Dal rapporto ASviS si riscontrano gravi ritardi in settori come disuguaglianze e salvaguardia della biodiversità
L’Italia si trova in un percorso che rischia di essere insostenibile, e l’ASviS (l’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile) lancia un avvertimento preoccupante: “il nostro Paese è in forte ritardo su Obiettivi fondamentali come la tutela e protezione degli ecosistemi, naturali, la riduzione della povertà e il contrasto alle disuguaglianze”.
Sebbene ci siano dei dati che attestano progressi nell’ambito dell’energia pulita e nella lotta al cambiamento climatico, la concretizzazione degli Obiettivi dell’Agenda 2030 appare ancora lontana. Anche l’Europa, dove l’unico obiettivo segnato da un miglioramento non indifferente è quello sulla parità di genere (Sdg 5), si confronta con sfide ambientali gravi e sempre più urgenti.
In questo contesto, il Governo italiano promuove politiche a favore delle energie rinnovabili, con particolare attenzione all’idrogeno verde, ma allo stesso tempo decide di aprire nuove trivellazioni off-shore e rilanciare l’energia nucleare. La nuova strategia prevede infatti la costruzione di mini-reattori di terza generazione, il cui avvio, tuttavia, non è previsto prima del 2035. Resta inoltre irrisolta la questione del deposito nazionale per lo smaltimento delle scorie radioattive derivate dal vecchio nucleare, la cui realizzazione vede un possibile futuro nel 2039.
Per affrontare questi ritardi, ASviS propone alcune azioni concrete: adottare una legge nazionale sul clima, introdurre una riforma
fiscale ecologica che riduca le tasse sul lavoro, compensando con un aumento della tassazione sulle emissioni di CO2 e destinare almeno il 50% dei fondi pubblici a investimenti verdi. Secondo ASviS queste misure rappresenterebbero un passo essenziale per avvicinare l’Italia agli Obiettivi dell’Agenda 2030 e andrebbero a creare un’economia più sostenibile che sappia rispondere in modo adeguato alle sfide ambientali e sociali dei prossimi anni.
Gli Obiettivi italiani
Nonostante gli appelli del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e la firma del Patto sul Futuro, con cui i leader mondiali si impegnano a intraprendere 56 azioni nei prossimi anni, i dati mostrano che l’Agenda 2030 stenti a decollare in Italia.
Le aree maggiormente caratterizzate da peggioramenti critici dal 2010 al 2023 sono: povertà, governance, partnership, ecosistemi terresti e disuguaglianze. Miglioramenti solo marginali si rilevano in sei Obiettivi, tra cui l’energia pulita, lotta al cambiamento climatico, Città sostenibili e lavoro dignitoso. Degli evidenti seppur non sufficienti passi avanti sono stati registrati nei settori della salute, dell’educazione, dell’uguaglianza di genere, dell’acqua e dell’innovazione. L’unico con un netto miglioramento è l’economia circolare.
Otto target possibili su trentasette
Tra le criticità non da poco rimangono le disuguaglianze territoriali. Sebbene si rilevi un miglioramento nella governance, a peggiorare sono la sfera e le condizioni educative e i servizi igienico-sanitari. Nei restanti dodici obiettivi si denota una sostanziale immobilità.
A peggiorare il quadro, emerge che le scelte politiche del Paese risultano insufficienti rispetto agli impegni nazionali ed europei. Dei trentasette target da conseguire entro il 2030, solo otto appaiono raggiungibili (21,6%), mentre 22 sono irrealizzabili (59,5%) e per sette non vi sono certezze. A livello europeo, l’Italia si distingue per il basso numero di obiettivi raggiungibili e per il maggior numero di quelli irraggiungibili. “Siamo di fronte a un disastro annunciato” ha commentato Enrico Giovannini, direttore scientifico di ASviS. 
Il divario tra preoccupazioni popolari e azione politica rende la situazione ancora più grave. Nonostante la crescente richiesta di una transizione ecologica più rapida e l’alta consapevolezza dei rischi ambientali, solo il 21% degli italiani ritiene che il Governo stia adottando misure adeguate per il futuro. Dati che dovrebbero mobilitare tutte le forze politiche e sociali, ma che secondo AsviS, restano inascoltati.
L’Italia è anche geograficamente esposta ai cambiamenti climatici perché situata in un hotspot mediterraneo con un tasso di riscaldamento quasi doppio rispetto alla media globale.
La mancata realizzazione degli obiettivi ha ricadute dirette sulle condizioni di vita: oggi, il 5% delle famiglie più ricche detiene quasi la metà della ricchezza nazionale, mentre metà della popolazione più povera possiede meno dell’8%. Questo si traduce in 5,7 milioni di italiani che vivono in povertà assoluta. Inoltre, sul fronte educativo il tasso di abbandono scolastico si attesta al 10,5% tra i giovani che vanno dai 18 ai 24 anni. Sul tema della parità di genere, il Paese scende all’83esimo posto su 146 Nazioni, una regressione di otto posti rispetto all’anno precedente.
Le Soluzioni Proposte
Tra le azioni urgenti si sottolinea l’importanza di dare finalmente attuazione alla Strategia nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, approvata dal Governo nel settembre 2023 ma poi accantonata. Nello specifico, tra le proposte avanzate da ASviS troviamo:
- adottare una Legge sul clima e mettere in atto il Regolamento per il ripristino della natura;
- definire un piano di accelerazione nazionale per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, affidandone la gestione alla Presidenza del Consiglio;
- Dichiarazione sulle Future generazioni coinvolgendo i giovani nei processi democratici del Paese;
- attivare il Programma d’Azione Nazionale per assicurare la coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile.
L’obiettivo principale è incentivare sia le Istituzioni pubbliche, in particolare il Governo e il Parlamento, sia il settore privato a cambiare rotta per potersi ridirezionare insieme per un fine comune.
Miriam Dei
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