La scomparsa della “leonessa di Milano”: una vita tra arte, amori, successi internazionali e un’eredità musicale che attraversa generazioni
Icona della musica leggera italiana, Ornalla Vanoni, si è spenta ieri intorno alle 23 nella sua casa di Milano. Accusando un malore è stata soccorsa dai medici del 118 che arrivati l’avrebbero trovata senza vita per arresto cardiocircolatorio.
La cantante, soprannominata “leonessa di Milano” per il suo carattere e la sua regalità, è tra le maggiori interpreti della canzone leggera e d’autore. Ha segnato un’epoca e attraversato tutte le altre. In sette decenni di carriera ha inciso più di 100 lavori, venduto decine di milioni di dischi. Ha collaborato con grandi autori italiani, come Gino Paoli, Fabrizio De André, Lucio Dalla, Paolo Conte, Ivano Fossati. Ha lavorato anche con artisti internazionali, come George Benson, Ron Carter, Lee Konitz, Herbie Hancock.
Un amore forte e indissolubile
Nata il 22 settembre 1934 a Milano ha iniziato la sua carriera prima come attrice. A 19 anni si scrive all’Accademia del Piccolo Teatro di Milano diventando allieva e compagna del regista Giorgio Strehler. Debutta a 22 anni nello spettacolo “Sei personaggi in cerca d’autore” di Luigi Pirandello. Dopo la fine della relazione con Strehler incontra Gino Paoli. Da questa storia d’amore nascono brani leggendari, come “Senza fine” e “Che cosa c’è”.
La cosa sorprendente di Ornella Vanoni è che nonostante la grande passione per Gino, nel 1960 sposa il noto impresario teatrale nonché ex cantante Lucio Ardenzi: «quel matrimonio fu un errore», ripeteva spesso. «Io volevo ancora bene a Gino e lui mi ha sconsigliato sino all’ultimo». Ed effettivamente il matrimonio non sta in piedi e quando nel 1962 nasce Cristiano, i due si lasciano. «Ero ancora innamorata di Paoli», ha confidato lei. «Il giorno delle nozze non mi sarei dovuta presentare, avrei dovuto dire la verità, sarebbe stato più leale».
Un rapporto complicato ma sincero
Il figlio della vanoni, Cristiano Ardenzi, ha deciso di fare della riservatezza uno stile di vita. Fin dall’infanzia, la madre ha scelto di preservarlo dall’attenzione dei media. La cantante ha spiegato in più interviste che la notorietà comportava inevitabili sacrifici e che voleva tenere il figlio «al riparo da un mondo troppo esposto». Cristiano non ha alcun profilo social pubblico né ha mai rilasciato interviste o è mai apparso in televisione.
Il rapporto tra madre e figlio, secondo quanto raccontato dalla stessa Vanoni, non è stato sempre facile. Gli impegni artistici costrinsero l’artista spesso lontano da casa, e Cristiano avrebbe vissuto quella distanza come un senso di abbandono. La cantante arrivò una volta a confidare che il figlio la «guardava con sospetto». Col tempo, tuttavia, la relazione si è consolidata. «Con lui ho ricostruito il rapporto nel tempo. Pensava che ogni volta lo abbandonassi per il mondo dello spettacolo», dichiarò Ornella Vanoni in un’intervista.
Stile sofisticato, personale e poliedrico
La sua voce sofisticata era capace di esplorare una varietà di generi, dai brani delle
Canzoni della mala – ballate ispirate alla cronaca nera e all’anima popolare – interpretate in modo graffiante e anticonvenzionale, al pop d’autore, dalla bossa nova al jazz. Nel 1976 realizza con Toquinho e Vinicius de Moraes uno degli album più raffinati della sua carriera “La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria”, considerato un capolavoro della musica italiana che ha segnato l’inizio di un amore profondo per la musica brasiliana che l’accompagnerà per tutta la vita.
Nei suoi settant’anni di carriera ha attraversato la storia musicale italiana trasformandosi più volte, senza mai perdere la sua autenticità. Alla fine degli anni Settanta, accetta la proposta di Playboy e posa nuda sulla rivista. Mai volgare, attraente e corteggiata. Canta, interpreta. Nel 1985 Vanoni ritrova Gino Paoli per la tournée VanoniPaoli Insieme, una tournéé con il tutto esaurito e un doppio album indimenticabile. Verrà registrato il doppio disco live «Insieme». Fondata una propria etichetta discografica ha assunto il controllo completo del proprio percorso artistico. Ha firmato testi, ideato concept album, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti.
Non si ferma, Ornella: continuano a uscire nuovi album, vola all’estero per tour e concerti, collabora con diversi autori e musicisti tra cui Paolo Fresu, torna e ritorna al Festival di Sanremo. Tanto che nel 2008 riceve il «Premio Milano donna – le donne che hanno fatto grande Milano», il Premio Marisa Bellisario Speciale alla Carriera.
Ha partecipato a otto edizioni del festival di Sanremo, tra cui nel 2018, all’età di 83 anni, l’interpretazione “Imparare ad amarsi” in trio con Bungaro e Pacifico, le è valsa una standing ovation e il Premio della critica per la migliore interpretazione.
Nel 2023 è tornata come ospite al festival, insieme a Gino Paoli confermando la sua eterna presenza nella musica italiana e nel 2024 ha reinterpretato insieme a Elodie e Ditonellapiaga il suo brano “Ti voglio”, segnando un ponte definitivo tra generazioni musicali.
Negli ultimi mesi aveva parlato spesso del tempo che passa con una lucidità e una
leggerezza commoventi. «Sono una donna libera. Non mi sono mai lasciata imbrigliare da niente e da nessuno. E ho pagato tutto con gli interessi»: aveva detto lo scorso 22 settembre, giorno del suo 91° compleanno. Presenza settimanale nel programma “Che tempo che fa“, Fabio Fazio negli ultimi anni aveva dato alla Vanoni una casa in cui poteva essere se stessa: divertente, lucida, libera e autoironica. E due settimane fa aveva scherzato con lui sulle bare da regalare alle coetanee
La cantante, attrice, conduttrice lascia un segno indelebile nella storia della musica italiana.
Veronica Tulli
Foto © Today, la Repubblica, Leggo.it













