Il processo di adesione all’Ue comprende varie fasi e soddisfazioni di richieste da parte del Paese che auspica a diventare membro
Per porre fine ai ricorrenti e sanguinosi conflitti, culminati nella Seconda guerra mondiale, i politici europei avviano il processo di costruzione di quella che oggi conosciamo come Unione europea.
4 aprile 1949 – creazione della Nato
È istituita l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (Nato), un’alleanza intergovernativa per la sicurezza stretta tra gli Stati Uniti, il Canada e 10 Paesi dell’Europa occidentale. Nel 2024 riunisce 32 membri.
5 maggio 1949 – istituzione del Consiglio d’Europa
10 Paesi dell’Europa occidentale istituiscono il Consiglio d’Europa per promuovere la democrazia e proteggere i diritti umani e lo Stato di diritto. La Convenzione europea dei diritti dell’uomo entra in vigore il 3 settembre 1953.
9 maggio 1950 – un piano per una nuova cooperazione politica in Europa
Il ministro degli Esteri francese Robert Schuman presenta un piano per una più stretta cooperazione. Propone di integrare le industrie del carbone e dell’acciaio dell’Europa occidentale. Da allora, il 9 maggio si celebra nell’Unione europea la “Giornata dell’Europa”.
18 aprile 1951 – Comunità europea del carbone e dell’acciaio
Sulla base del piano Schuman sei Paesi firmano un trattato per riunire le rispettive industrie del carbone e dell’acciaio sotto una gestione comune. In questo modo, nessuno, da solo, potrà fabbricare armi da guerra da utilizzare contro gli altri, come in passato. I sei sono la Germania, la Francia, l’Italia, i Paesi Bassi, il Belgio e il Lussemburgo. La Comunità europea del carbone e dell’acciaio entra in vigore nel 1952.
25 marzo 1957 – Trattati di Roma
I sei fondatori estendono la cooperazione ad altri settori economici. La formalizzano siglando due Trattati, che istituiscono rispettivamente la Comunità economica europea (Cee) e la Comunità europea dell’energia atomica (Euratom). Questi organi entrano in funzionamento il 1º gennaio 1958.
19 marzo 1958 – nascita del Parlamento europeo
La prima riunione dell’Assemblea parlamentare europea, precursore dell’attuale Parlamento, si tiene a Strasburgo, in Francia, con Robert Schuman come presidente eletto. Sostituisce l’Assemblea comune della Comunità europea del carbone e dell’acciaio e, il 30 marzo 1962, passa a chiamarsi Parlamento europeo.
Adesioni
Un allargamento si verifica quando nuovi Paesi aderiscono all’Unione europea. Questo processo è avvenuto più volte.
Nel 1973 a entrare sono Danimarca, Irlanda e Regno Unito; 1981 è la volta della Grecia; nel 1986 l’ingresso in Ue è per il Portogallo e la Spagna. Nel 1995 sono Austria, Finlandia e Svezia e nel 2004 abbiamo l’adesione di Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Slovenia e Ungheria. A partire dal 1° gennaio 2007 anche Bulgaria e Romania hanno aderito all’Unione europea.
Il 9 dicembre 2011, in occasione del Consiglio europeo è stato firmato il Trattato di adesione della Croazia, che entrerà a far parte dell’Ue il 1° luglio 2013, a conclusione del processo di ratifica.
Al momento i Paesi candidati sono cinque, Turchia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Islanda, Montenegro e Serbia. Si ricorda inoltre che l’Albania ha avanzato richiesta di adesione all’Ue il 28 aprile 2009.
Vantaggi per entrambi
L’allargamento apporta molte agevolazioni ai nuovi Membri
- Stabilità politica;
- libertà dei cittadini di vivere, studiare o lavorare ovunque nell’Ue;
- aumento degli scambi commerciali attraverso l’accesso al mercato unico;
- maggiori finanziamenti e investimenti;
- standard sociali, ambientali e di tutela dei consumatori più elevati;
- maggiori informazioni sui vantaggi e le conquiste dell’Unione europea.
Anche per l’Ue le utilità sono molteplici
- Maggiori prosperità e opportunità per le imprese e i cittadini europei;
- una voce più forte sul panorama mondiale;
- maggiore diversità culturale;
- promozione della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti umani;
- un investimento per la pace e la sicurezza in Europa.
Chi può aderire
Qualsiasi Paese europeo, se soddisfa i criteri di adesione noti anche come criteri di Copenaghen, può chiedere l’annessione all’Ue. Le Nazioni devono soddisfare alcuni requisiti:
- Istituzioni stabili in grado di garantire la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani, la tutela delle minoranze;
- una buona economia di mercato e la capacità di far fronte alla pressione concorrenziale del mercato dell’Ue;
- la capacità di assumere gli obblighi derivanti dall’adesione, tra cui la capacità di attuare il diritto e gli obiettivi dell’Unione.
Come funziona
Il percorso, noto anche come processo di adesione, è composto da tre fasi principali.
Fase 1 – Candidatura
Presentare una domanda di adesione al Consiglio dell’Ue che chiede quindi alla Commissione europea di verificare la capacità della Nazione candidata di soddisfare i criteri di adesione. Sulla base delle raccomandazioni di quest’ultima il Consiglio decide se concedere o meno lo status di Paese candidato e avviare i negoziati formali per l’adesione all’Unione. Questa decisione deve essere approvata da tutti gli Stati membri dell’Ue.
Fase 2 – Negoziati
Durante i negoziati di adesione la Nazione candidata si prepara ad attuare le leggi e le norme dell’Ue, note anche come “Acquis“. Nel corso di questa fase, la Commissione monitora i progressi compiuti dal Paese candidato in merito a tali riforme e informa il Consiglio e il Parlamento europeo attraverso relazioni e comunicazioni periodiche. I negoziati si svolgono tra i ministri e gli ambasciatori dei Governi dell’Ue e del Paese candidato in quella che viene chiamata conferenza intergovernativa. Si basano su elementi specifici.
Screening: la Commissione esegue un esame dettagliato, insieme al candidato, di ogni ambito politico (capitolo), per determinare quanto bene preparato. I risultati vengono presentati dalla Commissione agli Stati membri sotto forma di un rapporto di screening. La conclusione di questo rapporto è una raccomandazione di aprire direttamente i negoziati o di richiedere che determinate condizioni (parametri di apertura) debbano essere prima soddisfatte.
Posizioni negoziali: prima che le negoziazioni possano iniziare, il Paese candidato deve presentare la sua posizione e l’Ue deve adottarne una comune. Per la maggior parte dei capitoli, l’Unione stabilirà dei parametri di chiusura in questa posizione che devono essere rispettati dal Paese candidato prima che le negoziazioni nel settore politico interessato possano essere chiuse.
Fase 3 – Adesione
Una volta conclusi i negoziati, la Commissione formula un parere sulla preparazione del Paese a diventare uno Stato membro. Se viene raccomando che sia pronto viene elaborato un trattato di adesione. Questo documento illustra nel dettaglio i termini e le condizioni da soddisfare. Il trattato di adesione deve quindi essere approvato dalla Commissione europea, dal Consiglio europeo e dal Parlamento europeo prima di essere firmato e ratificato da tutti gli Stati membri e dal Paese candidato, aderisce ufficialmente alla data indicata nel trattato di adesione.
Processo speciale
I partner dei Balcani occidentali seguono uno svolgimento particolare denominato
Processo di stabilizzazione e associazione (Psa). I partner attualmente coinvolti in questo meccanismo sono Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia. L’obiettivo del Psa è stabilizzare questi partner sul piano politico ed economico in modo che siano pronti ad aderire. L’Ue prevede di raggiungere questo obiettivo fornendo assistenza finanziaria; consentendo un facile accesso ai mercati dell’Unione; promuovendo la cooperazione tra i Paesi della Regione.
Il processo aiuta gli interessati a sviluppare la loro capacità di adottare e implementare la legislazione dell’Ue, nonché gli standard europei e internazionali. Si basa su una partnership sempre più stretta, con l’offerta di:
- concessioni commerciali ( accesso esente da dazi ai mercati dell’Ue);
- assistenza economica e finanziaria;
- assistenza per la ricostruzione, lo sviluppo e la stabilizzazione;
- stabilizzazione e associazione accordi – un rapporto contrattuale di vasta portata con l’Ue, che comporta diritti e obblighi reciproci.
Ogni Paese procede passo dopo passo man mano che adempie ai propri impegni nel Psa. La Commissione valuta i progressi compiuti in relazioni annuali sui progressi pubblicati ogni autunno.
Ginevra Larosa
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