Roma, la sua nascita tra storia e leggenda

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Roma

Un viaggio attraverso le curiosità sui miti, le narrazioni, i racconti e la realtà delle origini della Città Eterna, l’Urbe, Roma

Nell’Italia centrale, a sud del fiume Tevere, c’era una pianura acquitrinosa e malsana, chiamata Latium, punteggiata da numerose colline e rilievi su cui si era insediato un antico popolo, i Latini, dedito all’agricoltura e all’allevamento.

In seguito si sviluppò l’artigianato e di conseguenza anche le attività commerciali. Tra i villaggi sorti sulle colline uno dei più importanti era Albalonga, divenuta centro della confederazione latina.

Prima formazione di Roma

Anche sulle alture lungo la riva sinistra del fiume Tevere si insediarono nuclei di Latini alla ricerca di nuove terre. Il primo dei rilievi a essere occupato da un villaggio fu il colle Palatino, ben difendibile per la sua posizione nelle immediate vicinanze del fiume. Le altre alture su cui sorsero diversi insediamenti sono Capitolino, Aventino, Esquilino, Quirinale, Viminale, Celio. Sì, sono proprio loro, i celeberrimi sette colli: Roma era nata.

Origine del nome

L’origine del nome della Città Eterna è avvolto nel mistero, esistono diverse interpretazioni ognuna delle quali è affascinante. Per molti storici il nome deriverebbe dal termine etrusco rumon che contiene in sé la radice ruo, scorrere, evidente riferimento al fiume. Dunque Roma vuol dire “città sul fiume”.

Il nome potrebbe derivare da ruma, mammella, con cui si identificò il primo insediamento sul Palatino che aveva due rilievi sulla sommità.

Roma aveva anche un nome segreto che non si poteva pronunciare, solo il Pontefice Massimo lo conosceva e lo rivelava al suo successore alla fine del suo mandato. Varie sono le ipotesi formulate come soluzione al mistero, la più plausibile potrebbe essere Amor cioè Roma al contrario.

Esistono numerosi modi di dire e proverbi associati a Roma, tra questi il più conosciuto è “Tutte le strade portano a Roma” che esalta l’efficienza del sistema stradale realizzato dai Romani.

Motivi dello sviluppo

I motivi vanno ricercati nella posizione geografica e strategica del nuovo centro. Lo sviluppo, economico e politico, dipese infatti dalla sua posizione all’incrocio tra le due strade di comunicazione tra il Nord dove c’erano gli Etruschi e il Sud con i coloni greci.

La vicinanza al grande fiume navigabile rappresentava un’ottima via di comunicazione tra la Regione costiera e quelle interne; potevano essere commercializzati i prodotti e trasportato il sale, indispensabile per la conservazione.

Etruschi

RomaGli Etruschi furono la più importante popolazione italica prima dei Romani. Si stanziarono tra il fiume Arno e il Tevere in una Regione chiamata Etruria, in seguito arrivarono fino al Veneto meridionale e alla Campania. Questo popolo avvolto nel mistero, raggiunse il massimo splendore nel IV secolo avanti Cristo sviluppando una civiltà molto raffinata.

Greci

Fin dall’ottavo secolo avanti Cristo, le coste dell’Italia mediterranea furono colonizzate da genti di origine greca, si trattava di contadini, marinai, allevatori, artigiani che avevano fondato città, porti e magazzini. Quella Regione chiamata Megale Hellas era la Magna Grecia, raggiunse infatti alti livelli in tutti i campi con punte anche superiori alla madre patria.

Romolo e Remo

Secondo la leggenda che gli antichi storci riferiscono, il fondatore di Roma fu Romolo.

Lui e il fratello gemello, Remo, erano i nipoti di Numitore, re di Albalonga, figli della sacerdotessa Rea Silvia e del dio Marte. Lo zio Amulio spodestò Numitore e abbandonò i gemelli al loro destino lasciandoli in un cesto sulle acque del fiume. I neonati furono salvati dal pastore Faustolo che li allevò con la moglie Acca Larenzia, detta Lupa per il suo passato di prostituta.

Divenuti adulti i gemelli decisero di fondare una città esattamente nel luogo in cui erano stati ritrovati. Purtroppo tra i fratelli scoppiò un alterco. Romolo uccise Remo che aveva osato scavalcare il sacro solco che delimitava i confini della Città.

Questo è il mito raccontato dal grande storico Tito Livio sulle origini e sulla fondazione della Città che nel giro di qualche secolo sarebbe diventata il centro dell’impero più grande dell’epoca.

Origine divina della città

I gemelli erano i discendenti di Enea, figlio della dea Venere. L’eroe troiano dopo la distruzione della sua città era fuggito portando con sé il vecchio padre e il figlio. Approdato sulle coste del Lazio aveva sposato la figlia del re Latino e fondato in seguito la città di Lavinio. Il figlio di Enea invece fondò Albalonga.

Questo mito si diffuse nel IV–III secolo allo scopo di dare alla città un’origine divina e nobile, così si poteva affermare che Roma, divenuta padrona del Mondo, fosse voluta dagli dei.

Realtà storica

La leggenda è troppo propagandistica per essere vera, comunque non è completamente infondata. Un nocciolo di verità storica alla base c’è, la fondazione non è avvenuta dal nulla, gli insediamenti esistevano già prima dell’VIII secolo.

A un certo punto qualcuno volle dare all’insieme dei villaggi uno statuto, tracciando strade e consacrando il nuovo abitato con una cerimonia religiosa.

Gli scavi hanno restituito tracce di fortificazioni, resti di edifici, di strade risalenti alla metà dell’VIII secolo. Periodo molto vicino alla data fatidica dell’anno 753 che gli storici antichi indicano come data di fondazione della città.

Secondo gli archeologi era nata una Città proprio nei luoghi e nel periodo indicati dalla leggenda.

 

Sveva Marchetti

Foto © Sinopie, Skuola.net, Wikipedia

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