno costruito delle società da più di 30 anni. In nessun caso da tizi che si sono “immersi dentro e fuori” dagli investimenti».

Nonostante i preziosi insegnamenti, Wray non è estraneo ai fallimenti. Chiesto qual è il legame tra perdere e guadagnare, risponde con sincerità: «Chi ti dice che non ha mai avuto un fallimento è un vero bugiardo! Non puoi avere successo senza una buona parte di fallimenti. Ho sicuramente avuto la mia giusta dose di errori da quali ho imparato. Penso che l’unico modo per evitare gli errori sia non correre il rischio e non fare proprio nulla!».

Conosciuto nello stesso tempo come Chairman della squadra britannica di rugby Saracens e possessore della collezione più valorosa di memorabilia sportive, Nigel Wray ci dice che «per quanto riguarda lo sport e le memorabilia, non sono sicuro che si seguano i normali criteri di investimento. Lo fai perché li ami». E per combattere il mito degli investimenti sicuri nell’immobiliare: «Potrebbe sorprendervi sapere che le più grandi società immobiliari del Regno Unito hanno all’incirca lo stesso prezzo delle azioni del 1990!».

Un settore, quello dell’edilizia abitativa, che ha subito un significativo impatto negativo specialmente dopo l’annuncio della Brexit. Lo conferma l’investitore della sezione Dragons’ Den, Gary Newman: «È andato male addirittura per gli agenti immobiliari di fascia più alta come Foxtons». Ovviamente, si è notato l’interesse di molti attorno ai cambiamenti nei mercati dopo la Brexit. Ma fino a quando non saranno stati concordati i termini esatti dell’uscita dall’Ue dell’Oltremanica, è molto difficile valutare come influenzerà il mercato azionario dell’Uk e in quale periodo di tempo. Secondo Newman, varia molto da settore a settore, in alcuni l’impatto si noterà a malapena, ma una buona parte di esso sarà influenzato dal rendimento della sterlina. «Il mercato del Regno Unito si è finora dimostrato molto affidabile nonostante le ipotesi che l’uscita dall’Ue possa essere dannosa. Nel frattempo, in coincidenza con la Brexit, molti dei principali mercati hanno ottenuto dei massimi storici e comunque mi sembra che ci sia una sorta di autocorrezione».

Alla domanda su quali criteri mettere in pratica prima di investire personalmente, Gary Newman risponde: «Per me, la scelta di investire in una società è tutta una questione di tentativi di trovare valore, ed è proprio il divario tra l’attuale capitalizzazione di mercato e il mio valore percepito che sto cercando, poiché di solito è il lato positivo». Poi spiega: «Questo deriva dal passare attraverso i conti della società e ogni altra informazione disponibile, oltre a dare valore anche alla ricerca di bandiere rosse, in modo da evitare di investire in una società che ha un significativo rischio di ribasso». Il suo consiglio è di consultare anche dei siti specializzati come ShareProphets, dove Newman è un importante contributor, stando però sempre attenti alle conclusioni tratte dai tipsters, che sono opinioni personali. Quindi fare la propria ricerca è primario.

Durante la sessione Dragons’ Den dell’Uk Investor Show, alcune società hanno avuto a disposizione solo 60 secondi per convincere tre investitori a comprare le loro azioni. Il più delle volte un minuto di elevator pitch non è sufficiente per capire il valore dell’azienda e l’opportunità di investimento e di solito vincono le imprese già note agli investitori.

«Ho investito nelle sessioni di Dragons’ Den in aziende come Falanx, R4E, Big Sofa e Optibiotix che hanno bilanci solidi, vendite reali e in crescita e sono già redditizie o ai margini di esso. Se ho ragione riguardo alla crescita, le azioni saliranno quando i profitti esploderanno», condivide con noi la sua tecnica strategica Tom Winnifrith, editor di ShareProphets.com. «Acquistare azioni in società senza entrate con la sola speranza è un gioco d’azzardo e le probabilità si accumulano contro di te».

In seguito alla sessione sulla Blockchain dove sei specialisti, moderatore incluso, si sono confrontati su Bitcoin, tokens, il nuovo trend di crowdfunding in cryptovalute Initial Coin Offering (ICO), quattro relatori su cinque – uno si e astenuto – hanno fortemente sconsigliato investire nelle valute digitali, il commento di Winnifrith per noi è stato: «Non sono interessato alle criptovalute: non contengono alcun valore fondamentale, solo speculazione e manipolazione».

Tra vari settori in cerca di investimenti abbiamo notato quelli dei diamanti e oro, petrolio e gas, tecnologia, biopharma, ecc. «Investire nella tecnologia è la cosa migliore adesso, anche se è vero che non esiste tecnologia a basso prezzo, però chi investe si dovrebbe sicuramente aspettare un boom entro qualche tempo», si vanta Vin Murria, la Queen of Tech. Secondo lei, l’Intelligenza Artificiale sostituirà l’uomo in tanti posti di lavoro come nel riconoscimento facciale, per cui avrà un impatto importante sul mondo.

«Siamo qui per presentarci, incontrare nuovi investitori oltre quelli che già conosciamo. La nostra ambizione è ottenere una posizione nello stock market»,  dichiara orgoglioso Keith Thomson, Chief Financial Officer della Phynova Group. L’azienda propone al mercato due prodotti medicinali: uno a base della pianta cinese Sigesbeckia usato per alleviare dolori muscolari, articolari e reumatici, senza alcuni effetti secondari conosciuti (provato il campione personalmente e funziona davvero!); il secondo destinato ai diabetici per mantenere un buon indice glicemico. «L’Uk Investor show è un evento molto utile agli investitori per incontrare di persona i rappresentanti delle aziende su cui investire, ma ci dà anche la possibilità di confrontarci con i nostri concorrenti o società simili».

A parlare di come depistare delle frodi cinesi e riconoscere buone opportunità di investimento nel mercato asiatico è stato Dr. Johnny Hon, fondatore e Chairman del Global Group, il principale partner dell’evento.

Il Global Group UK Investor Show ritornerà nella sede di Queen Elizabeth II Conference Centre il 30 marzo 2019.

 

Raisa Ambros

Foto © UK Investor Show; Evening Standard

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *