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Volano i contagi, l’Europa blindata. Spagna e Francia ci copiano

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L’OMS: «in Italia risultati entro 2 settimane». I trend statistici rivelano che nel Belpaese la crescita è già più bassa

14 Marzo 2020 | di | Europa - in evidenza

La pandemia di Coronavirus sta causando un blocco totale in Europa. Frontiere chiuse in poche ore, confini super controllati con misurazione della temperatura per chi entra, collegamenti aerei, marittimi e ferroviari sospesi, misure di quarantena all’interno e all’esterno della zona Schengen: la pandemia sta causando forti disagi alle persone e al traffico delle merci.

Perfino la riunione di lunedì dell’Eurogruppo avverrà in videoconferenza, per via delle misure restrittive per contenere il virus nell’Unione europea così come scritto su twitter dal presidente Mario Centeno: «Questo formato assicurerà una rappresentanza simmetrica e proteggerà il processo decisionale collettivo in un periodo critico».

«L’Europa sta prendendo misure coraggiose per rispondere alle conseguenze economiche di questa crisi» – ha sottolineato l’ex ministro delle Finanze portoghese – «sono in stretto contatto con i ministri delle Finanze, la Banca centrale europea e la Commissione europea e le altre istituzioni per preparare il nostro Eurogruppo di lunedì. Questo senso di urgenza e lo sforzo di coordinamento non ha precedenti».

Dunque l’Europa, nuovo epicentro della pandemia di Covid-19, mette in secondo piano il MES – fino a pochi giorni fa il primo punto all’ordine del giorno dell’incontro dei Paesi dell’Euroarea – e decide di affrontare i problemi derivanti dal virus. Anche perché ora non è più l’Italia a esser colpita. Anche Francia e Spagna sono costrette a blindarsi, ricorrendo a misure restrittive sulla falsariga delle nostre.

A livello globale i contagi sono arrivati a 150mila, i morti 5.600, e pochi ormai sono riconducibili alla Cina: solo 11 nuovi casi e 13 decessi, tra cui persone che sono recentemente arrivate da altri Paesi. Numeri più alti ma comunque in declino anche in Corea del Sud, mentre nel Vecchio Continente fanno registrare un’impennata. Dopo l’Italia, a creare maggiore preoccupazione è la situazione spagnola.

In Spagna i casi sono oltre 6mila, più di 1.500 solo in 24 ore, e i morti 190. Per questo il governo di Pedro Sanchez ha deciso il blocco degli spostamenti come parte di uno stato di emergenza di due settimane. Secondo una bozza del decreto, si potrà uscire solo per cause di forza maggiore o necessità, come acquistare alimenti, prodotti farmaceutici e generi di prima necessità; andare nei centri sanitari; recarsi al posto di lavoro; rientrare nel luogo di residenza abituale; assistere anziani, minori, persone con disabilità o particolarmente vulnerabili; andare in banca.

Chiude tutto (tranne supermercati e farmacie) anche il Canton Ticino. Oltralpe, in Francia, i contagi confermati sono arrivati a 4.500, compresi 91 decessi, contro i 3.661 casi e 79 morti di venerdì. Il primo ministro Edouard Philippe ha annunciato che «tutti i negozi sono chiusi tranne quelli essenziali: alimentari, farmacia, banche, tabaccherie».

È però confermato il primo turno delle elezioni amministrative previsto per la giornata di domenica. Il presidente Emmanuel Macron ha reso noto di aver parlato con il presidente Mattarella «per esprimere il sostegno della Francia all’Italia. Sui confini come sulla nostra economia, dobbiamo agire rapidamente e insieme a livello europeo».

Un nuovo messaggio di vicinanza è arrivato anche dal presidente cinese Xi Jinping, che in un messaggio inviato di recente a Mattarella ha affermato che «in questo momento difficile la Cina è disposta a collaborare con l’Italia e offrire assistenza». Il presidente Usa Donald Trump ha invece postato su Twitter un video delle Frecce tricolori e scritto che “gli Stati Uniti amano l’Italia”.

"THE UNITED STATES LOVES ITALY!"

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Posted by Eurocomunicazione on Saturday, 14 March 2020

Tornando in Europa, salgono i casi anche nel Regno Unito, dove i decessi in 24 ore sono raddoppiati, passando da 11 a 21. A Londra è risultato positivo anche un neonato. I numeri alla fine potrebbero costringere il governo britannico a rivedere l’approccio flemmatico tenuto finora dal premier Boris Johnson. La prossima settimana potrebbe essere varata una legge di emergenza.

Anche nei Paesi del nord, dalla Danimarca – che ha chiuso tutti i confini – alla Norvegia (fermi porti e aeroporti), dalla Svezia ai Paesi Bassi, si viaggia spediti verso i mille casi. Altri Paesi continuano ad adottare via via nuove restrizioni. La Russia ha deciso che da lunedì ridurrà i voli con l’Unione europea e da domenica chiuderà agli stranieri i suoi confini di terra. Quello con la Cina era già stato sigillato all’inizio dell’epidemia, una scelta che avrebbe avuto l’effetto di limitare il numero dei contagi nel Paese, appena 47 secondo le autorità russe.

L’Austria dopo aver sospeso tutti i collegamenti aerei e ferroviari con l’Italia, da mercoledì ha introdotto controlli sanitaria ai principali valichi di frontiera. La Repubblica Ceca ha introdotto controlli con Austria e Germania, oltre ad aver inibito l’ingresso ai viaggiatori provenienti da 15 Paesi. La Slovenia ha chiuso all’Italia e l’eventuale ingresso è possibile solo attraverso uno dei sei valichi di frontiera.

In Belgio il governo ha ordinato la chiusura di scuole, discoteche, caffetterie e ristoranti e la cancellazione di tutti gli incontri pubblici a fini sportivi e culturali. La Slovacchia ha imposto il divieto di ingresso a quasi tutti gli stranieri, con l’eccezione dei polacchi. La Grecia ha annunciato di aver bloccato tutti i voli per l’Italia. La Lituania ha ripristinato i controlli alla frontiera con Polonia e Lettonia.

Un primo passo per un farmaco contro il coronavirus arriva dai Paesi Bassi. I ricercatori dell’Università di Utrecht, insieme ad altri dell’Erasmus Medical Center e della società biotecnologica Harbour BioMed, hanno sviluppato un anticorpo umano in grado di inibire il nuovo virus. Non è però stato testato sull’uomo, un processo che richiederà mesi.

Nel frattempo, però, non bisogna mollare, serve pazienza. «Due settimane. Fra 2 settimane dovremmo cominciare a vedere qualche risultato. L’azione dell’Italia è molto energica ma gli italiani devono aspettare per vederne l’efficacia». Cristiana Salvi, responsabile relazioni esterne alle Emergenze Sanitarie dell’OMS Europa, Organizzazione mondiale della Sanità ne è convinta.

«Oggi abbiamo oltre 30.000 casi, metà dei quali in Italia. Ma Spagna, Francia e Germania (di cui si sa poco e niente, anche se il primo focolaio europeo sarebbe partito da lì, ndr) stanno salendo nel numero dei casi. Ce lo aspettavamo, tutta la popolazione è esposta perché è un virus nuovo. Nell’influenza stagionale, alla fine circolano gli stessi virus che di anno in anno mutano ma nella popolazione si forma una certa immunità. Che per questo virus non c’è».

I numeri “grezzi” non lasciano scampo, l’Italia da sola “vale” praticamente tutto il resto d’Europa. Eppure  i trend statistici – legati anche alle misure già adottate – raccontano una realtà ben diversa. Negli ultimi tre giorni il Belpaese (considerando quelli con il maggior numero di casi) è quello con la crescita percentuale più bassa. Fra giovedì e venerdì, infatti, il trend di aumento dei casi italiani è stato del 16% mentre fra ieri e oggi l’aumento è stato del 19,8%. Speriamo l’inversione continui.

 

Elodie Dubois

Foto © The Sun, Daily Mail

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