Un bellissimo novembre a Bordeaux

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Festival della gastronomia e dell’arte di vivere dal 16 al 18 novembre. Ospite d’onore l’Italia con produttori e rappresentanti dell’Enit. La città francese marchio mondiale di destinazione

27 settembre 2018 | di | Enogastronomia - Viaggi

“Un bellissimo novembre” è il titolo di un romanzo di Ercole Patti, scrittore siciliano fra i maggiori del novecento italiano un po’ dimenticato. Il titolo si addice a Bordeaux, dove dal 16 al 18 novembre si svolgerà “Bordeaux S.0 Good Festival della gastronomia e dell’arte di vivere”, creato e realizzato dal 2014 dalla Camera di Commercio e dell’Industria Bordeaux Gironda. Parlare di enogastronomia in quella porzione del Sud-Ovest della Francia, in quella città che affonda le radici storiche nell’epoca romana, nella città divenuta la capitale mondiale del vino, è molto facile.

                         Frédéric Meyer

«Evocare il vino e l’eccellenza della Francia sembrerebbe così naturale quando si parla di Bordeaux, in quanto è la capitale mondiale del vino – ha sottolineato Frédéric Meyer, direttore Atout France per l’Italia e la Grecia, nel suo intervento alla presentazione del Festival svoltasi a Palazzo Farnese a Roma, uno dei Palazzi più belli al mondo – ma Bordeaux oggi è innanzitutto un marchio mondiale di destinazione. E soprattutto è sempre più apprezzata e amata dagli italiani: con una crescita del 36% nel corso del primo semestre 2018, gli italiani formano la clientela straniera con la più forte crescita». Una crescita confermata per il mese di agosto con il 3° posto dopo spagnoli e inglesi.

La forza di Bordeaux è nei numeri: 7 milioni di visitatori l’anno, 5 milioni 700 mila pernottamenti alberghieri nel 2017 (+12% rispetto all’anno precedente), 5° città francese per frequentazione turistica, con il più vasto insieme urbano al mondo segnalato dall’Unesco nel 2007. A questi numeri bisogna aggiungere la parte dei vigneti, fra i più pregiati al mondo: 111.000 ettari di vigne composti da circa 60 denominazioni (Saint- Émilion, Pomerol, Médoc, Sauternes).

Christian Masset ambasciatore di Francia in Italia

Per comprendere meglio cosa significhi Bordeaux per il vino e la sua influenza sul comparto vitivinicolo internazionale, Daniele Cernilli (uno dei più autorevoli critici di vino a livello internazionale) ha scritto che «Bordeaux è la Wall Street del vino, o la City, come preferite. Il livello dei prezzi che spuntano i principali vini, i premiers cru innanzitutto, è come l’indice Dow Jones per la finanza internazionale, e le bottiglie dei principali Châteaux sono come le blue chips».

Siamo alla 5° edizione del Festival che in questi anni è cresciuto sino ad arrivare ad accogliere oltre 50.000 visitatori. Nella tre giorni del bellissimo novembre bordolese, ci saranno 100 chef coinvolti, 100 produttori di qualità, e quest’anno l’ospite d’onore sarà l’Italia con Roma focus principale. Tre chef stellati italiani (Stefano Baiocco, Antonio Guida, Antony Genovese), una decina di produttori e rappresentanti dell’Enit saranno presenti durante i giorni del Festival con l’obiettivo di far conoscere la ricchezza della tradizione culinaria italiana. E, non ultima, la comunità italiana di Bordeaux che sarà presente con numerosi eventi per promuovere la gastronomia, l’arte di vivere e la cultura dell’Italia.

Apertura venerdì 16 novembre con il tema della “Dolce vita”.

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Enzo Di Giacomo

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