Diffusione di malattie, come Hiv e Aids, gravidanze indesiderate e abusi sessuali sono le conseguenze principali
La Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) si trova di fronte a numerose sfide riguardanti la salute sessuale: i tassi crescenti dell’Hiv e di altre infezioni sessualmente trasmesse, le gravidanze indesiderate in adolescenza e la violenza sessuale, solo per citarne alcune. Bambine e bambini, ragazze e ragazzi sono determinanti per il miglioramento della salute sessuale generale. Per maturare un atteggiamento positivo e responsabile verso la sessualità, essi hanno bisogno di conoscerla sia nei suoi aspetti di rischio che di arricchimento. In questo modo saranno messi in grado di agire responsabilmente non solo verso se stessi ma anche verso gli altri nella società in cui vivono.
Un “nuovo bisogno”
A innescare il bisogno di educazione sessuale sono stati vari cambiamenti avvenuti nel corso dei decenni passati come la globalizzazione e le migrazioni di nuove fasce di popolazione con diverso background culturale e religioso, la veloce diffusione dei nuovi mezzi di comunicazione – in particolare internet e la telefonia cellulare – la comparsa e la diffusione dell’Hiv e dell’Aids, la crescente preoccupazione per l’abuso sessuale su bambini e adolescenti e i cambiamenti degli atteggiamenti e dei comportamenti sessuali dei giovani. Tutto ciò richiede strategie efficaci che mettano i giovani in grado di gestire la propria sessualità in modo sicuro e appagante.
Cattive abitudini
In contrasto a un decennio fa, i giovani in Europa sono meno propensi
a utilizzare i preservativi durante gli incontri sessuali. Secondo l’Oms questo cambiamento non è dovuto a una scelta deliberata, ma piuttosto a un’educazione sessuale insufficiente. Di conseguenza, i casi di infezioni sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate sono aumentati. Secondo un nuovo rapporto pubblicato dall’ufficio regionale europeo a Copenaghen dal 2014 il tasso di rapporti sessuali non protetti tra la giovane generazione, che li espone a un rischio sostanziale di contrarre malattie sessualmente trasmissibili e di avere gravidanze indesiderate, è allarmante.
Lo studio, che fa parte di una ricerca sulla salute più ampia con l’intervista di oltre 242.000 quindicenni in 42 Paesi, ha rivelato che un numero considerevole di giovani che hanno risposto e che erano sessualmente attivi hanno fatto sesso non protetto. La percentuale di ragazzi che hanno utilizzato i preservativi durante il loro ultimo incontro sessuale è passata dal 70% nel 2014 al 61% nel 2022. Tra le ragazze, la cifra è passata dal 63% al 57%. Quasi un terzo dei rispondenti (30%) non ha utilizzato né preservativi né la pillola durante il loro ultimo incontro sessuale.
Frutti amari
L’Oms ha spiegato questi risultati citando le lacune nell’educazione sessuale adeguata all’età e nell’accesso ai contraccettivi. I risultati del rapporto sono stati preoccupanti ma non del tutto inaspettati, ha affermato il direttore regionale, Hans Kluge. Il rapporto sottolinea “l’urgente necessità di interventi mirati per affrontare queste tendenze preoccupanti e promuovere pratiche sessuali più sicure tra i giovani”.
«L’educazione sessuale adeguata all’età» – ha osservato Kluge – «rimane trascurata in molti Paesi e, laddove disponibile, negli ultimi anni è stata sempre più attaccata con l’accusa di incoraggiare il comportamento sessuale. Stiamo raccogliendo i frutti amari di questi sforzi reazionari. E il peggio è in arrivo».
Influenza negativa
A grandi linee si può dire che all’inizio del terzo millennio i giovani europei hanno i primi rapporti sessuali mediamente entro i 16–18 anni di età, hanno avuto più partner prima di sposarsi (o di convivere in via definitiva) intorno ai 25 anni, e fanno il primo figlio entro i 28-30 anni. Durante l’arco di tempo precedente la formazione di una relazione stabile, il doppio rischio di una gravidanza indesiderata o di infezioni sessualmente trasmesse sono motivo di preoccupazione sia a livello individuale sia di salute pubblica. Lo scoppio dell’epidemia di Hiv/Aids negli anni ‘80 del secolo scorso ha introdotto un pericolo di gran lunga più grave che ha fatto aumentare gli sforzi rivolti alla prevenzione.
La “sessualizzazione” dei mass media e della pubblicità è stata sempre più avvertita come un’influenza negativa sulla percezione della sessualità da parte di bambini e ragazzi. Soprattutto cellulari e internet, sono diventati in un brevissimo arco di tempo importanti fonti di informazioni. Tuttavia, molte di queste, sono distorte, non equilibrate, irrealistiche e spesso degradanti, specialmente per le donne (pornografia su internet). Anche per questo è comparsa una nuova ragione a favore dell’educazione sessuale, vale a dire la necessità di contrastare e correggere le informazioni e le immagini fuorvianti veicolate dai media.
L’educazione sessuale nelle scuole come risposta
Tutti questi fondamentali cambiamenti sociali e, alla base, la comparsa di una nuova fascia socio-demografica situata tra l’infanzia e l’età adulta con propria cultura, propri comportamenti e bisogni, richiedono nuove risposte. Sarebbe necessario introdurre nuovi tipi di servizi sanitari oppure adattare quelli esistenti.
L’educazione sessuale, e in particolare quella scolastica, è una componente essenziale di tale processo di adattamento. Le ragioni
immediate dietro la richiesta sono cambiate nel corso degli anni e sono state diverse da Paese a Paese. La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia afferma esplicitamente il diritto all’informazione e l’obbligo degli Stati a mettere in atto delle misure per l’educazione di bambini e ragazzi. I diritti sessuali come diritti umani relativi alla sessualità offrono un’ulteriore cornice di riferimento che comprende il diritto di tutti di avere accesso all’educazione sessuale.
L’articolo 8 della Dichiarazione dell’IPPF recita: “Diritto all’educazione e all’informazione: tutte le persone, senza discriminazioni, hanno diritto all’educazione e all’informazione in generale e all’educazione sessuale estensiva e alle informazioni necessarie e utili a godere del diritto di piena cittadinanza e uguaglianza nella sfera privata, pubblica e politica.” I diritti umani sono il principio guida della strategia per la salute riproduttiva dell’Oms per accelerare i progressi verso il raggiungimento degli obiettivi e delle mete internazionali di sviluppo, dove la promozione della salute sessuale figura tra i cinque aspetti fondamentali.
Ginevra Larosa
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