Referendum sulla cannabis, molte ombre e poche luci

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Cannabis

500 mila firme per la legalizzazione delle droghe leggere. Siamo certi che tutti sappiano quali sono le conseguenze?

È bastato promuovere una raccolta firme con lo scopo di indire un referendum sulla cannabis legalizzata, per ottenere un successo immediato. In appena quattro giorni sono state raccolte 500 mila firme e credo, a memoria, mai un referendum abbia avuto una simile performance.

Qualche beneficio

Non vogliamo certamente affrontare le ragioni di questo risultato, sarebbe troppo lungo il discorso, ma ci focalizzeremo su ciò che questa droga, perché tale rimane, può comportare ai suoi consumatori una volta legalizzata.

Una certa retorica, afferma che uno spinello non ha mai fatto male a nessuno. Anzi fa bene, perché se ne hanno grandi benefici per la propria salute. Per esempio alleviare l’ansia, lo stress della vita moderna. Ma anche l’aiuto ai malati con gravi patologie. Si riscontrano grandi benefici della cannabis su alcuni effetti dovuti alla chemioterapia, alla radioterapia o altre malattie reumatiche. Ovviamente, tutto, sempre sotto stretto controllo medico.

Chi avrebbe allora il coraggio di vietare questo toccasana così utile e quasi indispensabile per la salute nella vita di oggi? Certamente nessuno, ma sarà proprio così come ci raccontano oppure si vuole liberalizzare qualcosa, al di là dei benefici riscontrati, che proprio innocua non è?

Sappiamo che per droghe leggere si comprendono una molteplicità di sostanze psicoattive che derivano principalmente dalla pianta della canapa. E che hanno poi diversi nomi a secondo della lavorazione come cannabis, marijuana o hashish.

Così fumare le cosiddette “canne“ è, almeno nello stato iniziale, specialmente tra i giovani e giovanissimi, un modo per non essere fuori dal gruppo di amici. Ma il problema nasce specialmente per ragazzi in età evolutiva per i suoi effetti collaterali non sempre gestibili. Inoltre, salvo le eccezioni riportate dalla cronaca nera di bambini strafatti a undici anni, l’età del consumo di cannabis si stima intorno ai quattordici anni in su. Dunque, una bella fetta di consumatori.

Gli effetti del suo consumo

Detto questo, cosa succede quando si fuma una “canna”?

Come risultato iniziale, ormai ben conosciuto, si ottiene una euforia moderata e un senso gradevole di “pace”. Ma finito quest’effetto ci sono le conseguenze collaterali che conducono a stati di sonnolenza, modificazioni nella percezione spazio-temporale, agitazione, irritazione. Inoltre, forme di congiuntivite o pupille dilatate, un po’ come quando si va dall’oculista. Per tanto, guidare sotto gli effetti della cannabis, diventa pericolosissimo, come purtroppo dimostrano i drammatici incidenti stradali. Se poi, a questo, aggiungiamo anche effetti cardiovascolari quali tachicardia o modificazioni della pressione sanguigna, il quadro che ne risulta non è certo sereno per la propria salute.

CannabisA spegnere ancora di più gli entusiasmi della droga “innocua”, è il consigliere della società italiana di tossicologia, Sitox, la dottoressa Sarah Vecchio: «La cannabis» – averte – «è più pericolosa su un cervello in formazione, quale quello degli adolescenti. Ed esiste una correlazione tra il consumo e lo sfociare di psicosi in persone vulnerabili, quindi geneticamente predisposte». Non solo, ma «altri danni sono naturalmente quelli connessi alla combustione dello spinello contenente tabacco e cannabis», con tutto quello che questo comporta per la salute in genere.

Il problema non è da sottovalutare, si pensi solo che i cosiddetti prodotti da spaccio, da circa 10 anni hanno certo una quantità di Thc, (la componente attivo primario il cannabidiolo, ndr), addirittura del 40%. Se pensiamo che il valore Thc appena negli anni’90 era tra il 12 e il 13%, un salto di qualità non indifferente, con una incidenza che può provocare danni irreversibili con gli anni all’individuo.

Il proibizionismo

Un’altra affermazione è che liberalizzando la cannabis si toglie questo mercato redditizio alla malavita, con tutto quello che ne consegue.

«È vero che il proibizionismo ha scarso successo», sostiene Guido Mannaioni, docente all’università di Firenze e consigliere Sitox. «Ma è vero anche che esisterà, con tutta probabilità, una popolazione che cercherà ancora lo sballo del prodotto concentrato e capace di danni irreversibili». Come, del resto, attesta uno studio condotto dall’Istituto di fisiologia clinica del Cnr pubblicato su International Journal of Environmental Research and Public Health. Basato su dati raccolti tra 300 mila studenti in 20 anni e in 20 Paesi.

In verità, secondo gli esperti del Sitox, non ci sono ancora dati sufficienti per poter affermare con certezza questa tesi. Però è noto che in alcuni Stati che hanno deciso la liberalizzazione della cannabis c’è stato un vero e proprio boom di consumo, rispetto ad altri dove è, invece, ritenuta illegale.

Quanta… fa la differenza

Per onestà dobbiamo anche dire che il danno, secondo molte ricerche, dipende sempre dalla dose utilizzata. Come diceva il grande Paracelso: «È la dose che fa il veleno».

Infatti, non possiamo certo mettere sullo stesso piano fumare uno due sigarette al giorno, possibilmente senza aspirarle, e consumare uno o più pacchetti interi al giorno.

Così certamente è per la cannabis. Però prima di assumerla dovremmo fare anche un breve test fondamentale per un suo uso “intelligente”, così come, tra l’altro, si dovrebbe verificare l’età del consumatore, il suo sesso e il suo peso.

Una ragazza di 14 anni con un peso corporeo di 45 chili avrebbe conseguenze diverse, nel fumare uno spinello, rispetto a un uomo di 40 anni che ne pesa 90. I danni subirebbero maggiore amplificazione se la concentrazione di Thc fosse dal 30 al 40%. Si parlerebbe di problemi neurologici e cardiaci importanti.

Il problema, tra i tanti, è che i ragazzi rimangono un soggetto a rischio, come abbiamo già riferito, e non solo perché in età evolutiva, ma anche perché difficilmente hanno la misura del consumo. E questo comporta molte complicazioni alla loro salute.

A questo punto, premesso che da liberale penso che chi vota ha sempre ragione, sorge una domanda: “Ma se li sono posti questi problemi i radicali con questa raccolta di firme?”.

 

Antonello Cannarozzo

Foto © Dolcevita, Royal Queen Seeds, Sitox, IntraMundi

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