La stanza accanto, un dialogo profondo e intimo

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Il film Leone d’Oro a Venezia esce al cinema

Il linguaggio di Pedro Almodóvar è sinonimo di intimità. Il maestro spagnolo nei suoi film accompagna lo spettatore in un percorso introspettivo fatto di dialoghi e immagini, momenti e suggestioni. Invita a immergersi in un viaggio emotivo così potente da suscitare interrogativi e asserzioni, commozione e inerme accettazione della realtà. Esce al cinema, distribuito da Warner Bros. Pictures, La stanza accanto, vincitore del Leone d’Oro per il miglior film all’81ª edizione della Mostra del cinema di Venezia, scritto e diretto da Pedro Almodóvar e tratto dal romanzo Attraverso la vita di Sigrid Nunez.

La professione che ti identifica, gratifica e a volte ti porta a lasciare in secondo gli affetti. I rapporti umani, quelli passeggeri e quelli che ti accompagnano nel tuo percorso, quelli che sono una meteora e le amicizie che, nonostante i vuoti e i silenzi, hanno sempre la capacità di ritrovarsi.

La vita mostrata in ogni sua sfaccettatura, con schiettezza e verità. È questo il racconto dell’ultimo lavoro di Almodóvar.

In La stanza accanto protagoniste assolute, bravissime e intense in ogni espressione e gesto, sono Tilda Swinton e Julianne Moore, accanto a loro anche John Turturro, Alessandro Nivola, Juan Diego Botto, Raúl Arévalo, Melina Mathews e Victoria Luengo.

La storia

Il film racconta la storia di una madre imperfetta e di una figlia rancorosa, separate da un grave malinteso. È la storia di un’amicizia che si riaccende, tra la giornalista e romanziera Ingrid e Martha, reporter di guerra. Ingrid diventa piano piano custode del dolore e dell’amarezza dell’amica Martha e del suo rapporto con la figlia.

Ingrid e Martha hanno condiviso gli anni più intensi della giovinezza, lavorando per la rivista Paper e raccontando quel che succedeva a New York. Hanno poi preso strade professionali diverse e si sono allontanate, senza una vera ragione.

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Nei tanti dialoghi il film affronta tematiche importanti: la crudeltà della guerra, i modi diversi in cui le due autrici femminili si avvicinano e scrivono della realtà, della morte, dell’amicizia e del piacere sessuale come i migliori alleati nella lotta contro l’orrore. Evoca anche i dolci risvegli con il cinguettio degli uccelli in una casa nel mezzo di una riserva naturale del New England.

Il potere di un racconto

La stanza accanto è un film emotivamente molto potente. Almodóvar ha la capacità di raccontare e connettersi con chiunque sa davvero osservare, seguire e capire la sua arte e i messaggi espliciti, e non, che lancia attraverso i suoi film. In questo caso le tematiche affrontate possono avere nello spettatore reazioni differenti, ma resta una costante che passa in prima linea su tutto: il concetto di vita e la sua importanza da preservare, sotto diversi punti di vista.

Spetta a ognuno di noi scegliere come dar valore a ogni singolo momento, ogni singolo gesto, o parola che possa lasciare un segno, o riesca a farci stare bene in quel preciso istante in cui viviamo proprio perché la vita è adesso. Il regista ci mostra quanto siamo così piccoli e privi di qualsiasi tipo di potere decisionale nei confronti della vita perché ci sfugge di mano.

Esserci per qualcuno

Una delle ricchezze che emergono dal film è il concetto di fare compagnia. Esserci per qualcuno, senza chiedere niente in cambio, è forse l’atto d’amore più profondo e generoso che ci sia. Un abbraccio, una carezza e il silenzio nello stare accanto a chi ci chiede di farlo o non fa una richiesta specifica, ma ci fa comprendere di averne estremamente bisogno. In quei gesti si nasconde la generosità, la fratellanza e l’amore. È negli occhi di chi ha la vera capacità di ascoltare una confidenza o una storia che intravediamo il significato più profondo di accompagnare.

L’amicizia

Nella rinascita di un’amicizia, La stanza accanto racconta anche l’accettazione da parte di Ingrid della morte che sta per portare via la sua amica Martha.

«La morte non è la fine di ogni cosa. Le persone non muoiono del tutto. Ho una visione atea dell’esistenza e nella sceneggiatura di questo film c’è la possibilità della reincarnazione o di qualcosa oltre il buio dell’aldilà. Il film parla di un’amicizia ritrovata che si sublima in un’emozione simile all’amore, ma senza gli inconvenienti dell’amore, nel corso delle settimane in cui condividono la Casa del Bosco, un luogo che è come un limbo, tra l’esistenza reale e l’aldilà», precisa il regista.

La neve, silenziosa e lenta

Sono i particolari a fare la differenza ne La stanza accanto. Come i fiocchi di neve color rosa. Diventiamo parte integrante di una scena tanto profonda e intensa che si mostra con tutta la lentezza che caratterizza la neve quando cade soave e soffice e si fa travolgere da un ambiente ovattato.

Martha, osservando la neve, pronuncia le ultime parole del marito di Anjelica Houston in Gente di Dublino: “La neve cade sul cimitero solitario, cade lieve nell’universo, e cade lieve su tutti i vivi e sui morti”. Ingrid la osserva e ascolta in silenzio. E anche noi seguiamo quella stessa assenza di parole, ma non di pensieri.

«Chi accompagna può e deve commuoversi, ma non può piangere. Il diritto alle lacrime spetta solo alla malata. Che però non piange», conclude Almodóvar.

Sigrid Nunez nel suo romanzo Attraverso la vita scrive che “dovremmo fare del nostro meglio per amarci e perdonarci a vicenda. E imparare a dire addio”.  È un po’ quel che silenziosamente impara a fare Ingrid.

Sempre nel testo della Nunez emerge una parola con tutto il suo potere. In bodo, una lingua parlata in alcune zone dell’India nordorientale, esiste una parola, onsra che descrive l’emozione intensa che si prova quando ci si rende conto che un amore ricambiato non è destinato a durare. Non è forse l’amore travolgente quello che, vissuto anche per poco tempo, lascia un segno indelebile? Ci sono tanti tipi di amore e tante chiavi di lettura, nel film di Almodóvar, ispirato a questo bellissimo romanzo Attraverso la vita, possiamo scoprire quanto l’amore possa manifestarsi sempre e ogni giorno in una maniera che a volte può essere incomprensibile ma che con il tempo impariamo a leggerla e a comprenderla nella sua vasta immensità.

 

Alessandra Caputo

Foto © El Deseo. Photo by Iglesias Más

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