Un antidoto all’autoreferenzialità delle città europee: il dialogo come strumento di progetto

  • Condividi questo articolo

A Milano la nuova edizione dei “Talk” nell’ambito del progetto culturale “500×100”, diretto da Giorgio Tartaro e Alfonso Femia

16 Aprile 2016 | di | Ambiente - Eventi

500x100E’ Milano, la capitale mitteleuropea della cultura e dell’innovazione, che ospita la nuova edizione dei “Talk” di 500×100, progetto di promozione culturale ideato e e diretto dall’Architetto Alfonso Femia e fondato da 5+1AA e Universal Selecta. Il talk viene proposto negli spazi che l’azienda milanese US, con grande senso di responsabilità sociale d’impresa, mette a disposizione di questo innovativo progetto creativo. Un’occasione unica di incontro e confronto tra attori, operatori e professionisti in vari ambiti che, in un’ottica multisettoriale e con approcci diversificati, propongono al pubblico in un format diretto e immediato, progetti, proposte ed esperienze, grazie alle intriganti domande e osservazioni dei due “leader” e appassionati conducenti del progetto, Giorgio Tartaro e Alfonso Femia. Il tutto sotto un unico grande ombrello tematico: “il dialogo come strumento di progetto”. Il dialogo, inteso nella sua più autentica accezione, διάλογος come mezzo di espressione sentimentale e ricerca dell’autenticità, nel quotidiano che ci circonda: un’esperienza quasi mistica, non dunque fine a sé stessa ma, al contrario, concepita per provocare delle reazioni e “attivare” un movimento culturale.
Un confronto appassionato e appassionante che nasce dall’ambito tecnico e architettonico ma non rimane circoscritto a questo settore, coinvolgendo invece talkers e operatori provenienti da “mondi” diversi, invitati a confrontarsi su un tema trasversale: la città.
Un progetto culturale che si pone in perfetta continuità rispetto alla nuova sensibilità istituzionale e sociale europea, che proprio sulle “città”, sulle opportunità di sviluppo e progresso civile, sulla progettazione intelligente e funzionale alle esigenze di vita, sul recupero delle tradizioni urbane e sul rispetto delle identità dei popoli e dei territori, sviluppa le proprie strategie di crescita e orientamento. Molteplici le questioni sul tavolo, molti i dossier in corso di implementazione e soprattutto, molto, moltissimo lavoro da fare per controllare l’evoluzione delle città intelligenti. Sono le sfide globali dell’economia e dell’ambiente, l’attenzione alla soluzione delle emergenze ambientali, la riqualificazione urbana ed energetica, le nuove opportunità della mobilità e la crescente attenzione verso l’esigenza, sempre più impellente, di conciliare economia ed ecologia. 500x100_1
La città diviene così, nei Talk di 500×100, un luogo metafisico, uno spazio introspettivo e magico, nel quale immergersi per interrogarsi e per conoscersi meglio. Perché come affermava Walter Benjamin, «non sapersi orientare in una città non vuol dire molto. Ma smarrirsi in essa, come ci si smarrisce in una foresta, è una cosa tutta da imparare». E’ tutto qui il valore aggiunto del dialogo. Il dialogo, che oggi più che mai è veramente “strumento di progetto”, perché consente di sviscerare le modalità automatiche e standardizzate della vita contemporanea, esaminarne la corrispondenza rispetto alle esigenze più recondite della società, e vagliare possibili proposte di miglioramento sociale e superamento delle problematiche che oggi ci appaiono irrisolvibili: la questione ambientale, l’impatto della produzione e dei trasporti sulla qualità della vita, il degrado urbano e sociale, la sicurezza, e quel senso costante e progressivamente crescente di incertezza del futuro. “Mettere insieme” in una sintesi possibile, tutte le opportunità dell’innovazione multisettoriale, in un confronto aperto dal quale possono nascere soluzioni vincenti per le istanze più cogenti e per le sfide che caratterizzano la nostra era.
E ancora: il “dialogo sulle città” come strumento, ma anche e soprattutto, come collante di un senso “cittadinanza” europea e cosmopolita che non è ancora emersa in modo sufficientemente netto e distinto. Dialogo tra cittadini ed istituzioni – siano esse locali, nazionali, europee o internazionali – sempre più lontani, autonomi e spesso contrapposti. Dialogare, dunque, per mettersi in discussione e confrontarsi su questioni di interesse comune, per inaugurare un nuovo momento di solidarietà civile e sociale, sul quale progettare il nostro futuro. Per maggiori informazioni: www.500×100.com

 

Francesca Agostino

Immagini © 500×100

  • Condividi questo articolo

2 thoughts on “Un antidoto all’autoreferenzialità delle città europee: il dialogo come strumento di progetto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *