Vaticano: “Stati generali” della Chiesa per estirpare la pedofilia

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Focus contro la violenza sui bambini i più indifesi, le vittime più vulnerabili che non hanno voce. Da domani fino a domenica 24 la riunione ortemente voluta da Papa Francesco

20 Febbraio 2019 | di | Eventi - Religione

Inizia il 21 a Roma nell’Aula del Sinodo in Vaticano, e si concluderà domenica 24, “l’incontro sulla protezione dei minori”. La riunione, fortemente voluta da Papa Francesco, con i presidenti delle Conferenze episcopali, vedrà anche la presenza di delegati degli Ordini superiori maggiori e delle Congregazioni religiose di tutto il mondo, per mettere a fuoco le strategie per combattere l’abuso sessuale dei bambini e l’abuso di potere e di coscienza, da parte di coloro che ”hanno autorità nella Chiesa”, specialmente vescovi, sacerdoti e religiosi. Non a caso il “summit” comincia giovedì 21 febbraio, in quanto proprio 18 anni fa (2001) Jorge Maria Bergoglio fu creato cardinale dall’allora pontefice Giovanni Paolo II.

La pedofilia ha origini antiche. Era l’anno 1051 quando il monaco camaldolese san Pier Damiani denunciava nel Liber Gomorrhianus la perversione di alcuni sacerdoti che avevano fatto violenza su fanciulli inermi, e alle gravissime conseguenze psico-morali che quelle violenze avrebbero avuto sui piccoli per tutta la vita. Per secoli chierici e religiosi pedofili hanno potuto contare sul silenzio, sulla complicità solidale di molti confratelli o peggio di vescovi che si sono limitati a soluzioni di comodo spostando l’indiziato da una parrocchia ad un’altra, spesso coprendo quanto era successo o depistando le indagini.

Un esempio lo troviamo nel libro “Chiesa liberati dal male” di Gianfranco Svidercoschi, giornalista e scrittore, che ci narra, tra altre storie,  le ingiustizie subite da Giuseppe Calasanzio, fondatore dei chierici regolari vissuto tra il XVI e XVII secolo. Quando era alla guida dell’Ordine, venne a conoscenza delle violenze sessuali compiute sugli alunni di una delle Scuole Pie a Napoli, dal religioso che dirigeva l’istituto, Stefano Cherubini. Calasanzio sospese il religioso e ne istruì un processo interno su di lui. Ma Stefano aveva un fratello, Fabio che era un potente monsignore della Curia vaticana. Fabio Cherubini convocò il Calasanzio e gli disse senza mezzi termini che se il processo si fosse fatto, a rimetterci sarebbe stato non il fratello Stefano, ma l’Ordine che il Calasanzio dirigeva. Quest’ultimo dovette cedere. Riuscì solo a mandar via da Napoli Stefano Cherubini che alcuni anni più tardi divenne, guarda caso, Superiore degli Scolopi.

                         Marie Collins

Per secoli le gerarchie ecclesiastiche, pur a conoscenza di gravi fatti su minori, hanno coperto con i loro silenzi le violenze compiute sui piccoli, specie bambine. Tra i casi eclatanti quello di Marie Coillins, una ragazzina irlandese che una notte nel letto d’ospedale dove era ricoverata, venne violentata dallo stesso cappellano che ogni giorno andava a darle la Comunione. Fu proprio questo, come lei poi raccontò nella denuncia pubblica, a ferirla e umiliarla di più tanto da procurarle un trauma morale. Nel 2009 in Irlanda due rapporti governativi portarono alla luce che una intera classe clericale aveva mantenuto un totale silenzio sugli abusi, occultando tutto pur di non essere travolta da un marchio di infamia.

Benedetto XVI nella sua “Lettera ai cattolici d’Irlanda non riuscì a nascondere l’immane sofferenza che provava dentro. Rivolgendosi ai laici, fece un atto di denuncia severissima e di riprovazione nei riguardi dei vescovi. C’era l’angoscia del Papa di fronte a fatti che «hanno oscurato la luce del Vangelo». Shock anche nella Chiesa tedesca, per una indagine svolta da tre istituti universitari indipendenti. Si è potuto documentare che dal 1946 al 2014, vi sono state oltre 3.000 vittime minorenni violentate da 1.670 tra sacerdoti, diaconi e religiosi, il 4,4 per cento di tutti i presbiteri attivi in quel periodo in Germania.

Papa Francesco per dare risposte alle domande sul risanamento delle Chiesa cattolica, non ci ha messo molto per passare dalle parole ai fatti. Ha azzerato la gerarchia nella Chiesa cilena, a gennaio di quest’anno ha ridotto allo stato laicale l’ex cardinale di Washington McCarrick per pedofilia. Già in precedenza (2015) Bergoglio aveva adottato questa punizione per l’ex cardinale irlandese O’Brien per aver abusato di seminaristi e sacerdoti. In Pennsylvania una indagine condotta in sei diocesi ha portato come risultatoaccuse credibili a carico di più 300 preti” e le vittime sono più di 1.000 minori, per lo più ragazzi alcuni adolescenti.

È indubbio che la vicenda dei preti pedofili sta creando tra i fedeli smarrimento, ed è devastante per tutta la comunità cattolica per le gravi conseguenze sulla credibilità della Chiesa. L’incontro mondiale, dovrà quindi mettere a punto le linee guida per estirpare questo tumore che si annida da secoli nel corpo della Chiesa. Si discuterà della responsabilità dei vescovi riguardo al loro ministero spirituale, giuridico e pastorale. Si parlerà della “accountability” cioè a chi i vescovi e superiori maggiori degli Ordini religiosi devono rendere conto .La selezione dei candidati che entrano a far parte della vita religiosa è un’area che dovrà essere attentamente analizzata. Nel summit non si prevedono spazi di discussione sul tema degli abusi sulle donne nella fattispecie suore e consacrate, un problema che sta emergendo sempre più preponderante negli ultimi mesi. Certo è che se nell’incontro si arriverà a un cambiamento di atteggiamento, questo avrà ripercussioni anche sulla violenza contro le donne e le consacrate.

 

Giancarlo Cocco

Foto © FarmacoeCura, Vox News, Usa Today

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