I restauri delle Basilica sotterranea di Porta Maggiore nella Città Eterna

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Un nuovo capitolo della sinergica collaborazione tra la Soprintendeza dei beni culturali e la svizzera Fondazione Evergète per il sottosuolo romano

10 Dicembre 2019 | di | Arte - Cultura

Forse non tutti sanno che il sottosuolo della via Prenestina, a Roma nell’area di Porta Maggiore, cela un antico sito archeologico, forse uno dei più antichi: la Basilica sotterranea di Porta Maggiore. Basilica neopitagorica deve la sua scoperta al casuale cedimento della volta, durante la costruzione del viadotto ferroviario per la stazione Termini. Era il 1917.

Considerata la più antica basilica pagana dell’Occidente si pensa fu voluta da un membro della famiglia degli Statili, Tito Statilio Tauro, console e stretto collaboratore di Augusto nell’11 d.C. o forse, che fu Tito Statilio Tauro, suo pronipote. L’area in cui si trovava infatti apparteneva proprio a questa famiglia così come il vicino Colombario dei liberti, visibile ancora oggi e contenente circa 720 loculi tra i quali si distinguono alcuni artigiani specializzati, probabilmente quelli che hanno contribuito a rendere così unico questo luogo.

Altro dubbio ricade sulla sua funzione, potrebbe essere stata utilizzata come tomba degli Statili, o come basilica funeraria, ninfeo, o chi la considera per la sua collocazione particolare, luogo di fantasmi e probabilmente per questo, eretta per celebrare riti riconducibili al neopitagorismo.

❗️Roma10/12/2019 Basilica sotterranea di Porta Maggiore, un nuovo capitolo nei restauri ⛪️

Geplaatst door Eurocomunicazione op Dinsdag 10 december 2019

Qualunque sia stato il suo scopo, si tratta di un monumento unico nel suo genere, le sue pareti sono ricche di mosaici e di decorazioni a stucco, sopratutto se si considera che essa è stata costruita nel sottosuolo capitolino.

La Soprintendenza dei Beni Culturali è sempre intervenuta con una serie di restauri, sia per il mantenimento, sia per riportare alla luce l’originaria bellezza del luogo e dal 2017 è nata una collaborazione con la svizzera Fondation Evergète, per la prima volta nel Belpaese.

Il finanziamento ottenuto dalla Evergète ha permesso di continuare il recupero conservativo della Basilica, con il restauro della parete nord della navata sinistra, utilizzando le più moderne tecnologie e i più recenti materiali all’avanguardia, anche per la delicatezza del luogo stesso e come sottolineato dalla Soprindentende Speciale Daniela Porro «questa è una dimostrazione che i privati possono essere partner preziosi nel processo di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico della nostra città».

Intervista alla Soprintendente Speciale della Capitale Daniela Porro

Geplaatst door Eurocomunicazione op Dinsdag 10 december 2019

La Porro ha anche espresso il desiderio che questa collaborazione non si estingua con la fine dei lavori ma che anzi, possa rinnovarsi con futuri progetti insieme. Il restauro conclusosi ha permesso di risanare le principali cause di deterioramento della decorazione della Basilica, come per esempio la rimozione delle incrostazioni di calcare causate dalle pregresse infiltrazioni d’acqua, la messa in sicurezza delle decorazioni in stucco.

Il Consigliere esecutivo della Fondation Evergète Bertrand du Vignaud, complimentandosi con i restauratori per l’eccellenza e la qualità delle più moderne tecniche utilizzate, ha condiviso il desiderio della Soprintendente Speciale nell’augurarsi che questa sinergia possa continuare fino al completamento del restauro e proseguire con nuovi progetti affascinanti come questo.

Intervista a Bertrand du Vignaud, Consigliere della Fondation Evergète

Geplaatst door Eurocomunicazione op Dinsdag 10 december 2019

 

Gianfranco Cannarozzo

Foto e video © Eurocomunicazione, Sovrintendenza dei Beni Culturali, Basilica sotterranea di Porta Maggiore 

 

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One thought on “I restauri delle Basilica sotterranea di Porta Maggiore nella Città Eterna

  1. É importante di non dimenticare la stupenda “thesis” del professore belga Hans van Kasteel, che ha pubblicato in francese sulla questione : “Le Temple de Virgile” (Éditions Beya 2016). Secondo quello lavoro, la basilica non sarebbe nient’altro che un commentario, versetto per versetto, di Vergilio stesso !

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