Valere Moutarlier, accordo per web tax vicino

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Eurocomunicazione intervista il direttore fiscalità diretta, coordinazione fiscale e valutazione della Commissione europea, a Roma per un seminario con le istituzioni

20 settembre 2018 | di | Economia - Europa - in evidenza

Mercoledì 19 settembre si è svolto a Roma il Seminario sulla tassazione equa, il 4° Seminario organizzato dalla Commissione europea per combattere l’evasione e l’elusione fiscale. A presiedere e coinvolgere i partecipanti – soggetti istituzionali pubblici e privati italiani – nei lavori è giunto da Bruxelles Valere Moutarlier, direttore fiscalità diretta, coordinazione fiscale e valutazione dell’esecutivo Ue.

La tassazione equa costituisce un punto centrale per il modello sociale ed economico dell’Unione europea. Essa ha un ruolo fondamentale nel contribuire ad un’economia forte e sostenibile, un contesto economico fiorente e un modello sociale onesto. Tuttavia, l’evasione e gli abusi fiscali indeboliscono il contratto sociale tra i cittadini e i loro governi, oltre a rappresentare una minaccia per una concorrenza leale tra imprese.

Per incoraggiare uno scambio attivo di conoscenze al fine di combattere l’evasione e l’elusione fiscale, la Commissione europea ha organizzato nel corso del 2018 ben cinque seminari nelle capitali di Lettonia (lo scorso 19 aprile), Austria (17 maggio), Francia (8 giugno), Irlanda (il prossimo 26 settembre) e appunto questo penultimo di ieri in Italia. L’intenzione è quella di riunire politici, organizzazioni della società civile, esponenti del mondo accademico e rappresentanti delle imprese a livello nazionale, oltre ai membri delle istituzioni europee.

Al seminario hanno partecipato Antonia Carparelli, consigliere per gli affari economici della rappresentanza in Italia Commissione europea, Fabrizia Lapecorella, direttore generale MEF, Francesca Mariotti di Confindustria, Mikhail Maslennikov di Oxfam, Francesca Gastaldi dell’Università “La Sapienza”, Anna Lisa Mandorino vicesegretario generale di Cittadinanzattiva e Ivan Vacca codirettore generale di Assonime.

Alla fine del seminario ha concesso un’intervista a Eurocomunicazione il direttore fiscalità diretta, coordinazione fiscale e valutazione della Commissione europea Valere Moutarlier, spiegandoci come ci siano margini affinché nell’Ue si raggiunga un accordo sulla Web Tax entro la fine di quest’anno. «Un accordo pieno è tecnicamente possibile, così come il tema della tassazione delle grandi multinazionali».

Su quest’ultimo punto c’è il rischio di un nuovo scontro con gli Stati Uniti di Trump, visto che l’Unione europea sta scrivendo un elenco di sanzioni che si applicheranno ai Paesi di una particolare lista nera, tra cui le ritenute alla fonte sui dividendi di gruppi societari multinazionali. Si tratta però di un lavoro coordinato ed estremamente complesso, tanto che difficilmente sarà completato a breve.

Tornando a ieri, il direttore Moutarlier ci ha spiegato perché la Commissione ha organizzato questi seminari a livello locale: «bisogna uscire dalla “bolla europea” e venire sul territorio, per spiegare come rendere più equa la tassazione fiscale, che ciascuno paghi nella giusta misura le tasse che gli competono». Attualmente «ci sono degli sbilanciamenti all’interno del mercato unico e per questo bisogna prendere delle iniziative affinché la tassazione non si concentri più su alcune fonti piuttosto che su altre. Si pensi alla tassazione delle imprese».

Quello che è chiaramente emerso dal dibattito di ieri è che «l’Unione europea può essere decisiva per rendere i sistemi fiscali (ora ne abbiamo tanti diversi, ndr) più equi». La Commissione europea «ha introdotto delle misure per accrescere la trasparenza fiscale» grazie allo scambio di informazioni e «bloccare le pratiche elusive che le multinazionali possono mettere in atto sfruttando il sistema legale».

                         Valere Moutarlier

C’è una scadenza a tutte le iniziative che la Commissione ha messo sul tavolo, ed è l’elezione di maggio 2019 quando saranno rinnovati il Parlamento e lo stesso esecutivo europeo. «Prima delle elezioni europee si deve arrivare a compimento di tutto quello di cui si è discusso, in particolare della proposta sull’economia digitale in corrispondenza con la web tax italiana».

Sul piano tecnico «ci sono tutti gli elementi in questo momento per adottare una soluzione comune. Manca però l’ambizione politica che potrebbe essere utile per arrivare a questo step ulteriore che porterebbe maggiore sicurezza per il business digitale e per la base comune consolidata che sono i due pilastri che la Commissione sta portando avanti».

L’intenzione dell’esecutivo europeo per l’anno prossimo è quello di introdurre delle proposte che possano eliminare gli ostacoli che oggettivamente nelle trattative bloccano il progredire della armonizzazione nelle politiche fiscali «tramite la cosiddetta “passarella”, meccanismo che è previsto dai Trattati. Nessuno Stato membro è in grado da solo di affrontare questa tematica per lo scenario diversificato ed è necessario superare questo problema come chiedono i cittadini».

«L’idea della Commissione non è quella di sottrarre sovranità impositiva agli Stati membri, bensì quella di creare un mercato del lavoro e dell’impresa che possa crescere». Le iniziative che in questi anni l’esecutivo europeo ha preso non sono altro che la punta dell’iceberg di ciò che gli Stati devono fare data la differenza sostanziale fra i membri della famiglia europea. «È importante continuare questo dibattito affinché ogni Paese sia stimolato ad armonizzare le proprie politiche di imposizione fiscale».

 

Giovanni De Negri

Foto © European Union, Twitter

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