Presente anche il progetto “Grande Capodimonte”
Bentornati ai tanti capolavori appena rientrati a Napoli dai lunghi prestiti, tra questi le opere di Tiziano, Parmigianino, Artemisia Gentileschi, El Greco, Carracci e Caravaggio. Nella sala dei capolavori, n.62 al secondo piano, sono state riunite con un nuovo allestimento diciotto opere simbolo. Tra queste la “Danae” e “Il ritratto di Paolo III” di Tiziano, “Antea” del Parmigianino, “Giuditta decapita Oloferne” di Artemisia Gentileschi e “La flagellazione” di Caravaggio, assente dal museo da oltre due anni e mezzo.
Altri importanti dipinti, reduci dalla mostra a La Venaria Reale di Torino e prima ancora al Louvre, sono esposti nelle sale di provenienza e tra questi “La trasfigurazione” di Bellini e “La crocifissione” di Masaccio. Inoltre la “Fondazione di Santa Maria Maggiore” e “L’assunzione della Vergine” di Masolino e il “San Girolamo” di Colantonio.
Per il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte E. Schmidt, «l’identità delle collezioni storiche di Capodimonte è un patrimonio di Napoli. Con il ritorno a casa di tante opere iconiche e il loro riallestimento, parte oggi una nuova fase. I capolavori non sono inamovibili, però vogliamo che il museo si imponga quale meta irrinunciabile del turismo culturale italiano».
Anteprima
Nella sala dei capolavori viene presentato in anteprima il progetto “Grande Capodimonte“, con la realizzazione degli interventi di illuminazione nell’intero Palazzo. Il secondo piano presenta la sala dei capolavori, la Galleria delle Arti a Napoli dal 200 al 700, il corridoio Barocco e il Presepe.
La mostra a cura di Stefano Causa, docente di storia dell’arte moderna presso Università di Napoli Benincasa e Patrizia Piscitello, si sviluppa in 24 sale del secondo piano del Museo. L’esposizione si propone di rilanciare il dibattito presentando un’altra lettura del 600 napoletano, divenuto per gli storici il secolo di Caravaggio.
Paolo Montanari
Foto © Luciano Romano 2019, Museo e Real Bosco di Capodimonte













